Gli USA aumentano gli investimenti per contrastare l’influenza planetaria della Cina

Gli USA aumentano gli investimenti per contrastare l’influenza planetaria della Cina

K metro 0 – Washington – Secondo un documento interno del Dipartimento di Stato americano ottenuto dall’AP, il governo statunitense starebbe considerando di spendere quasi mezzo miliardo di dollari in più per programmi rivolti alla Cina in America Latina, Africa e Asia. La Casa Bianca sta così per aumentare di centinaia di milioni di dollari

K metro 0 – Washington – Secondo un documento interno del Dipartimento di Stato americano ottenuto dall’AP, il governo statunitense starebbe considerando di spendere quasi mezzo miliardo di dollari in più per programmi rivolti alla Cina in America Latina, Africa e Asia.

La Casa Bianca sta così per aumentare di centinaia di milioni di dollari i finanziamenti destinati ai programmi volti a contrastare l’influenza crescente della Cina nel mondo, dopo aver bloccato molte di queste iniziative l’anno scorso, in un periodo di tagli al bilancio e al personale.

Il programma presentato al Congresso venerdì si chiama “Progetto di contrasto al controllo del Partito Comunista Cinese sui cavi sottomarini del Caribe e dell’America Centrale”.

Esso prevede “la sostituzione di obsoleti cavi sottomarini di telecomunicazione nel Mar dei Caraibi e in America Centrale con alternative sicure e affidabili” e “il finanziamento dell’installazione di infrastrutture di cavi sottomarini strategicamente selezionate” e il sostegno ai governi stranieri per la collaborazione con installatori privati di cavi sottomarini. I fondi serviranno a “sostituire i vecchi cavi di telecomunicazione sottomarini nel Mar dei Caraibi e in America Centrale con alternative sicure e affidabili”, si legge nel documento.

La scorsa settimana, l’amministrazione ha informato il Congresso della sua intenzione di spendere 175,8 milioni di dollari per tale obiettivo, al fine di impedire a Pechino di espandere la propria influenza. La Associated Press ha ottenuto una copia della notifica lunedì.

Un funzionario del Dipartimento di Stato ha dichiarato che le attività economiche di Pechino nel continente americano rappresentano un rischio per la sicurezza e la prosperità nazionali degli Stati Uniti. Il funzionario, che non era autorizzato a parlare pubblicamente dell’argomento e ha chiesto di restare anonimo, ha affermato che le offerte cinesi possono sembrare più economiche, ma alla fine si rivelano più costose a causa di costi aggiuntivi, costi di manutenzione nascosti e prestazioni scadenti.

L’amministrazione ha espresso di conseguenza profonda preoccupazione per le attività cinesi nelle Americhe, opponendosi alla proprietà cinese dei porti alle due estremità del Canale di Panama, ai progetti infrastrutturali finanziati dall’iniziativa Belt and Road in questa regione e agli investimenti cinesi nel settore delle telecomunicazioni. Tutto questo accade nonostante il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping stiano mostrando segni di cooperazione e Xi sia in procinto di visitare gli Stati Uniti questo autunno.

Gli USA valutano pertanto un aumento delle spese per contrastare la Cina a livello globale. “Gli Stati Uniti devono rispondere all’aumento dell’influenza economica, tecnologica e diplomatica del Partito Comunista Cinese (CCP) in tutto il mondo, che mette a repentaglio i nostri interessi nazionali”, si legge nel documento, che usa l’acronimo CCP.

Un alto funzionario statunitense, che ha chiesto appunto l’anonimato per discutere i piani futuri dell’amministrazione, ha confermato l’intenzione dell’amministrazione Trump di aumentare i finanziamenti per contrastare la Cina, ma non ha potuto fornire dettagli specifici. L’ufficiale ha riconosciuto che sono in corso discussioni su progetti su larga scala, ma ha affermato che molti di essi sono ancora in fase di discussione. Il nuovo programma finanzierebbe sosterrebbe progetti di cavi sottomarini che beneficino El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Haiti. Gli Stati Uniti hanno però relazioni tese con il Nicaragua e non collaborano con il suo governo.

Altri sforzi anti-Cina potrebbero concentrarsi su cyber e minerali critici. Nel frattempo, l’amministrazione ha elaborato piani per spendere oltre 340 milioni di dollari per più di 50 progetti specifici contro Pechino in tutto il mondo, inclusi molti nel continente americano.

Tra i piani da riprendere, ci sono la creazione di centri operativi per la sicurezza in Argentina e Belize, per monitorare le minacce cinesi alle infrastrutture critiche e alle piattaforme informatiche in tutta la regione. Ritorneranno anche le iniziative per proteggere Ecuador, Giamaica, Messico, Paraguay, Perù e Uruguay da presunte infiltrazioni cinesi nelle operazioni portuali e da attività di pesca e di estrazione di minerali critici illegali.

Più in generale, la proposta, ancora in fase di valutazione, mira a contrastare l’influenza cinese nella successione del Dalai Lama, sviluppando tecnologie proprietarie per garantire comunicazioni e raccolta informazioni sicure. Il piano prevede anche di ostacolare il sostegno internazionale al programma spaziale cinese e di contrastare le aziende cinesi che esportano tecnologia di sorveglianza e censura. Non si conoscono comunque i dettagli. Il documento non ha descritto le iniziative in dettaglio. Non solo. L’impatto finale dei nuovi programmi proposti non sarà noto per molti mesi o anni.

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