Ceuta, Marocco e Spagna rafforzano i dispositivi di sicurezza lungo il confine

Ceuta, Marocco e Spagna rafforzano i dispositivi di sicurezza lungo il confine

K metro 0 – Madrid – Marocco e Spagna rafforzano i dispositivi di sicurezza lungo il confine con Ceuta in vista di una possibile nuova mobilitazione migratoria annunciata sui social network per il prossimo 15 agosto. Lo riporta oggi il quotidiano marocchino “Hespress”. La Guardia Civil spagnola – secondo quanto riporta Nova –  ha lanciato

K metro 0 – Madrid – Marocco e Spagna rafforzano i dispositivi di sicurezza lungo il confine con Ceuta in vista di una possibile nuova mobilitazione migratoria annunciata sui social network per il prossimo 15 agosto. Lo riporta oggi il quotidiano marocchino “Hespress”.

La Guardia Civil spagnola – secondo quanto riporta Nova –  ha lanciato ieri un avvertimento rivolto alle persone in Marocco, invitandole a non tentare di entrare irregolarmente nell’enclave spagnola. La frontiera “non è e non sarà aperta”, ha avvertito la Guardia Civil in messaggi diffusi su Instagram e TikTok, accompagnati da immagini delle nuove barriere installate dopo la crisi migratoria di fine luglio. Le autorità spagnole hanno ribadito che chi tenterà di attraversare irregolarmente il confine sarà respinto. L’allerta è scattata dopo la diffusione su Facebook, WhatsApp e altre piattaforme di appelli, rivolti soprattutto ai giovani, a riunirsi il 15 agosto per un nuovo tentativo di ingresso di massa a Ceuta. Le autorità marocchine avrebbero rafforzato la presenza nella zona di Fnideq e nelle aree di confine, aumentando pattugliamenti, posti di controllo e attività di sorveglianza lungo le rotte costiere e montane utilizzate in precedenza nei tentativi di attraversamento irregolare. Anche la Spagna ha intensificato le misure di sicurezza, installando ulteriori barriere marittime nei pressi del valico di Tarajal e dispositivi di protezione che si estendono in mare.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo “El Pais”, il ministero degli Esteri di Madrid sta lavorando su diverse linee d’azione, tra cui il rapido rimpatrio di coloro che sono entrati a Ceuta illegalmente e si trovano ancora in città, il rafforzamento dei controlli alle frontiere, il consolidamento della cooperazione con il Marocco e un maggiore coinvolgimento dell’Unione europea nel futuro di Ceuta. Riguardo alle relazioni con Rabat, il capo della diplomazia marocchina, José Manuel Albares, ha affermato ieri che “il Marocco non ha chiesto nulla in cambio” per l’immediato rimpatrio dei suoi cittadini. “Abbiamo leggi e sentenze dei tribunali, ma questa è la volontà esplicita del Marocco”, ha osservato il ministro nel corso di una conferenza stampa a Ceuta dopo l’incontro con il presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas. Secondo Albares, una delle “maggiori difficoltà” nella gestione di questo tipo di crisi è “l’impossibilità di effettuare i rimpatri perché il Paese di origine non collabora”. “Noi non ci troviamo in questa situazione”, ha sottolineato. “È proprio questo che ha permesso a migliaia di persone di rientrare in poche ore”, ha aggiunto. Il governo sostiene che 72 mila persone siano entrate in Spagna in modo irregolare attraverso Ceuta e che 70 mila abbiano lasciato la città nei giorni successivi per tornare in Marocco.

Sempre ieri, il ministro ha lanciato un messaggio ai migranti in attesa in Marocco di tentare di raggiungere i territori spagnoli. “Da Ceuta, mi rivolgo a coloro che in Marocco o in qualsiasi altro Paese africano ricevono false informazioni su ciò che potrebbero ottenere entrando illegalmente a Ceuta: non rischiate la vita, i vostri soldi e il vostro futuro in un’avventura destinata al fallimento. Chi entra illegalmente a Ceuta o Melilla verrà respinto; non raggiungerà la Spagna continentale o l’Europa, né potrà rimanere indefinitamente a Ceuta o Melilla”, ha avvertito. “Questa è la volontà della Spagna e del Marocco”, ha concluso.

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