K metro 0 – Berlino – L’inchiesta tedesca sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream torna al centro dell’attenzione internazionale dopo l’arresto in Croazia di un secondo cittadino ucraino sospettato di avere partecipato all’operazione del settembre 2022. I procuratori federali tedeschi hanno confermato mercoledì l’arresto. L’uomo è accusato di avere fatto parte del gruppo che avrebbe
K metro 0 – Berlino – L’inchiesta tedesca sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream torna al centro dell’attenzione internazionale dopo l’arresto in Croazia di un secondo cittadino ucraino sospettato di avere partecipato all’operazione del settembre 2022.
I procuratori federali tedeschi hanno confermato mercoledì l’arresto. L’uomo è accusato di avere fatto parte del gruppo che avrebbe preparato e realizzato il sabotaggio delle infrastrutture nel Mar Baltico. L’indagine tedesca sostiene che gli autori abbiano utilizzato una barca per raggiungere l’area delle esplosioni e piazzare gli ordigni.
Il caso ha un peso enorme sul piano geopolitico. Nord Stream era una delle principali infrastrutture attraverso cui il gas russo arrivava direttamente in Germania e il suo danneggiamento ha contribuito a modificare radicalmente la sicurezza energetica europea.
La procura tedesca continua a ricostruire la catena di responsabilità. L’arresto del secondo sospetto rappresenta un nuovo passaggio dell’indagine, ma non equivale naturalmente a una conclusione giudiziaria sulla responsabilità complessiva dell’operazione. La vicenda è particolarmente sensibile per Berlino perché si colloca all’incrocio tra sicurezza energetica, guerra in Ucraina e rapporti con Mosca.
Sul piano interno, l’indagine alimenta anche il dibattito sulla vulnerabilità delle infrastrutture critiche tedesche. Gasdotti, cavi sottomarini, reti energetiche e telecomunicazioni sono diventati una priorità strategica per la Germania e per l’intera UE.













