K metro 0 – Lisbona – Il Portogallo continua a essere uno dei Paesi europei più esposti alla stagione degli incendi. I roghi che interessano soprattutto le regioni settentrionali arrivano dopo settimane di caldo, siccità e condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme. Il problema è ormai strutturale. Il Portogallo ha investito negli ultimi anni nel
K metro 0 – Lisbona – Il Portogallo continua a essere uno dei Paesi europei più esposti alla stagione degli incendi. I roghi che interessano soprattutto le regioni settentrionali arrivano dopo settimane di caldo, siccità e condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme.
Il problema è ormai strutturale. Il Portogallo ha investito negli ultimi anni nel rafforzamento della protezione civile e nella disponibilità di mezzi aerei, ma la frequenza degli eventi estremi aumenta la pressione sul sistema.
Il governo di Luís Montenegro deve inoltre affrontare il tema della prevenzione. La manutenzione delle foreste, l’abbandono delle aree rurali e la gestione della vegetazione rappresentano fattori determinanti per la velocità con cui un incendio può espandersi.
La situazione portoghese si inserisce nella più ampia stagione europea degli incendi. Reuters ha segnalato contemporaneamente roghi in Belgio, Spagna e Portogallo, sottolineando il legame tra temperature più alte, siccità e accumulo di vegetazione secca.
Il problema non riguarda soltanto l’ambiente. Gli incendi colpiscono agricoltura, turismo, infrastrutture e bilanci pubblici. Ogni grande evento richiede inoltre un’imponente mobilitazione di vigili del fuoco e mezzi aerei.
Per Lisbona la sfida è quindi passare dalla gestione dell’emergenza a una strategia permanente di adattamento.













