Unione europea: Il bilancio da quasi 2.000 miliardi diventa la grande battaglia dell’autunno

Unione europea: Il bilancio da quasi 2.000 miliardi diventa la grande battaglia dell’autunno

K metro 0 – Bruxelles – La trattativa sul bilancio pluriennale dell’Unione europea 2028-2034 sta entrando nella fase decisiva e potrebbe diventare uno dei principali scontri politici dell’UE nei prossimi mesi. La Commissione europea ha proposto un quadro finanziario di quasi 2.000 miliardi di euro, pari mediamente all’1,26% del reddito nazionale lordo dell’Unione. La proposta

K metro 0 – Bruxelles – La trattativa sul bilancio pluriennale dell’Unione europea 2028-2034 sta entrando nella fase decisiva e potrebbe diventare uno dei principali scontri politici dell’UE nei prossimi mesi. La Commissione europea ha proposto un quadro finanziario di quasi 2.000 miliardi di euro, pari mediamente all’1,26% del reddito nazionale lordo dell’Unione. La proposta punta a rafforzare competitività, difesa, energia, innovazione e resilienza, ma incontra una forte opposizione da parte di diversi Stati membri.

Il problema fondamentale è semplice da capire: chi paga e chi riceve? I Paesi maggiormente contribuenti, tra cui la Germania, sono contrari a un bilancio considerato troppo ambizioso, mentre Paesi come Italia e Spagna temono che una riduzione dei fondi destinati alla coesione possa penalizzare investimenti e territori. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha iniziato una vera e propria tournée delle capitali per cercare di avvicinare posizioni che al momento rimangono molto distanti.

La Commissione propone anche nuove risorse proprie dell’UE. Tra queste figura un contributo annuale a carico delle grandi imprese che operano nel mercato europeo, oltre ad altre forme di entrata. L’obiettivo è aumentare le risorse disponibili senza scaricare tutto il peso sui bilanci nazionali. Ma proprio questo punto potrebbe diventare uno dei più controversi.

La questione non è puramente contabile. Il prossimo bilancio stabilirà quali saranno le priorità dell’Europa nella seconda metà del decennio. Se aumenteranno le risorse per la difesa, necessariamente si porrà il problema di trovare risorse per agricoltura, coesione regionale, transizione energetica e programmi sociali. Se invece prevarrà la difesa delle politiche tradizionali, l’UE potrebbe avere meno capacità finanziaria per affrontare competizione tecnologica, sicurezza e autonomia industriale.

Il Financial Times sottolinea inoltre come alcuni governi stiano valutando soluzioni alternative, compresa la possibilità di ricorrere maggiormente a forme di debito comune europeo. L’idea dei cosiddetti Eurobond, finora politicamente molto controversa, potrebbe tornare nel dibattito se i governi non riuscissero a conciliare le proprie esigenze attraverso il bilancio ordinario.

Il calendario rende tutto ancora più delicato. L’accordo dovrebbe arrivare entro la fine del 2026, ma il 2027 sarà caratterizzato da importanti elezioni nazionali. Questo significa che i governi avranno forti incentivi politici a difendere davanti ai propri elettori i fondi ricevuti dall’Europa e a minimizzare i contributi versati.

Il negoziato sul MFF sarà quindi una prova fondamentale della capacità dell’UE di trasformare le proprie nuove ambizioni — difesa, energia, tecnologia, competitività e sicurezza — in una vera politica finanziaria comune.

 

Fonti: Commissione europea; Financial Times; Reuters.

Condividi su:
Condividi:

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa



Condividi su: