Devastanti inondazioni tra Nepal e Tibet: oltre 1.000 vittime

Devastanti inondazioni tra Nepal e Tibet: oltre 1.000 vittime

Proseguono le operazioni di soccorso al confine tra Cina e Nepal. Migliaia di persone risultano ancora disperse, mentre il bilancio delle vittime continua a salire. K metro 0 – Pechino – Le violente inondazioni che hanno colpito il confine tra Cina e Nepal hanno provocato almeno 987 vittime in Nepal, portando il bilancio complessivo del

Proseguono le operazioni di soccorso al confine tra Cina e Nepal. Migliaia di persone risultano ancora disperse, mentre il bilancio delle vittime continua a salire.

K metro 0 – Pechino – Le violente inondazioni che hanno colpito il confine tra Cina e Nepal hanno provocato almeno 987 vittime in Nepal, portando il bilancio complessivo del disastro a oltre 1.000 morti. Secondo le autorità impegnate nella gestione dell’emergenza, ai 987 decessi registrati in Nepal si aggiungono le 16 vittime confermate dai media statali cinesi in Tibet, per un totale di 1.003 morti.

Il disastro si è verificato il 26 agosto 2026 e ha colpito soprattutto le aree montuose lungo il confine tra i due Paesi. La forza dell’acqua, accompagnata da fango e detriti, ha travolto abitazioni, strade, ponti e numerose infrastrutture. Particolarmente colpiti sono stati anche alcuni importanti progetti idroelettrici. In Nepal, centinaia di lavoratori impiegati negli impianti risultano ancora dispersi e alcuni potrebbero essere rimasti intrappolati all’interno dei tunnel.

Le operazioni di soccorso sono rese estremamente difficili dalle strade distrutte e dalle numerose frane, che hanno isolato diverse comunità. L’esercito e le squadre di emergenza stanno impiegando elicotteri, mezzi pesanti e unità cinofile per cercare eventuali sopravvissuti. Migliaia di persone sono state evacuate e messe in salvo.

Anche il Tibet ha subito gravi danni. Il valico di Gyirong, importante collegamento commerciale tra Cina e Nepal, è stato sommerso dal fango, mentre diverse vie di comunicazione sono rimaste danneggiate o completamente distrutte.

Nel frattempo, con l’ingresso delle operazioni di soccorso nel settimo giorno, il numero dei dispersi in Nepal è sceso a 3.916, mentre continua il recupero dei corpi.

Secondo gli esperti, il cambiamento climatico potrebbe aumentare il rischio di eventi estremi di questo tipo. Il riscaldamento globale contribuisce infatti a rendere più instabili i ghiacciai dell’Himalaya, aumentando la possibilità di frane, valanghe e improvvise inondazioni.

La tragedia mette ancora una volta in evidenza la vulnerabilità delle popolazioni che vivono nelle regioni montuose e l’importanza di rafforzare i sistemi di monitoraggio e di allerta, fondamentali per ridurre il rischio e salvare vite umane.

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Joseph Villeroy
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