Israele-Regno Unito, scontro sugli insediamenti. Londra minaccia nuove misure, Saar: “reagiremo”

Israele-Regno Unito, scontro sugli insediamenti. Londra minaccia nuove misure, Saar: “reagiremo”

K metro 0 – Londra – La questione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania torna al centro dello scontro diplomatico tra Israele e Regno Unito. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha lanciato un avvertimento senza ambiguità a Londra: qualsiasi iniziativa britannica contro Israele potrebbe provocare una ritorsione. «Se la Gran Bretagna agirà contro Israele,

K metro 0 – Londra – La questione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania torna al centro dello scontro diplomatico tra Israele e Regno Unito. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha lanciato un avvertimento senza ambiguità a Londra: qualsiasi iniziativa britannica contro Israele potrebbe provocare una ritorsione. «Se la Gran Bretagna agirà contro Israele, Israele agirà contro la Gran Bretagna», ha dichiarato Saar, definendo l’eventuale decisione del governo britannico «un grave errore».

La minaccia arriva dopo l’annuncio del ministro degli Esteri britannico Ed Miliband, che davanti al Parlamento ha promesso un «reset completo» della politica del Regno Unito nei confronti di Israele. Tra le ipotesi allo studio figurano misure per impedire alle aziende britanniche di finanziare, costruire o promuovere nuovi insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata.

A rendere ancora più delicato il confronto è il progetto relativo all’area E1, a est di Gerusalemme, dove Israele ha aperto gare per circa 1.200 nuove abitazioni. La zona riveste un’importanza strategica: la sua edificazione potrebbe interrompere la continuità territoriale della Cisgiordania e isolare Gerusalemme Est, complicando ulteriormente la possibilità di creare uno Stato palestinese.

Per Miliband, il progetto rappresenta una violazione del diritto internazionale e un «superamento di una linea rossa». Il primo ministro britannico Andy Burnham ha inoltre avvertito che l’espansione nell’area E1 potrebbe compromettere definitivamente la soluzione dei due Stati, sostenuta dalla comunità internazionale.

Nel frattempo, il Foreign Office britannico ha chiesto chiarimenti a Israele sull’arresto di Finn Joughin, studente e attivista britannico di 22 anni, fermato in Cisgiordania dopo uno scontro con coloni israeliani nel villaggio palestinese di Umm Al-Kheir. Il suo legale ha respinto le accuse e il giovane è stato destinato alla deportazione nel Regno Unito.

Gli episodi si inseriscono in un’escalation di violenze nella Cisgiordania occupata dall’inizio della guerra di Gaza. Anche le autorità israeliane hanno condannato le recenti aggressioni dei coloni. Il presidente Isaac Herzog ha parlato di una «linea rossa» superata, mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu ha denunciato il comportamento di una minoranza di estremisti.

Lo scontro con Londra rischia ora di aggiungere un nuovo fronte diplomatico a un conflitto già segnato da profonde divisioni europee ed internazionali.

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Joseph Villeroy
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