Regno Unito, pronto a sanzionare gli insediamenti israeliani in Cisgiordania

Regno Unito, pronto a sanzionare gli insediamenti israeliani in Cisgiordania

K metro 0 – Londra – Il Regno Unito è pronto a imprimere una nuova direzione alla propria politica nei confronti di Israele. L’esecutivo guidato da Andy Burnham dovrebbe annunciare misure restrittive nei confronti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, nell’ambito di un più ampio “reset” delle relazioni tra Londra e Tel Aviv. Il ministro degli

K metro 0 – Londra – Il Regno Unito è pronto a imprimere una nuova direzione alla propria politica nei confronti di Israele. L’esecutivo guidato da Andy Burnham dovrebbe annunciare misure restrittive nei confronti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, nell’ambito di un più ampio “reset” delle relazioni tra Londra e Tel Aviv.

Il ministro degli Esteri Ed Miliband dovrebbe illustrare le nuove iniziative alla Camera dei Comuni. Tra le ipotesi allo studio figura l’introduzione di restrizioni commerciali sui prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. La decisione arriva in un momento di crescente tensione in Cisgiordania, dove negli ultimi mesi si sono intensificati gli episodi di violenza tra coloni israeliani e popolazione palestinese. Particolare attenzione da parte del governo britannico è rivolta anche al progetto israeliano di espansione nell’area E1, considerato strategicamente delicato perché potrebbe compromettere la continuità territoriale tra la Cisgiordania e Gerusalemme Est.

La nuova linea di Londra tuttavia rischia di provocare un ulteriori tensioni con Tel Aviv e Washington. Il primo ministro britannico ha discusso la situazione mediorientale con il presidente statunitense Donald Trump, mentre Washington potrebbe criticare pubblicamente le misure britanniche. Gli Stati Uniti restano infatti il principale alleato internazionale di Israele.

Nel frattempo, da Tel Aviv sono già arrivate dure reazioni. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha minacciato possibili contromisure nel caso in cui il Regno Unito procedesse con le sanzioni. Anche esponenti della destra israeliana hanno chiesto una risposta diplomatica più dura, arrivando a ipotizzare l’espulsione dell’ambasciatore britannico.

Funzionari britannici intanto hanno segnalato anche un rischio per le imprese israeliane, vista la difficoltà di distinguere i prodotti provenienti dagli insediamenti da quelli del resto di Israele. La misura divide il Labour: Labour Friends of Israel, pur opponendosi “fermamente” agli insediamenti, teme un “boicottaggio de facto” di Israele, mentre oltre 140 deputati laboristi hanno dato espresso sostegno al divieto. Burnham, che dal suo arrivo a Downing Street non ha ancora parlato con l’omologo israeliano Benjamin Netanyahu, aveva promesso una linea più dura rispetto al predecessore Keir Starmer, scusandosi perché il Labour “non ha agito nel modo giusto” all’inizio dell’offensiva israeliana a Gaza e impegnandosi a “fare meglio”.

La scelta di Burnham rappresenta quindi un significativo cambio di passo nella politica estera britannica e potrebbe avere conseguenze non soltanto nei rapporti con Israele, ma anche nel delicato equilibrio diplomatico tra Londra, Washington e i principali attori del Medio Oriente.

Francia, Germania, Italia e Regno Unito avevano chiesto recentemente a Israele di bloccare l’espansione degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania. In una dichiarazione congiunta, i quattro Paesi dichiaravano che “la decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell’ambito del progetto di insediamento E1 è inaccettabile. L’insediamento E1 comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati, creando una frattura nella Cisgiordania e pregiudicando la continuità territoriale dei Territori palestinesi”. Alla dichiarazione si sono poi aggiunti anche Canada, Norvegia e Paesi Bassi.

Condividi su:
Nizar Ramadan
CONTRIBUTOR
PROFILE
Condividi:

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa



Condividi su: