K metro 0 – Chisinau – Entra in vigore oggi in Moldova lo stato d’emergenza nei settori energetico e idrologico, disposto per 60 giorni per consentire alle autorità di intervenire rapidamente in caso di difficoltà nelle forniture di energia, combustibili e acqua. Il provvedimento è stato approvato dal Parlamento il 22 settembre con 54 voti
K metro 0 – Chisinau – Entra in vigore oggi in Moldova lo stato d’emergenza nei settori energetico e idrologico, disposto per 60 giorni per consentire alle autorità di intervenire rapidamente in caso di difficoltà nelle forniture di energia, combustibili e acqua. Il provvedimento è stato approvato dal Parlamento il 22 settembre con 54 voti favorevoli e 20 contrari, mentre 22 deputati non hanno partecipato al voto.
La misura, presentata dal governo come preventiva, arriva mentre il Paese si prepara alla stagione fredda in un quadro caratterizzato da rischi regionali, pressioni sui mercati energetici e da un persistente deficit idrologico.
Sul fronte dell’acqua, l’attenzione delle autorità è concentrata soprattutto sui bassi livelli dei fiumi Dniester e Prut. Secondo il governo, la riduzione delle riserve potrebbe compromettere le captazioni e, di conseguenza, l’approvvigionamento di acqua potabile alla popolazione.
La criticità principale riguarda l’elettricità. Secondo il ministero dell’Energia moldavo, durante l’inverno circa il 59% del fabbisogno elettrico dovrà essere coperto attraverso importazioni. Nelle ore di punta il Paese potrebbe avere bisogno di 400-450 MW dall’estero, una quantità superiore alla capacità di importazione attualmente garantita.
Quindi la sicurezza energetica resta sotto osservazione. Le autorità temono che eventuali perturbazioni regionali, unite all’aumento della domanda durante la stagione fredda, possano creare difficoltà nelle forniture di elettricità, gas naturale e prodotti petroliferi.
Con lo stato d’emergenza, il governo potrà ricorrere a procedure accelerate per acquistare apparecchiature destinate alle infrastrutture critiche e semplificare temporaneamente l’installazione di sistemi di accumulo, generatori e altre capacità di emergenza. Potranno inoltre essere adottate misure temporanee in caso di forti shock sui mercati del gas o dei carburanti.
Se la situazione idrologica dovesse peggiorare, le autorità potranno dare priorità alla fornitura di acqua potabile, limitare temporaneamente gli utilizzi non essenziali e mobilitare rapidamente pompe, generatori e altre risorse.
Il governo ha precisato che la dichiarazione dello stato d’emergenza non significa che il Paese stia già affrontando una carenza generalizzata. L’obiettivo è dotare le autorità degli strumenti necessari per intervenire prima che eventuali criticità si trasformino in una crisi durante la stagione fredda.
La Moldova è Paese candidato dal giugno 2022 e ha aperto formalmente i negoziati di adesione nel 2024. Nel 2026 il dossier è entrato in una fase più operativa con l’apertura dei primi cluster negoziali, a partire da quello sui cosiddetti “fondamentali”: Stato di diritto, funzionamento delle istituzioni democratiche, pubblica amministrazione e criteri economici. È il passaggio che ha trasformato il rapporto tra Bruxelles e Chișinău da prospettiva politica a negoziato concreto.













