Cisgiordania: oltre cento coloni impediscono il rientro a casa di una famiglia palestinese

Cisgiordania: oltre cento coloni impediscono il rientro a casa di una famiglia palestinese

K metro 0 – Cisgiordania – Più di cento coloni israeliani hanno causato disordini e appiccato incendi, nella notte, nel villaggio di Jalud, nei pressi di Nablus, nel nord della Cisgiordania, impedendo a una famiglia palestinese sfollata di rientrata a casa. Lo hanno fatto sapere le Forze di difesa d’Israele (Idf). La famiglia Tubasi era

K metro 0 – Cisgiordania – Più di cento coloni israeliani hanno causato disordini e appiccato incendi, nella notte, nel villaggio di Jalud, nei pressi di Nablus, nel nord della Cisgiordania, impedendo a una famiglia palestinese sfollata di rientrata a casa. Lo hanno fatto sapere le Forze di difesa d’Israele (Idf). La famiglia Tubasi era stata costretta a lasciare la propria abitazione a Jalud a luglio scorso, a seguito di ripetute molestie e violenze da parte dei coloni.

Le Idf hanno spiegato di aver coordinato, la notte scorsa, il ritorno della famiglia nella sua casa, ma “più di cento facinorosi israeliani erano presenti nel villaggio, bloccavano le strade, davano fuoco a pneumatici e lanciavano pietre contro le forze di sicurezza”. Secondo quanto riferito dalle Idf, i coloni hanno inoltre appiccato il fuoco ad abitazioni, automobili e altri beni dei palestinesi nel villaggio. Tre agenti della polizia israeliana sono stati feriti dai coloni e un veicolo appartenente alle forze di sicurezza è stato danneggiato. Le Idf hanno affermato che “a causa delle violenze, la missione di riportare la famiglia a casa non è stata portata a termine”. Lo riporta Nova.

I militari israeliani hanno usato mezzi antisommossa contro i coloni e tre sospettati (di 15, 17 e 18 anni) sono stati fermati e, secondo le Idf, consegnati alla polizia per essere interrogati. Gli agenti di polizia intendono entrare successivamente nel villaggio con una scorta delle Idf per indagare sull’accaduto. “L’apparato di sicurezza condanna con fermezza qualsiasi aggressione al personale di sicurezza nell’esercizio delle sue funzioni, così come gli atti di vandalismo e i danni alla proprietà”, si legge nel comunicato delle Idf, che hanno aggiunto che “simili episodi distolgono l’attenzione, minano la stabilità e ostacolano le attività difensive e antiterrorismo delle forze di sicurezza”.

L’episodio è stato criticato dai vertici israeliani. Il presidente Isaac Herzog afferma che le autorità di polizia devono agire “con decisione” contro i coloni responsabili di quanto accaduto nella notte a Jalud. In un messaggio su X, Herzog sostiene che le violenze, “di estrema gravità”, sono una “macchia morale (e) un attacco allo stato di diritto e ai nostri valori più elementari come nazione”. I facinorosi, aggiunge, “hanno arrecato danno alla festa (ebraica) di Sukkot, all’insediamento nella terra e all’intera nazione”. “La violenza è profondamente contraria ai valori dell’ebraismo”, dichiara Herzog. Dal canto suo, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, condanna le violenze della notte contro i militari israeliani e i palestinesi, definendole “gravi e abominevoli”. “Chiunque commetta questi reati e aggredisca gli agenti della Polizia di frontiera (Magav) e i militari delle Idf, arrivando persino a ferirli, è un criminale che deve essere trattato con la massima severità della legge”, scrive Sa’ar su X. “Danneggiano i nostri valori. Danneggiano l’insediamento ebraico. Danneggiano Israele”, aggiunge.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha chiesto che i responsabili siano perseguiti “con il massimo rigore della legge”. In una nota diffusa dal suo ufficio, Netanyahu ha affermato che “il ristretto numero di facinorosi non rappresenta la comunità dei coloni rispettosa della legge in Giudea e Samaria (termini biblici per indicare la Cisgiordania)”. “Le fanno un grave torto e ostacolano le nostre forze nello svolgimento della loro missione”, ha aggiunto il premier. Netanyahu minimizza regolarmente il fenomeno delle violenze dei coloni in Cisgiordania, definendolo una questione marginale e sostenendo che quasi tutti gli episodi siano opera di poche centinaia di giovani teppisti. “Sostengo il personale delle Idf e della Polizia di frontiera, che lavorano per sventare il terrorismo e tutelare la sicurezza”, ha proseguito il premier, invitando “le autorità di polizia e giudiziarie a perseguire i facinorosi con il massimo rigore della legge”.

“Lo Stato di Israele dovrebbe utilizzare gli strumenti di applicazione della legge di cui dispone per porre fine alla violenza dei coloni ebrei israeliani in Cisgiordania”, ha detto Yisrael Ganz, leader del Consiglio regionale di Binyamin, un ente di governo locale israeliano che amministra decine di insediamenti e avamposti situati in Cisgiordania, a nord di Gerusalemme. “Episodi come quello avvenuto nella notte possono e devono essere prevenuti”, ha affermato Ganz, in un raro commento critico nei confronti del fenomeno proveniente dall’interno del suo stesso movimento. “Lo Stato ha i poteri e gli strumenti per fermare questo fenomeno e deve utilizzarli”, ha affermato Ganz, anche presidente dell’organizzazione non governativa Yesha, che riunisce gli insediamenti. Ganz ha quindi chiesto che i responsabili delle violenze notturne siano perseguiti, criticando apparentemente le forze dell’ordine per non averlo fatto finora. “La legge deve essere applicata (in Cisgiordania) esattamente come viene applicata a Tel Aviv o a Kfar Saba”, ha sottolineato.

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