Spagna e Francia rafforzano l’asse sull’Europa, ma il Trattato di Amicizia resta al palo

Spagna e Francia rafforzano l’asse sull’Europa, ma il Trattato di Amicizia resta al palo

K metro 0 – Parigi – Rafforzare un rapporto bilaterale già solido e trasformarlo in un asse capace di incidere sulle scelte dell’Unione europea. È questo il filo conduttore della visita di Stato di Emmanuel Macron in Spagna, la prima di un presidente francese dai tempi di Nicolas Sarkozy. La visita è iniziata ieri al

K metro 0 – Parigi – Rafforzare un rapporto bilaterale già solido e trasformarlo in un asse capace di incidere sulle scelte dell’Unione europea. È questo il filo conduttore della visita di Stato di Emmanuel Macron in Spagna, la prima di un presidente francese dai tempi di Nicolas Sarkozy. La visita è iniziata ieri al Palazzo Reale di Madrid, dove Macron e la moglie Brigitte sono stati accolti dal re Felipe VI e dalla regina Letizia, alla presenza del premier Pedro Sanchez, dei presidenti di Congresso e Senato, del presidente della Corte costituzionale Conde-Pumpido e della presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso. Il momento centrale sul piano economico è stato il Foro sul Commercio e gli Investimenti, ospitato dal ministero dell’Economia e inaugurato da Felipe VI e Macron insieme al ministro dell’Economia Carlos Cuerpo. Quest’ultimo ha ricordato che il commercio di beni e servizi tra i due Paesi supera i 130 miliardi di euro, il 26 per cento in più rispetto a sette anni fa.

La Francia è il primo cliente della Spagna e il suo terzo fornitore, mentre sono oltre 800 le imprese spagnole presenti sul mercato francese, con più di 55mila dipendenti. Felipe VI ha sottolineato la complessità dell’attuale scenario internazionale, caratterizzato da una crescente incertezza e dalla messa in discussione delle regole fondamentali del commercio mondiale. Da qui l’appello a rafforzare un’Unione europea sempre più integrata e coesa, capace di promuovere il commercio e gli investimenti senza rinunciare alla propria competitività. Durante il Foro, le agenzie per la promozione dell’internazionalizzazione Icex e Business France hanno firmato un memorandum d’intesa per rafforzare la cooperazione commerciale e negli investimenti, anche attraverso iniziative congiunte nei mercati di Paesi terzi. Nel complesso, i due governi hanno sottoscritto oltre dieci memorandum nei settori del digitale, dell’energia, della lotta alla disinformazione, dell’agricoltura e della pesca e del contrasto al traffico di droga via mare.

Oggi Macron è stato ricevuto da Sanchez alla Moncloa. Al termine dell’incontro, i due leader hanno fatto il punto davanti ai giornalisti. Sanchez ha aperto il suo intervento scusandosi con l’ospite per la mancata ratifica del Trattato di Amicizia tra i due Paesi. Firmato a Barcellona nel gennaio del 2023, l’accordo era già stato approvato dal Congresso dei deputati e aveva ricevuto il via libera unanime del Tribunale costituzionale, ma ieri è stato respinto dal Senato con i voti contrari del Partito popolare (Pp) e di Vox. “Abbiamo avuto delle divergenze, ma le abbiamo sempre affrontate con la stessa volontà di raggiungere accordi e consensi tra due Paesi fratelli”, ha detto Sanchez, esprimendo a Macron la fiducia che il Trattato possa essere approvato prima della fine della legislatura. Il premier spagnolo ha quindi indicato tecnologia, sicurezza, difesa, industria ed energia tra i settori nei quali l’Europa deve ridurre le proprie dipendenze dall’esterno, “senza però chiudersi al mondo”. Un percorso che, secondo Sanchez, deve passare dalla reindustrializzazione del continente e dal rafforzamento del mercato unico. Il capo del governo di Madrid ha richiamato i vertici europei di Versailles e Granada come tappe importanti nell’elaborazione del concetto di autonomia strategica aperta: un’Europa più autonoma e competitiva, ma allo stesso tempo capace di mantenere gli scambi con i Paesi terzi. Sanchez ha inoltre rivendicato il valore della solidarietà europea, dai fondi di Next Generation Eu allo strumento Sure, e quella tra Spagna e Francia, ricordando la collaborazione tra i vigili del fuoco dei due Paesi durante gli incendi che hanno colpito la regione nei mesi estivi.

Sul dossier cinese, Madrid e Parigi hanno mostrato una sostanziale sintonia: maggiore protezione dell’industria europea, ma senza chiudere il dialogo con Pechino. Macron ha spiegato che i due governi condividono l’idea di “proteggere molto meglio, molto più rapidamente l’industria europea”, richiamando le misure chieste alla Commissione europea per modernizzare gli strumenti commerciali e di protezione. “Da ottobre, lo metteremo in atto”, ha affermato il presidente francese, sottolineando però la necessità di mantenere un approccio pragmatico. L’obiettivo, ha spiegato, è ripristinare condizioni di concorrenza leale quando vengono meno e proteggere gli operatori industriali europei quando necessario. Allo stesso tempo, secondo Macron, occorre convincere i partner cinesi a favorire maggiormente i trasferimenti di tecnologia. Sanchez ha accompagnato le parole di Macron con un dato sul quale, secondo Madrid, si misura lo squilibrio dei rapporti commerciali con Pechino. Il premier ha ricordato che il deficit commerciale dell’Europa e della Spagna nei confronti della Cina ha superato lo scorso anno i 360 miliardi di euro, definendo questa situazione “non accettabile” per le economie europee. La posizione spagnola non esclude tuttavia il dialogo: Sanchez ha ribadito la necessità di mantenere un approccio cooperativo e di affrontare le divergenze attraverso il confronto.

La convergenza tra Madrid e Parigi si estende anche ai principali dossier internazionali. Sanchez ha citato Iran, Palestina, Ucraina e Libano, sottolineando la volontà comune di lavorare per la pace, il rispetto del diritto internazionale e il rafforzamento del multilateralismo. La cooperazione franco-spagnola, ha sostenuto il premier, può rappresentare una delle componenti della risposta europea alle grandi sfide globali. “Un mondo senza regole, governato dalla legge della forza, è un mondo più insicuro”, ha ammonito Sanchez. Il rafforzamento dell’intesa tra Madrid e Parigi si accompagna, tuttavia, all’inciampo della mancata ratifica del Trattato di Amicizia. Il voto contrario del Senato rappresenta una battuta d’arresto proprio mentre i due governi rilanciano la cooperazione sui principali dossier europei e internazionali. Sanchez ha indicato nella fine della legislatura il nuovo orizzonte per l’approvazione dell’accordo. Il prossimo passaggio sarà quindi trasformare la sintonia politica emersa durante la visita di Macron in un’intesa istituzionale capace di consolidare, anche formalmente, l’asse tra Madrid e Parigi.

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