Libia, frontiera: nuovo passo verso il coordinamento tra apparati divisi

Libia, frontiera: nuovo passo verso il coordinamento tra apparati divisi

K metro 0 – Tripoli – Le autorità militari e di sicurezza della Libia orientale e occidentale hanno raggiunto un per svolgere missioni congiunte sul terreno a protezione delle frontiere nazionali, compiendo un nuovo passo verso il coordinamento tra apparati rimasti divisi dopo anni di conflitto. Lo ha annunciato la Missione di sostegno delle Nazioni

K metro 0 – Tripoli – Le autorità militari e di sicurezza della Libia orientale e occidentale hanno raggiunto un per svolgere missioni congiunte sul terreno a protezione delle frontiere nazionali, compiendo un nuovo passo verso il coordinamento tra apparati rimasti divisi dopo anni di conflitto. Lo ha annunciato la Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil), al termine di una riunione del Gruppo tecnico congiunto per il coordinamento della sicurezza delle frontiere, svoltasi ieri, 8 ottobre, a Tripoli. All’incontro, ospitato dal ministero dell’Interno del Governo di unità nazionale (Gun) del premier Abdulhamid Dabaiba, hanno partecipato 45 ufficiali militari e di polizia provenienti dalle diverse regioni del Paese, insieme ai rappresentanti dei centri congiunti di comunicazione e scambio di informazioni istituiti a Tripoli e Bengasi.

Secondo quanto riferito dalla missione Onu, i partecipanti hanno esaminato i progressi compiuti nell’attivazione dei due centri e concordato “l’esecuzione di missioni congiunte sul terreno per garantire la sicurezza delle frontiere”, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione operativa tra Est e Ovest. Il ministero dell’Interno di Tripoli ha precisato che la riunione ha affrontato anche il piano per l’integrazione delle unità impegnate nel controllo dei confini, discutendo la formazione di gruppi operativi misti, la definizione delle rispettive competenze e i meccanismi di coordinamento con le strutture territoriali. Sono state inoltre esaminate le procedure per l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle attività concordate. Non sono stati tuttavia annunciati un calendario per l’avvio delle missioni né i settori di frontiera nei quali dovrebbero essere effettuate.

L’intesa segue un corso di formazione specialistica organizzato a Tripoli dal 4 al 7 ottobre per il personale dei due centri congiunti, dedicato alla sicurezza delle comunicazioni e alla preparazione dei rapporti operativi. Secondo l’Unsmil, l’iniziativa rientra negli impegni assunti dai vertici militari delle due parti per rendere operative le strutture di coordinamento. Il meccanismo è stato sviluppato con il sostegno delle Nazioni Unite per favorire la cooperazione tra gli apparati di sicurezza del Governo di unità nazionale, con sede a Tripoli, e quelli dell’Esercito nazionale libico (Enl), guidato dal generale Khalifa Haftar, che controlla la Cirenaica e buona parte del sud del Paese.

Il percorso aveva registrato un primo avanzamento concreto nell’aprile 2025, con l’istituzione di un centro di comunicazione e scambio di informazioni a Tripoli, seguito nell’ottobre dello stesso anno dall’individuazione di una sede analoga a Bengasi. Le due strutture sono state concepite per consentire lo scambio tempestivo di informazioni sulle minacce transfrontaliere e il coordinamento delle risposte operative. Nel maggio scorso, durante una riunione a Sirte, i rappresentanti militari delle due parti avevano già concordato misure per rafforzare la cooperazione tra le unità di guardia di frontiera, compresa un’iniziativa per lo svolgimento di attività integrate in diverse aree del Paese.

Un ulteriore passaggio si è svolto dal 7 al 9 settembre a Praga, dove una delegazione composta da ufficiali dell’Est e dell’Ovest ha partecipato a un programma di scambio di esperienze con le autorità ceche, promosso dall’Unsmil in collaborazione con il ministero dell’Interno della Repubblica Ceca e il Centro internazionale per lo sviluppo delle politiche migratorie (Icmpd). Le attività si sono concentrate sullo scambio di informazioni tra agenzie, sull’analisi dei rischi e sulle strategie operative per la protezione dei confini. In quell’occasione, il comandante delle guardie di frontiera dell’Ovest, generale Mohammed Lakri, aveva sottolineato la necessità di migliorare il coordinamento tra le unità, mentre il suo omologo dell’Est, generale Salem Jilani, aveva espresso l’auspicio di vedere presto operative in Libia strutture analoghe a quelle visitate nella Repubblica Ceca.

La cooperazione sulle frontiere costituisce uno dei pochi ambiti nei quali le istituzioni militari e di sicurezza delle due parti stanno sviluppando meccanismi operativi comuni, nonostante il perdurare della divisione politica e militare del Paese. La Libia condivide oltre 4.300 chilometri di frontiere terrestri con sei Stati africani, lungo direttrici attraversate da traffici illeciti, movimenti di gruppi armati e flussi migratori irregolari. L’attuazione delle missioni congiunte rappresenterebbe quindi un passo concreto verso una maggiore integrazione delle strutture di sicurezza, pur senza equivalere alla riunificazione degli apparati militari, che rimangono sottoposti a catene di comando distinte.

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