Medio Oriente, il ministro degli Esteri dell’Oman in Pakistan per colloqui sulla crisi

Medio Oriente, il ministro degli Esteri dell’Oman in Pakistan per colloqui sulla crisi

K metro 0 – Islamabad – Il ministro degli Esteri dell’Oman, Sayyid Badr bin Hamad al-Busaidi, è arrivato martedì in Pakistan per una visita ufficiale di due giorni, mentre si intensificano gli sforzi diplomatici per contenere l’allargamento del conflitto in Medio Oriente e favorire una soluzione negoziata alla guerra tra Stati Uniti e Iran. La

K metro 0 – Islamabad – Il ministro degli Esteri dell’Oman, Sayyid Badr bin Hamad al-Busaidi, è arrivato martedì in Pakistan per una visita ufficiale di due giorni, mentre si intensificano gli sforzi diplomatici per contenere l’allargamento del conflitto in Medio Oriente e favorire una soluzione negoziata alla guerra tra Stati Uniti e Iran. La missione si svolge in un momento di particolare tensione regionale, segnato anche dalle difficoltà nei negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale.

Secondo quanto comunicato dal ministero degli Esteri pakistano, il capo della diplomazia omanita è giunto a Islamabad su invito del vicepremier e ministro degli Esteri Ishaq Dar, ed è stato accolto all’aeroporto da alti funzionari governativi. Durante la visita, al-Busaidi guiderà la delegazione del Sultanato all’ottava sessione della Commissione ministeriale congiunta tra Pakistan e Oman, che sarà presieduta dai responsabili della diplomazia dei due Paesi.

I colloqui saranno dedicati al rafforzamento delle relazioni bilaterali, con particolare attenzione alla cooperazione economica, agli investimenti, al commercio, all’energia e alla sicurezza. Il ministro omanita avrà inoltre un incontro bilaterale con Dar ed è prevista una visita di cortesia al primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.

La missione assume particolare rilievo anche per il ruolo diplomatico svolto da Oman e Pakistan nei tentativi di mediazione tra Washington e Teheran. Entrambi i Paesi hanno partecipato agli sforzi per favorire una ripresa del dialogo e individuare una soluzione alla crisi dello Stretto di Hormuz, la cui chiusura ha provocato pesanti ripercussioni sui traffici marittimi e sui mercati energetici internazionali.

Muscat ha mantenuto aperti i canali diplomatici con l’Iran, concentrando parte dei negoziati sulla definizione di corridoi marittimi temporanei e sulle condizioni necessarie per garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali. Islamabad, dal canto suo, ha intensificato i contatti regionali nel tentativo di facilitare un’intesa tra le parti.

La visita arriva mentre restano difficili i negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha confermato di essere ancora impegnata nell’esame della risposta americana alla propria proposta sulla riapertura di Hormuz, senza annunciare progressi decisivi.

Sebbene l’agenda ufficiale della missione sia incentrata sulla cooperazione bilaterale, il contesto regionale conferisce agli incontri di Islamabad un’importanza diplomatica più ampia, in una fase in cui Oman e Pakistan continuano a rappresentare due interlocutori rilevanti nei tentativi di ridurre le tensioni in Medio Oriente.

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