K metro 0 – Tirana – Almeno venti feriti, circa 40 persone accompagnate nei commissariati per accertamenti, edifici pubblici e attività commerciali danneggiati e cinque agenti di polizia sospesi dal servizio: è il bilancio provvisorio dei violenti scontri che hanno interessato Tirana per oltre otto ore, nel corso della manifestazione organizzata ieri pomeriggio, 13 ottobre,
K metro 0 – Tirana – Almeno venti feriti, circa 40 persone accompagnate nei commissariati per accertamenti, edifici pubblici e attività commerciali danneggiati e cinque agenti di polizia sospesi dal servizio: è il bilancio provvisorio dei violenti scontri che hanno interessato Tirana per oltre otto ore, nel corso della manifestazione organizzata ieri pomeriggio, 13 ottobre, dagli studenti davanti al ministero dell’Istruzione. Secondo le ricostruzioni delle emittenti albanesi “Report Tv” ed “Euronews Albania”, la protesta, iniziata intorno alle 14 a una settimana dall’avvio dell’anno accademico universitario, si è progressivamente trasformata in una serie di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, estendendosi dal ministero dell’Istruzione a diverse zone della capitale, fino alla sede del municipio e al mercato del Pazari i Ri.
La manifestazione – riporta Nova – era stata convocata per denunciare le condizioni dell’istruzione superiore, gli elevati costi universitari, le insufficienti opportunità di lavoro per i giovani e la mancanza di risposte istituzionali. Ai dimostranti si sono aggiunti altri cittadini e gruppi antigovernativi, mentre gli slogan iniziali, tra cui “Vogliamo condizioni, vogliamo conoscenza, non favole governative” e “Quando i giovani si svegliano, il governo cade”, sono stati affiancati dalle richieste di dimissioni del primo ministro Edi Rama. La situazione è degenerata intorno alle 15, quando alcuni manifestanti, tra cui giovani con il volto coperto, hanno iniziato a lanciare uova, petardi, pietre e altri oggetti contro l’edificio del ministero. Successivamente sono state divelte alcune recinzioni metalliche e rimosse mattonelle dai marciapiedi, utilizzate per infrangere le finestre e danneggiare la facciata dell’edificio. Un gruppo di dimostranti è riuscito ad abbattere un cancello e a entrare nel cortile del ministero, mentre altri hanno preso di mira gli agenti schierati a protezione dell’istituzione.

Secondo la polizia, contro le forze dell’ordine sono stati lanciati anche ordigni incendiari e petardi. Gli agenti sono intervenuti utilizzando idranti, gas lacrimogeni, spray urticanti e manganelli, riuscendo inizialmente ad allontanare i manifestanti. Le tensioni sono tuttavia riprese più volte nel corso del pomeriggio, con nuovi scontri lungo Rruga e Durresit, una delle principali arterie del centro cittadino. Alcuni dimostranti hanno danneggiato un’attività finanziaria e un negozio di abbigliamento, trascinando mobili e altre suppellettili sulla carreggiata e appiccandovi il fuoco. Intorno alle 20 la polizia è nuovamente intervenuta con idranti e gas lacrimogeni, mentre gruppi di manifestanti si sono spostati verso il municipio di Tirana. Qui alcuni giovani incappucciati hanno sfondato una porta d’ingresso e sono penetrati al piano terra dell’edificio, dove hanno acceso fumogeni. Gli incidenti sono proseguiti anche nelle zone dei Nove Piani, di Rruga e Barrikadave e del Pazari i Ri, dove sono stati incendiati cassonetti e danneggiate alcune strutture commerciali. Secondo l’ultimo aggiornamento di “Report Tv”, diffuso poco dopo la mezzanotte, gli scontri hanno provocato almeno 20 feriti, tra cui sette agenti di polizia, due giornalisti, otto manifestanti e tre passanti, uno dei quali appartenente al corpo diplomatico. Il numero delle persone accompagnate nei commissariati per accertamenti è salito a circa 40, tra cui, secondo l’emittente “Mcn Tv”, quattro minorenni di età compresa tra 15 e 17 anni.
La ministra della Salute, Klodiana Spahiu, ha precisato nella tarda serata di ieri che sette persone erano ancora ricoverate all’Ospedale universitario del Trauma: un’agente di polizia, quattro manifestanti e due passanti, tutti fuori pericolo di vita. Altre persone hanno ricevuto assistenza medica e sono state successivamente dimesse. Il responsabile del pronto soccorso dell’ospedale, Agustin Suma, ha smentito le notizie circolate sui social network riguardo a presunti decessi o pazienti intubati. Il caso più grave segnalato riguarda un diciannovenne con una frattura alla gamba, che ha dichiarato a “Euronews Albania” di non aver preso parte alla manifestazione e di essere stato aggredito dagli agenti.
Dopo la diffusione di un video relativo all’episodio, la polizia ha sospeso cautelativamente il responsabile dell’ordine pubblico del commissariato numero uno di Tirana e altri quattro agenti, avviando verifiche disciplinari. Anche l’Agenzia di supervisione della polizia, in collaborazione con la procura, ha aperto un’indagine sul caso. Parallelamente, il Difensore civico albanese, Endri Shabani, ha avviato un’inchiesta amministrativa per accertare se l’uso della forza da parte degli agenti sia stato necessario e proporzionato. L’istituzione sta inoltre verificando il rispetto dei diritti delle persone accompagnate nei commissariati, compreso l’accesso all’assistenza legale. Gli incidenti hanno provocato dure reazioni politiche. La vicepremier Albana Kociu ha denunciato una degenerazione della protesta in “violenza orchestrata”, affermando che “la violenza non è stata, non è e non sarà mai una soluzione”. Secondo Kociu, “il lancio di pietre, gli attacchi contro le istituzioni e la Polizia di Stato e l’insensata distruzione della proprietà pubblica non sono il linguaggio con cui i giovani dovrebbero esprimersi”. Il ministro dell’Interno, Ervin Demo, ha condannato le aggressioni agli agenti, invitando tutte le parti alla moderazione e assicurando che le forze dell’ordine continueranno a garantire il diritto di manifestare pacificamente.
Di segno opposto la posizione del leader del Partito democratico, Sali Berisha, che ha accusato il governo e la polizia di aver esercitato una repressione sproporzionata contro i manifestanti. “È stato il giorno e la notte più brutale del regime contro la gioventù studentesca dal 1990 a oggi”, ha affermato Berisha, paragonando l’intervento delle forze dell’ordine alla repressione delle proteste studentesche del dicembre 1990. L’ex premier ha invitato gli esponenti del proprio partito e i cittadini a sostenere una nuova manifestazione convocata per oggi, 14 ottobre, alle 14 davanti al ministero dell’Istruzione. Anche il Sindacato delle università ha espresso solidarietà agli studenti, chiedendo alle autorità di rispettare il diritto di protesta e di aprire un confronto sulle rivendicazioni del movimento. Secondo l’organizzazione, la mancanza di dialogo e di risposte alle richieste dei giovani rischia di aggravare ulteriormente la sfiducia nei confronti delle istituzioni.













