K metro 0 – Washington – Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro e candidato sconfitto alle elezioni presidenziali di domenica 25 ottobre, ha lasciato il Brasile per gli Stati Uniti nonostante un provvedimento giudiziario che gli vietava di espatriare. Secondo il quotidiano O Globo, il senatore è arrivato martedì a Miami, dove sarebbe
K metro 0 – Washington – Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro e candidato sconfitto alle elezioni presidenziali di domenica 25 ottobre, ha lasciato il Brasile per gli Stati Uniti nonostante un provvedimento giudiziario che gli vietava di espatriare. Secondo il quotidiano O Globo, il senatore è arrivato martedì a Miami, dove sarebbe stato accolto dal fratello Eduardo. La notizia della partenza è stata confermata a Reuters da fonti vicine alla famiglia e all’amministrazione statunitense.
La Casa Bianca si prepara ad accoglierlo. Un alto funzionario del Dipartimento di Stato ha confermato ad Anadolu e ad Associated Press che Washington rilascerà i visti a Bolsonaro, alla moglie e alle due figlie, consentendo loro l’ingresso nel Paese. Secondo Folha de S.Paulo, citata dal quotidiano spagnolo El País, l’amministrazione di Donald Trump sarebbe inoltre pronta a concedergli asilo. Quest’ultima circostanza non è stata confermata ufficialmente: il rilascio di un visto non equivale al riconoscimento dell’asilo politico.
La partenza arriva due giorni dopo la sconfitta al ballottaggio contro il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva, rieletto per un quarto mandato. Bolsonaro aveva inizialmente contestato il risultato, chiedendo l’annullamento del voto per presunte irregolarità. Il suo Partito liberale ha invece riconosciuto la vittoria di Lula.
Lunedì il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes aveva ordinato al senatore di consegnare entro 24 ore il passaporto ordinario e quello diplomatico. Il provvedimento era stato disposto nell’ambito di un’indagine per presunto riciclaggio di denaro e irregolarità nei trasferimenti valutari, nella quale compare anche l’avvocato Willer Tomaz, vicino a Bolsonaro. Il politico respinge ogni accusa.
Scaduto il termine senza che i documenti fossero consegnati, la Polizia federale ne ha disposto l’annullamento. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire come Bolsonaro abbia potuto lasciare il territorio nazionale, poiché non risulta il suo passaggio attraverso un normale controllo migratorio.
Nelle prime ore erano circolate notizie su un possibile trasferimento in Argentina e su un volo privato in partenza da Puerto Iguazú. Le autorità argentine hanno però dichiarato di non avere registrazioni del suo ingresso nel Paese. Secondo O Globo, il fratello Eduardo, residente negli Stati Uniti, avrebbe contribuito a organizzare la partenza.
Soltanto lunedì Bolsonaro aveva negato pubblicamente qualsiasi intenzione di fuggire, assicurando che avrebbe consegnato i passaporti e affrontato le indagini. Il senatore è coinvolto anche in un’altra inchiesta relativa ai finanziamenti di Dark Horse, un film biografico dedicato al padre.
Lula ha criticato duramente la partenza del rivale, definendola «vergognosa». Secondo il presidente, Bolsonaro avrebbe dovuto rimanere in Brasile per difendersi dalle accuse davanti alla magistratura.
La vicenda rischia di aggravare le tensioni diplomatiche tra Brasilia e Washington. Trump, alleato politico della famiglia Bolsonaro, ha messo in dubbio senza fornire prove la regolarità delle elezioni brasiliane. Secondo CNN, il presidente americano avrebbe personalmente approvato l’ingresso di Flávio negli Stati Uniti.
La fuga richiama quella del padre Jair, che si trasferì temporaneamente in Florida dopo la sconfitta elettorale del 2022. L’ex presidente è stato successivamente condannato a 27 anni di carcere per il tentativo di colpo di Stato ed è attualmente agli arresti domiciliari.
Resta ora da chiarire lo status giuridico di Flávio Bolsonaro negli Stati Uniti. L’accoglienza autorizzata da Washington è confermata; la concessione dell’asilo, per il momento, resta un’indiscrezione giornalistica.













