K metro 0 – Roma – Il celebre regista, dopo 40 anni torna alla regia teatrale con una storia di amicizia, complicità e amore impossibile, facendo un tuffo nel cuore degli anni del grande cinema italiano. Dal 3 all’8 novembre al teatro OFF/OFF Theatre di Roma in via Giulia 20 sarà di scena lo spettacolo
K metro 0 – Roma – Il celebre regista, dopo 40 anni torna alla regia teatrale con una storia di amicizia, complicità e amore impossibile, facendo un tuffo nel cuore degli anni del grande cinema italiano. Dal 3 all’8 novembre al teatro OFF/OFF Theatre di Roma in via Giulia 20 sarà di scena lo spettacolo Alberto e Silvana – C’era una volta il cinema, scritto da Marco Risi e Giammarco Spineo.
“Dopo tanti anni, tornare a teatro è stato un po’ come ritrovare una strada che avevo lasciato in sospeso – svela Marco Risi – Mi ha incuriosito la possibilità di raccontare un mondo che conosco bene, quello del cinema italiano degli anni Sessanta, attraverso una storia intima, fatta di ironia, complicità e sentimenti inespressi. Alberto Sordi e Silvana Mangano sono due figure straordinarie, ma qui mi interessava soprattutto raccontare le persone dietro le icone. E il teatro, con la sua immediatezza, mi è sembrato il luogo giusto per farlo. Un progetto che ha trovato in Silvano Spada, grazie alla sua sensibilità, la fiducia e le condizioni per trasformarsi in uno spettacolo e portare questa storia sul palcoscenico dell’OFF/OFF Theatre di Roma.”
Oltre a ripercorrere straordinarie parabole e racconti del cinema degli anni del boom, lo spettacolo tocca con garbo e profondità il tema dell’amore platonico.
“Alberto era affascinato da Silvana, mentre per lei la sua presenza rappresentava una benedizione, una boccata d’aria capace di alleggerirla dalle inquietudini e dalle insicurezze – Rivela ancora il regista – Mi piaceva questa asimmetria dei sentimenti, perché dimostra che non sempre volersi bene significa desiderare la stessa cosa. A volte una persona entra nella nostra vita semplicemente per renderla più leggera.”
La scena infatti è ambientata in una domenica del 1964. Alberto Sordi raggiunge Silvana Mangano nella sua casa per studiare il copione di La mia signora. Quello che dovrebbe essere un incontro di lavoro si trasforma progressivamente in una giornata imprevedibile, fatta di scherzi, racconti, ricordi, provocazioni e confidenze. Sul fondo, un’epoca irripetibile del cinema italiano, evocata attraverso i ricordi e i racconti dei protagonisti: da Marcello Mastroianni a Federico Fellini, da Vittorio De Sica a Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini.

Lucia Rossi e Marco Giustini si mettono in gioco coraggiosamente interpretando due mostri sacri del cinema italiano come Alberto Sordi e Silvana Mangano.
“Sicuramente è un privilegio e un onore interpretare la Mangano – confida Lucia Rossi – Mi interessa molto richiamare e far rivivere un’anima che è stata dimenticata. Riaccendere il ricordo di una persona e allo stesso tempo di una diva, rivivendo quegli anni oramai lontani ma che fanno parte del nostro Dna culturale. Grazie alle suggestioni che ci ha regalato Marco Risi in scena ho respirato quell’atmosfera che non ci appartiene più. Purtroppo.”
A Marco Giustini il rischio più grande. Esordire a Roma interpretando uno dei mostri sacri di questa città e dell’immaginario cinematografico italiano.
“La responsabilità è tanta perché la sfida è quella di portare un Alberto Sordi più inedito e non rimanete incagliati nella maschera di Sordi, così ancora invadente nell’immaginario collettivo. Questa è la nostra grande ambizione e chiaramente poi sarà necessario trovare un compromesso con quello che il pubblico in realtà conosce di Alberto Sordi. È un sottile equilibrio.”

A fare da contrappunto alla loro relazione è Dino De Laurentiis, amico e produttore di Alberto e marito innamorato di Silvana- La sua presenza diventa parte essenziale di un equilibrio sentimentale sorprendente, nel quale amore, consapevolezza e affetto si intrecciano in modo inatteso. Andrea De Rosa in scena è Dino De Lauretiis, uno che i film li produceva, racconta la sua esperienza diretto da Risi: “Per me lavorare con Marco Risi è un piacere oltre che un onore. Per lui è molto importante la verità umana (e in questo caso storica) di ciò che si sta raccontando per cui dopo aver spiegato cosa vuole da quel personaggio lascia che l’attore ci metta del suo, seguendolo passo passo per poi andare a rifinire o correggere tutti i dettagli che compongono il quadro finale. Per quanto riguarda Dino De Laurentiis, ha un contrasto perfetto fra la simpatia della sua parlantina con cadenza napoletana, la piccola fisicità e il fatto che era un uomo assolutamente imponente, decisionale e temibile… e allo stesso tempo innamorato perso della moglie Silvana Mangano.”














