Putin-Zelensky, Kiev pronta al vertice in Turchia, Mosca insiste sul Cremlino

Putin-Zelensky, Kiev pronta al vertice in Turchia, Mosca insiste sul Cremlino

K metro 0 – Istanbul – Si riapre il confronto diplomatico su un possibile incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, ma Russia e Ucraina restano divise sulle condizioni del vertice. Il presidente ucraino si è dichiarato pronto a incontrare il leader russo in Turchia, affidandosi alla mediazione del presidente Recep Tayyip Erdoğan. Dal Cremlino

K metro 0 – Istanbul – Si riapre il confronto diplomatico su un possibile incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, ma Russia e Ucraina restano divise sulle condizioni del vertice. Il presidente ucraino si è dichiarato pronto a incontrare il leader russo in Turchia, affidandosi alla mediazione del presidente Recep Tayyip Erdoğan. Dal Cremlino è arrivato un segnale di disponibilità al dialogo, accompagnato però dall’invito a Zelensky a recarsi a Mosca. Intanto, gli Stati Uniti lavorano alla ripresa dei negoziati trilaterali, attesi nella prima metà di novembre.

La novità arriva dopo la visita di Zelensky a Istanbul del 31 ottobre. In un’intervista a CNN Türk, diffusa il giorno successivo, il presidente ucraino ha confermato di essere disponibile a un faccia a faccia con Putin sul territorio turco. Ha indicato Erdoğan come un possibile mediatore, sottolineando i rapporti che il presidente turco mantiene sia con Mosca sia con Washington.

Kiev considera indispensabile il coinvolgimento diretto dei leader per affrontare le questioni che le delegazioni tecniche non sono riuscite a risolvere. La priorità dichiarata da Zelensky resta un cessate il fuoco completo e incondizionato, accompagnato da un meccanismo di monitoraggio credibile.

La risposta russa non equivale però all’accettazione della proposta turca. Il consigliere presidenziale Jurij Ushakov ha affermato il 1° novembre che Putin risponderebbe a un’eventuale telefonata di Zelensky, ribadendo allo stesso tempo l’invito a raggiungere Mosca per negoziare. Secondo la ricostruzione dell’agenzia russa RBC, il Cremlino continua a ritenere necessario preparare accordi sostanziali prima di organizzare un incontro tra i due presidenti. Putin aveva già sostenuto che un vertice in un Paese terzo dovrebbe servire soprattutto a formalizzare intese raggiunte in precedenza.

È proprio questa differenza a rappresentare uno degli ostacoli principali. Per Kiev, l’incontro tra i leader dovrebbe contribuire a sbloccare le questioni più controverse. Per Mosca, invece, dovrebbe arrivare dopo un lavoro negoziale capace di definire i termini dell’accordo.

Un possibile passaggio intermedio è rappresentato dai colloqui tra Russia, Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi. Zelensky ha indicato come obiettivo una riunione tra il 6 e il 10 novembre, mentre Ushakov ha parlato più genericamente della prima metà del mese, precisando che una data definitiva non è ancora stata concordata.

La diplomazia americana rimane quindi centrale. Dopo i contatti tra Putin e l’inviato statunitense Steve Witkoff, Washington sta cercando di riattivare un formato negoziale che consenta di affrontare le garanzie di sicurezza e le questioni territoriali. Kiev chiede inoltre che i partner europei non vengano esclusi dal processo.

Ankara nel frattempo, punta a svolgere un ruolo più ampio rispetto a quello di semplice sede degli incontri. Durante il colloquio con Zelensky, Erdoğan ha rilanciato la necessità di garantire la sicurezza della navigazione nel Mar Nero, particolarmente per quanto riguarda l’approvvigionamento del grano, condannando anche gli attacchi contro le navi civili indipendentemente dalla loro provenienza.

I due presidenti hanno discusso anche la possibilità di ripristinare un meccanismo per l’esportazione dei prodotti agricoli attraverso il Mar Nero. Zelensky ha proposto inoltre intese reciproche per proteggere il traffico marittimo e ridurre gli attacchi alle infrastrutture energetiche in vista dell’inverno.

La Turchia cerca così di collegare la prospettiva di un accordo politico a misure concrete di riduzione delle ostilità. È un terreno sul quale Ankara dispone di interessi diretti, sia per la sicurezza dei propri mercantili sia per la stabilità degli scambi regionali.

Al momento non esistono una data né una sede concordate per un incontro Putin-Zelensky. La disponibilità espressa dalle parti mantiene aperta la possibilità di un contatto, ma non supera le divergenze sui territori, sulle garanzie di sicurezza e sulla sequenza delle concessioni. La prossima verifica diplomatica sarà l’effettiva convocazione del tavolo trilaterale con gli Stati Uniti: soltanto allora sarà più chiaro se la proposta turca possa trasformarsi in un negoziato tra i due presidenti.

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Joseph Villeroy
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