UE-UK, intesa contro le minacce ibride: Kallas annuncia nuovi passi

UE-UK, intesa contro le minacce ibride: Kallas annuncia nuovi passi

Kallas e Streeting rafforzano il dialogo sulla sicurezza. Vertice UE-Regno Unito il 20 novembre, resta il nodo SAFE

K metro 0 – Bruxelles – Unione europea e Regno Unito rafforzano la cooperazione sulla sicurezza, dalle minacce ibride alle interferenze straniere nell’informazione, mentre si preparano a definire nuovi impegni politici al vertice del 20 novembre. Lo ha annunciato l’Alta rappresentante europea Kaja Kallas dopo l’incontro a Bruxelles con il ministro della Difesa britannico Wes Streeting. Il dialogo segna un ulteriore avvicinamento tra Londra e Bruxelles, ma restano aperte divergenze sulla partecipazione britannica ai programmi europei per l’industria militare.

«Il Regno Unito è un partner fondamentale per la sicurezza europea», ha sottolineato Kallas, evidenziando i risultati della collaborazione nel settore della difesa e del coordinamento delle sanzioni. Le due parti, ha aggiunto, stanno lavorando insieme per contrastare le minacce ibride e la manipolazione dell’informazione da parte di attori stranieri.

Il riferimento riguarda un insieme di attività che possono comprendere cyberattacchi, sabotaggi, campagne di disinformazione e interferenze contro infrastrutture strategiche. Per Bruxelles e Londra, la cooperazione in questi settori è diventata una priorità anche alla luce della guerra russa contro l’Ucraina e delle preoccupazioni per la sicurezza europea.

Durante l’incontro, Streeting ha indicato nella Russia una delle principali minacce condivise. Il ministro britannico ha contestato le rassicurazioni del presidente Vladimir Putin sulle intenzioni di Mosca nei confronti dell’Europa, richiamando il conflitto ancora in corso sul territorio ucraino.

Il confronto si inserisce nel percorso di riavvicinamento avviato dopo la Brexit. Il prossimo appuntamento sarà il vertice UE-Regno Unito del 20 novembre a Bruxelles, al quale parteciperanno i presidenti delle istituzioni europee e il primo ministro britannico Andy Burnham. Kallas ha chiesto risultati concreti, ma ha anche invitato a procedere gradualmente, riconoscendo le difficoltà politiche che continuano a caratterizzare il rapporto tra le due parti.

Uno dei dossier più delicati riguarda l’accesso del Regno Unito ai programmi europei di finanziamento della difesa. I negoziati sulla partecipazione britannica allo strumento SAFE non hanno prodotto un accordo. Londra teme che una politica industriale eccessivamente orientata al principio del «comprare europeo» possa penalizzare le proprie imprese e ridurre l’efficienza degli investimenti comuni.

Kallas ha riconosciuto l’assenza di risultati su SAFE, precisando tuttavia che esistono altre possibilità di cooperazione. Tra le priorità figura un accordo quadro che permetta al Regno Unito di partecipare più agevolmente alle missioni civili e militari dell’Unione europea.

Streeting ha ribadito che la strategia britannica resta fondata sulla NATO, senza escludere forme più strette di collaborazione con Bruxelles. La questione non è dunque sostituire l’Alleanza atlantica, ma definire strumenti complementari per affrontare rischi comuni. Un altro terreno di convergenza è il sostegno all’Ucraina. Londra ha annunciato nuovi stanziamenti economici e militari, mentre prosegue il coordinamento con gli alleati europei sulle forniture a Kiev e sulle misure restrittive contro Mosca.

Il vertice di novembre dovrà chiarire quanto di questa convergenza politica possa tradursi in accordi operativi. La sicurezza sta riavvicinando Regno Unito e Unione europea, ma il vero ostacolo resta stabilire come condividere risorse, decisioni e benefici industriali senza riaprire il negoziato sulla Brexit.

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