Iran, la Russia teme nuovi attacchi Usa: Mosca chiede una soluzione diplomatica

Iran, la Russia teme nuovi attacchi Usa: Mosca chiede una soluzione diplomatica

K metro 0 – Mosca – La Russia esprime forte preoccupazione per le notizie su possibili nuove operazioni militari contro l’Iran e invita a intensificare gli sforzi diplomatici per evitare un’altra escalation in Medio Oriente. L’avvertimento arriva mentre i negoziati indiretti tra Washington e Teheran, condotti attraverso la mediazione di Qatar e Pakistan, proseguono senza

K metro 0 – Mosca – La Russia esprime forte preoccupazione per le notizie su possibili nuove operazioni militari contro l’Iran e invita a intensificare gli sforzi diplomatici per evitare un’altra escalation in Medio Oriente. L’avvertimento arriva mentre i negoziati indiretti tra Washington e Teheran, condotti attraverso la mediazione di Qatar e Pakistan, proseguono senza un accordo e cresce l’incertezza sulle intenzioni degli Stati Uniti dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre.

La posizione di Mosca è stata illustrata lunedì 2 novembre dalla portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Secondo la diplomazia russa, le informazioni relative alla preparazione di nuove azioni militari contro la Repubblica islamica suscitano «estrema preoccupazione», in un contesto regionale già segnato da mesi di combattimenti e da una crescente instabilità.

Zakharova ha ribadito la condanna russa degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, definiti da Mosca un’aggressione non provocata. La portavoce ha sostenuto che il ricorso alla forza non ha piegato la volontà iraniana di difendere la propria sovranità e ha invitato quanti minacciano nuove operazioni a considerare le conseguenze di un ulteriore confronto armato.

La Russia, ha aggiunto, sostiene le iniziative di mediazione e si dichiara disponibile a contribuire sia alla ricerca di soluzioni negoziate sia alla loro eventuale attuazione. Mosca ha richiamato anche i recenti contatti del ministro degli Esteri Sergei Lavrov con rappresentanti iraniani e arabi.

L’intervento russo coincide con una fase delicata dei colloqui. Secondo Reuters, i negoziatori iraniani hanno lasciato Doha dopo diversi giorni di incontri con i mediatori qatarioti, senza raggiungere un’intesa con Washington. Il dialogo, tuttavia, non è stato interrotto: le parti continuano a scambiarsi messaggi attraverso i canali diplomatici.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha spiegato che il confronto resta basato su una proposta in sette punti presentata da Teheran, ora riformulata per consentire un’eventuale attuazione più rapida. Il piano comprende la fine del blocco americano dei porti iraniani, la riapertura dello Stretto di Hormuz e misure sulle restrizioni petrolifere e sulle sanzioni.

Restano invece profonde le divergenze sulle garanzie richieste dalle due parti e sul programma nucleare iraniano. Teheran insiste sulla necessità di verificare il rispetto delle proprie condizioni prima di affrontare nuovamente il dossier nucleare.

Mosca ha dedicato particolare attenzione anche allo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio energetico internazionale. Zakharova ha auspicato un rapido ritorno alla normalità, nel rispetto degli interessi degli Stati costieri e dei Paesi che dipendono dalla sicurezza della navigazione. La portavoce ha inoltre definito illegittimo il blocco navale statunitense contro l’Iran, esprimendo la posizione del governo russo.

La prospettiva di nuovi attacchi preoccupa anche le monarchie del Golfo. Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar e altri governi regionali temono che una ripresa delle ostilità possa provocare ulteriori ritorsioni contro basi militari, infrastrutture energetiche e rotte commerciali.

Anche la Cina ha sollecitato una soluzione politica. Dopo un incontro a Pechino con un alto rappresentante iraniano, il ministro degli Esteri Wang Yi ha invitato le parti a privilegiare il negoziato rispetto a un nuovo ricorso alle armi.

L’allarme russo si inserisce così in una convergenza diplomatica contro l’escalation, senza cancellare le differenze tra gli attori coinvolti. Per Mosca, evitare nuovi attacchi significa anche difendere un partner strategico; per i Paesi del Golfo, la priorità è impedire che il proprio territorio diventi nuovamente teatro di ritorsioni. La possibilità di un’intesa resta legata soprattutto alle decisioni di Washington e Teheran.

Condividi su:
Condividi:

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa



Condividi su: