K metro 0 – Lisbona – Il Parlamento del Portogallo ha approvato una nuova legge sulla nazionalità che inasprisce le condizioni per ottenere la cittadinanza, colpendo in particolare la comunità brasiliana, la più numerosa tra gli immigrati nel Paese. Il provvedimento è passato con 152 voti favorevoli, 64 contrari e un’astensione, grazie all’accordo tra la
K metro 0 – Lisbona – Il Parlamento del Portogallo ha approvato una nuova legge sulla nazionalità che inasprisce le condizioni per ottenere la cittadinanza, colpendo in particolare la comunità brasiliana, la più numerosa tra gli immigrati nel Paese. Il provvedimento è passato con 152 voti favorevoli, 64 contrari e un’astensione, grazie all’accordo tra la coalizione di centrodestra Alleanza democratica (Ad) e il partito di estrema destra anti-immigrazione Chega. La modifica principale per i brasiliani è l’aumento da cinque a sette anni del periodo di residenza regolare richiesto per avviare la domanda di cittadinanza, con il computo che parte dalla data di emissione del permesso di soggiorno, ignorando i mesi o anni di attesa burocratica che spesso precedono il rilascio del documento.
La legge prevede inoltre che i figli di stranieri nati in Portogallo siano considerati portoghesi solo dopo cinque anni di residenza nel Paese, e che i genitori stranieri di bambini nati in territorio portoghese perdano il diritto di richiedere la cittadinanza in virtù della paternità. È confermata anche la possibilità di revocare la cittadinanza a naturalizzati condannati per reati gravi. Si tratta della seconda approvazione del provvedimento: una prima versione era stata bocciata dal Tribunale costituzionale il 15 dicembre 2025. Il testo passa ora al presidente della Repubblica, il socialista Antonio Jose Seguro, che può rinviarlo nuovamente al Tribunale costituzionale.













