K metro 0 – Budapest – L’Ungheria volta pagina dopo 16 anni di presidenza di Viktor Orbán. Il leader dell’opposizione, Péter Magyar, ha vinto le elezioni conquistando la “supermaggioranza” dei due terzi dei seggi nel Parlamento ungherese. Il partito Tisza scardina in pochi anni il dominio di Fidesz, mentre Bruxelles esulta. Con il 92% dei
K metro 0 – Budapest – L’Ungheria volta pagina dopo 16 anni di presidenza di Viktor Orbán. Il leader dell’opposizione, Péter Magyar, ha vinto le elezioni conquistando la “supermaggioranza” dei due terzi dei seggi nel Parlamento ungherese. Il partito Tisza scardina in pochi anni il dominio di Fidesz, mentre Bruxelles esulta. Con il 92% dei voti scrutinati, a Tisza vengono assegnati 138 dei 199 seggi, cinque in più di quelli che servivano per ottenere la maggioranza dei due terzi. Al voto è stata registrata un’affluenza record, che alle 18.30 aveva già raggiunto il 77,8%.
“Stasera la verità ha prevalso sulla menzogna”, ha dichiarato il neoeletto primo ministro, commentando l’esito delle votazioni. “Oggi abbiamo vinto perché gli ungheresi non si sono chiesti cosa la loro patria potesse fare per loro, ma cosa potessero fare loro per la loro patria. Avete trovato la risposta. E l’avete messa in pratica.”
Nelle sue prime parole da vincitore, Magyar ha subito messo in chiaro la volontà di riportare il Paese in orbita europea, ribadendo l’alleanza con la NATO e con l’UE. “Riporteremo a casa i fondi dell’Unione europea che spettano al popolo ungherese”, ha affermato il leader del partito Tisza, aggiungendo: “Ripristineremo il sistema di controlli ed equilibri. Aderiremo alla Procura europea. Garantiremo il funzionamento democratico del nostro Paese.”
Emmanuel Macron è stato tra i primi a congratularsi con Magyar per la sua vittoria. In un post su X il presidente francese ha scritto: “Ho appena avuto un colloquio con Peter Magyar per congratularmi con lui per la sua vittoria in Ungheria! La Francia saluta la vittoria della partecipazione democratica, dell’attaccamento del popolo ungherese ai valori dell’Unione Europea e per l’Ungheria in Europa”. “Insieme – ha concluso Macron – facciamo avanzare un’Europa più sovrana, per la sicurezza del nostro continente, la nostra competitività e la nostra democrazia”.
“Il cuore dell’Europa stasera batte più forte in Ungheria“. Questo il primo commento, scritto in inglese e in ungherese, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Poi, in un altro post: “L’Ungheria ha scelto l’Europa. L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria. Insieme siamo più forti. Un Paese riprende il suo percorso europeo. L’Unione si rafforza”. La presidente della Commissione europea ha telefonato a Magyar per congratularsi. Lo ha scritto sui social la portavoce di von der Leyen, Paula Pinho, precisando che “hanno concordato di cooperare strettamente”. A Bruxelles si aspettano che uno dei primi atti del prossimo premier sia lo sblocco del prestito da 90 miliardi di euro per l’Ucraina su cui Orban aveva messo il veto.
Tra i commenti e le congratulazioni per la vittoria elettorale, si distinguono le parole dello sconfitto Orbán, che ha definito le elezioni “dolorose”, esprimendo comunque la volontà di lavorare dall’opposizione. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, si è invece congratulata con il neoeletto premier sul social X, dichiarando che “il posto dell’Ungheria è nel cuore dell’Europa”. Tra i primi a congratularsi ci sono anche il premier spagnolo Sánchez e il ministro polacco Donald Tusk, che su X ha commentato la vittoria scrivendo: “Russi, andate a casa!”.
Anche Giorgia Meloni ha commentato su X l’esito delle elezioni ungheresi, esprimendo parole amichevoli sia verso il vincitore sia verso lo sconfitto. In un post, la presidente del Consiglio ha scritto: “Congratulazioni per la chiara vittoria elettorale a Péter Magyar, al quale il governo italiano augura buon lavoro. Ringrazio il mio amico Viktor Orbán per l’intensa collaborazione di questi anni e sono certa che anche dall’opposizione continuerà a servire la sua Nazione.”
Nato nel 1981, Péter Magyar è stato a lungo membro di Fidesz, sotto la guida di Orbán. Fino al 2023 è stato sposato con la compagna di partito Judit Varga, ministra della Giustizia dal 2019 al 2023. La rottura arriva nel 2024, quando l’Ungheria viene scossa dallo scandalo legato alla concessione di una grazia a un pedofilo, che travolge il sistema politico e porta alle dimissioni della presidente della Repubblica e della stessa Varga. In seguito a questo episodio, Magyar si allontana da Fidesz, entra nel piccolo e giovane partito centrista Tisza e diventa il principale oppositore di Orbán. Alle elezioni europee del 2024 il movimento ottiene quasi il 30% dei voti, confermando l’ascesa politica.
Di fronte ai sondaggi negativi per Orban, gli Stati Uniti di Trump da mesi si sono impegnati a sostenere a tutti i costi il leader di Fidesz, considerato il principale alleato in Europa dell’ideologia nazionalista, di estrema destra cristiana che si è riunita sotto la bandiera Maga.
Il nuovo premier ungherese invece ha sfidato la vecchia leadership puntando su temi come la lotta alla corruzione, il contrasto al degrado morale dell’establishment e l’indipendenza della magistratura. Magyar non ha tuttavia posizioni radicalmente diverse dal suo predecessore: è molto critico nei confronti dell’immigrazione, contrario alla redistribuzione dei richiedenti asilo nell’UE, scettico sull’invio di aiuti militari all’Ucraina e non si è mai esposto a favore delle tematiche LGBTQ. L’esito delle elezioni in Ungheria rappresenta comunque un cambiamento negli equilibri all’interno dell’Unione europea, sancendo la sconfitta di uno dei più stretti alleati di Putin e Trump nel continente.
Edoardo Adario con la Redazione













