K metro 0 – Golfo Persico – Il fronte della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele si concentra sullo Stretto di Hormuz, dove si profila il rischio di un blocco navale, nuovi negoziati e possibili attacchi mirati. Mentre Israele resta alla finestra, in attesa di sviluppi. Il braccio di ferro tra Trump e Teheran
K metro 0 – Golfo Persico – Il fronte della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele si concentra sullo Stretto di Hormuz, dove si profila il rischio di un blocco navale, nuovi negoziati e possibili attacchi mirati. Mentre Israele resta alla finestra, in attesa di sviluppi.
Il braccio di ferro tra Trump e Teheran prosegue da settimane: l’Iran limita il traffico nello stretto, consentendo il passaggio solo a poche petroliere “privilegiate”. Una situazione che incide sulle quotazioni del greggio e sui prezzi dei carburanti, destinati ad aumentare ulteriormente in molti Paesi, Italia compresa, in un contesto già ad alta tensione.
Il presidente americano e i suoi consiglieri stanno intanto valutando la possibilità di attacchi limitati contro l’Iran. Secondo il Wall Street Journal, eventuali raid avrebbero l’obiettivo di spingere Teheran ad assumere posizioni più morbide nei negoziati. Appare invece meno probabile una seconda fase “totale” dell’operazione Epic Fury, che comporterebbe il rischio concreto di un conflitto prolungato con effetti destabilizzanti per l’intera regione.
Intanto, ”la Cina può svolgere un ruolo importante” per mettere fine alla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il premier spagnolo Pedro Sanchez in una conferenza stampa dopo un incontro di un’ora con il presidente cinese Xi Jinping a Pechino.
“Sono benvenuti, ma anche assolutamente necessari tutti gli sforzi che possiamo compiere, in particolare da parte dei Paesi che hanno la capacità di dialogare e che non hanno partecipato attivamente a questa guerra illegale”, ha aggiunto Sanchez.
Secondo Tel Aviv, invece, “la tregua potrebbe finire da un momento all’altro”, ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu, facendo riferimento in particolare ai colloqui con il vicepresidente americano JD Vance, a capo della delegazione nei negoziati di Islamabad. Per gli Stati Uniti, ha aggiunto il primo ministro, la questione centrale è “rimuovere tutto il materiale nucleare arricchito e garantire che non vi sia alcun arricchimento nei prossimi anni, per decenni, all’interno dell’Iran”. Un obiettivo che, ha sottolineato, è cruciale anche per Israele.













