K metro 0 – Parigi – Potrebbe costare caro al suo autore questo messaggio: “Fratello mio, ma cosa ti raccontano, sei abbastanza stupido da credere che sia legale firmare al posto di qualcun altro”. Con questa frase digitata su Snapchat, Max C., a capo di un piccolo gruppo di procacciatori di clienti per audit energetici,
K metro 0 – Parigi – Potrebbe costare caro al suo autore questo messaggio: “Fratello mio, ma cosa ti raccontano, sei abbastanza stupido da credere che sia legale firmare al posto di qualcun altro”. Con questa frase digitata su Snapchat, Max C., a capo di un piccolo gruppo di procacciatori di clienti per audit energetici, cercava di mettere a tacere i rimproveri di un collaboratore preoccupato. Ma il tentativo è fallito. Nel novembre 2022, il procacciatore si è difatti rivolto alla gendarmeria di Épinal. Tre anni e mezzo dopo, Max C. è atteso davanti al tribunale giudiziario di Parigi, insieme ad altre cinque persone, con l’accusa di “truffa in banda organizzata”. Ne riferisce Le Monde.
Il gruppo è sospettato di aver sottratto oltre 1,13 milioni di euro di sovvenzioni MaPrimeRénov’ all’Agenzia nazionale per l’abitazione (ANAH) tra ottobre 2022 e giugno 2023, facendosi pagare 2.080 audit energetici fittizi o svolti in modo approssimativo. L’indagine è stata condotta dalla Procura europea, poiché una parte dei finanziamenti proviene proprio dal piano di rilancio dell’Unione europea.
Una nuova vicenda è intanto davanti alla giustizia: tre dirigenti di una società di consulenza sono processati per truffa e riciclaggio in associazione a delinquere venerdì 24 aprile davanti al tribunale penale di Saintes. Una donna di 38 anni e due uomini di 38 e 41 anni sono accusati di aver usurpato l’identità di artigiani per ottenere aiuti alla ristrutturazione energetica. Il danno complessivo ammonta a un milione di euro.
La principale indagata proponeva lavori promettendo un finanziamento totale tramite l’Anah. Per presentare le pratiche, la società è accusata di aver utilizzato l’identità di artigiani certificati RGE (“riconosciuti garanti dell’ambiente”), requisito indispensabile per accedere agli incentivi. Venivano redatti falsi preventivi a nome di queste imprese, poi convalidati dall’agenzia con l’erogazione diretta dei fondi. Circa 50 le vittime individuate, tra privati e artigiani, riferisce Franceinfo.
Secondo l’ordinanza di rinvio a giudizio, gli imputati del caso parigino “facevano parte di un’organizzazione strutturata in cui ciascuno aveva un ruolo preciso”. Alcuni coordinavano la raccolta dei dati e il contatto con i clienti, altri preparavano le richieste di aiuto con fatture per audit da sovvenzionare, mentre una terza società incassava i fondi e li redistribuiva trattenendo una commissione. Un settimo indagato è accusato di complicità per aver fornito documentazione di società autorizzate utilizzate come copertura.
La portata del fenomeno va ben oltre i singoli casi. L’Anah afferma di essere parte civile in 28 procedimenti penali in corso, “di cui 23 riguardano MaPrimeRénov’”. Già nel giugno 2025, l’“eccesso di frodi” era stato indicato dal governo tra le ragioni della sospensione del programma, mentre nel 2024 un dossier su dieci era stato respinto.
All’inizio di marzo, sette uomini sono stati processati a Parigi per aver sottratto 1,13 milioni di euro tramite il sistema, presentando oltre 2.000 pratiche fraudolente per ottenere sussidi per audit energetici. Le pene richieste vanno da 18 mesi con sospensione a 2 anni di carcere. La sentenza è attesa l’8 giugno.
Secondo l’Anah, il fenomeno è tutt’altro che marginale. Nel 2024, su 3,77 miliardi di euro di aiuti distribuiti, sono state bloccate frodi per 230 milioni, pari a 44.000 richieste respinte. Nel 2025, su 4,39 miliardi, sono stati evitati 174 milioni di euro di frodi, con 21.400 pratiche fermate. I controlli sono aumentati dell’11% tra il 2024 e il 2025.
Nonostante ciò, alcune truffe sono scoperte solo a posteriori: il danno effettivo è stimato in 85 milioni di euro dal 2020, pari allo 0,4% dei 19,2 miliardi distribuiti.
In un rapporto del 18 giugno 2025, una commissione d’inchiesta del Senato ha lanciato l’allarme, ricordando che Tracfin stimava nel 2023 in 398 milioni di euro i flussi sospetti legati al dispositivo.
Secondo i senatori, tra il 2020 e il 2025 “le organizzazioni criminali hanno potuto presentare richieste fittizie senza difficoltà, tramite usurpazione d’identità”. Un fenomeno che, come osserva il Sirasco, dimostra la forte capacità di adattamento delle reti criminali anche su altri strumenti pubblici.
Di fronte a queste derive, l’Anah ha rafforzato i controlli lungo tutto il processo, dall’assegnazione al pagamento degli aiuti, con verifiche più mirate e coordinate tra amministrazioni, fisco e giustizia.
“L’usurpazione d’identità è oggi il principale metodo utilizzato dai truffatori”, avverte l’agenzia, invitando i cittadini alla massima prudenza: non condividere dati personali e diffidare delle offerte commerciali. “I servizi pubblici non effettuano mai attività di telemarketing”.
Il modo più sicuro per avviare un progetto di ristrutturazione resta rivolgersi agli sportelli France Rénov’, che offrono consulenza gratuita, indipendente e neutrale.
di Sandro Doria













