Gaza, otto persone morte durante funerale. Monsignor Shomali: “alcuni medicinali entrano nella Striscia, ma non tutti quelli necessari e comunque in quantità limitate”. K metro 0 – Tel Aviv – Almeno otto palestinesi sono morti e circa altri 20 sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano che ha preso di mira un assembramento di
Gaza, otto persone morte durante funerale. Monsignor Shomali: “alcuni medicinali entrano nella Striscia, ma non tutti quelli necessari e comunque in quantità limitate”.
K metro 0 – Tel Aviv – Almeno otto palestinesi sono morti e circa altri 20 sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano che ha preso di mira un assembramento di civili nell’area del mercato di Al Balata, nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese “Wafa” citando fonti mediche-
L’attacco aereo israeliano ha preso di mira dei palestinesi che partecipavano al corteo funebre di un uomo ucciso in precedenza. Il movimento palestinese Hamas, secondo quanto riportato dall’emittente panaraba qatariota “Al Jazeera”, ha condannato il raid definendolo “un crimine efferato”.
Israele, ha riferito Hamas, “continua a uccidere e terrorizzare cittadini innocenti sotto gli occhi dei mediatori e della comunità internazionale, attraverso la sua sistematica e continua violazione dell’accordo di cessate il fuoco”.
Nella giornata di oggi un altro attacco israeliano con drone ha ucciso almeno una persona nella città di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato oggi una fonte dell’ospedale Al Shifa all’emittente panaraba “Al Jazeera”.
Oggi “gli abitanti di Gaza vivono soltanto nel 47 per cento del territorio della Striscia, perché il restante 53 per cento è stato occupato dagli israeliani. Di conseguenza, la densità della popolazione è altissima. L’80 per cento delle infrastrutture è ancora distrutto: non si tratta solo degli edifici, ma anche delle reti idriche ed elettriche. Molte scuole e università non esistono più. Migliaia di persone vivono nelle tende”. Lo ha detto a “Vatican News” monsignor William Shomali, vicario generale e vicario patriarcale latino per Gerusalemme e la Palestina.
Per quanto riguarda gli aiuti umanitari, monsignor Shomali ha affermato che “alcuni medicinali entrano nella Striscia, ma non tutti quelli necessari e comunque in quantità limitate”. Inoltre, ha proseguito, “da alcuni mesi il cibo che arriva a Gaza viene importato da Israele e successivamente venduto nella Striscia. Il patriarca Pierbattista Pizzaballa, che si è recato sul posto a giugno, ha notato che i mercati sono più riforniti rispetto alla sua visita precedente, poco prima di Natale. Io ero con lui in quell’occasione e ho visto con i miei occhi che nei negozi c’erano ancora poche derrate alimentari. E quando parlo di negozi, intendo una o due tende affiancate, niente di più. Non si tratta certo di supermercati”.
“A Gaza c’erano molti impiegati che lavoravano per l’amministrazione palestinese e alcune categorie continuano a ricevere un regolare salario. Questo vale per gli insegnanti delle scuole e per gli impiegati di alcune strutture. Anche i nostri insegnanti continuano a percepire un salario. Per molti altri, invece, oggi è necessario fornire un sostegno economico. In passato distribuivamo direttamente il cibo; ora possiamo aiutare dando del denaro che serve poi ad acquistare i generi di prima necessità disponibili. È quello che facciamo, ad esempio, con i nostri parrocchiani, che vivono all’interno del complesso della parrocchia latina di Gaza”, ha spiegato.













