K metro 0 – Roma – Un nuovo studio italiano ha scoperto che alcuni microrganismi presenti nelle profondità del Mare di Ross, in Antartide, sono in grado di contribuire all’assorbimento del carbonio anche in completa assenza di luce. Si tratta di un processo particolarmente interessante perché, a quelle profondità, la fotosintesi non è possibile e
K metro 0 – Roma – Un nuovo studio italiano ha scoperto che alcuni microrganismi presenti nelle profondità del Mare di Ross, in Antartide, sono in grado di contribuire all’assorbimento del carbonio anche in completa assenza di luce. Si tratta di un processo particolarmente interessante perché, a quelle profondità, la fotosintesi non è possibile e il funzionamento di questi ecosistemi era finora meno conosciuto.
La ricerca, condotta dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e dal CNR-IRBIM, ha analizzato campioni raccolti durante due campagne oceanografiche realizzate nel 2014 e nel 2016. Gli studiosi hanno osservato l’attività di batteri e archeobatteri capaci di utilizzare il carbonio inorganico disciolto nell’acqua e trasformarlo in materia organica.
Secondo le stime dei ricercatori, questo processo potrebbe rappresentare fino al 5% del carbonio complessivamente assorbito dal Mare di Ross. Una percentuale che, seppur apparentemente ridotta, assume particolare importanza perché riguarda un meccanismo che finora era stato scarsamente considerato nei bilanci del carbonio oceanico.
La scoperta contribuisce quindi a una migliore comprensione del ruolo degli oceani nel ciclo globale del carbonio. Studiare questi microrganismi e il loro lavoro nelle zone più profonde e buie del mare potrebbe inoltre aiutare gli scienziati a comprendere meglio il funzionamento degli ecosistemi antartici e le loro possibili implicazioni per il clima globale.













