Spari a Roma, individuato il cecchino di Prati: interrogatorio in caserma

Spari a Roma, individuato il cecchino di Prati: interrogatorio in caserma

K metro 0 – Roma – Individuato il ‘cecchino di Prati’. L’uomo che due giorni fa ha ferito una donna con un colpo d’arma ad aria compressa in via della Giuliana, a Roma, si trova ora nella caserma dei carabinieri della Compagnia di Roma San Pietro con il suo legale e il pm della Procura della Repubblica

K metro 0 – Roma – Individuato il ‘cecchino di Prati’. L’uomo che due giorni fa ha ferito una donna con un colpo d’arma ad aria compressa in via della Giuliana, a Roma, si trova ora nella caserma dei carabinieri della Compagnia di Roma San Pietro con il suo legale e il pm della Procura della Repubblica di Roma lo sta interrogando.

La procura di Roma – riporta l’Adnkronos – ha avviato un’inchiesta per lesioni, dopo che una residente del quartiere, Cristina Stillitano, è stata colpita lunedì scorso al braccio da un piombino metallico nella via del quartiere Prati.

Il controllo dei dati sulle vendite effettuate presso le armerie della zona ha permesso ai carabinieri di individuare l’acquisto di una carabina ad aria compressa, nei primi giorni di settembre, da un uomo residente proprio in via della Giuliana.

Fin dalle prime ore successive al fatto, i carabinieri hanno avviato indagini a tappeto, battendo palmo a palmo l’intera area interessata e garantendo una presenza costante e allo stesso tempo rassicurante e dissuasiva in via della Giuliana. La strategia investigativa ha visto l’impiego del personale specializzato del Reparto Investigazioni Scientifiche che ha operato sulla scena del crimine avvalendosi di moderne tecnologie per rilievi tridimensionali (3D), fondamentali per ricostruire con precisione la traiettoria del proiettile. L’accurato sopralluogo ha consentito inoltre di rinvenire diversi piombini nella zona e di rilevare tracce riconducibili ad analoghi episodi.

e conclusioni dei Ris

I rilievi, effettuati dal Ris, con la ricostruzione in 3d della scena del crimine per risalire alla traiettoria degli spari, hanno interessato l’area di via della Giuliana nel lato, dove la vittima si trovava quando è stata raggiunta dai colpi. Colpi che, spiegano gli investigatori, potrebbero essere stati sparati da un’arma lunga, come ad esempio un fucile.

Dai primi riscontri sembrerebbe improbabile che chi ha sparato possa averlo fatto dallo stesso lato di strada, dove si trovava la vittima. L’ipotesi è che i colpi possano essere stati sparati dal lato opposto, a una distanza di oltre dieci metri. Sarebbe quindi piuttosto difficile da lì riuscire a raggiungere l’obiettivo con una pistola.

Come sta la donna ferita

“L’operazione è andata bene, il proiettile è stato estratto ed è stato subito sequestrato dai carabinieri” dice all’Adnkronos Cristina Stillitano, dopo l’intervento al quale è stata sottoposta questa mattina all’ospedale Cto per la rimozione del proiettile dal braccio. “Il braccio ovviamente mi fa male e ho delle flebo all’altro, quindi, ho qualche difficoltà a muovermi. E questo è tutto quello che posso dire su di me”.

La testimonianza: “Ho sentito colpi e urla, ora abbiamo paura”

“Ho sentito dei colpi e delle ragazze urlare a pochi metri dal punto, dove la signora è stata ferita. Ora sembra si parli di colpi di pistola o di fucile alle serrande di un locale lì vicino, che adesso è chiuso” dice all’Adnkrokos Daniela Gallo, residente nel quartiere Prati. “Anche il marito di una mia amica, che stava fuori dal negozio della moglie per rispondere a una telefonata, ha sentito un colpo netto come quelli dei fucili ad aria compressa che si trovano alle giostre, per capirci. E da quello che mi ha descritto, il colpo poi sarebbe andato a finire nel fogliame di un albero lì vicino. Il fatto è che componendo tutti questi episodi, che all’inizio sembravano insignificanti, è evidente che c’è qualcuno che spara dalla finestra. E ora siamo tutti un po’ preoccupati”. “Io mi ricordo di aver sentito dei colpi in successione e poi ho sentito delle urla, ma non saprei dire se fossero i rumori delle sirene all’uscita dello stadio Olimpico, che e qui vicino; inizialmente non ho pensato a uno sparo, credevo fossero mortaretti o cose del genere. Poi, però, ripeto, mettendo insieme tutte queste tessere esce fuori comincia a delinearsi un quadro che preoccupa noi residenti”.

“E’ ovvio – aggiunge la donna – che sapere che c’è qualcuno che spara dalla finestra non è una cosa normale. Tutti ricordiamo il caso di Marta Russo”. L’auspicio, conclude, è che “si arrivi a una conclusione rapida di questa brutta storia, che sta mettendo in ansia un po’ tutti”.

Un caso analogo venerdì scorso: “Io colpita di striscio a un polpaccio”

C’era già stato un caso analogo a quest’ultimo. A raccontarlo è Angela Perrone, una commercialista che ha lo studio in una traversa di via della Giuliana, a poca distanza da dove due giorni fa è accaduto il fatto. In una intervista, rilasciata questa mattina a Storie Italiane, in onda su Rai1, la donna spiega di essere stata colpita a un polpaccio nella serata di venerdì scorso, ma di non aver sporto denuncia perché convinta che si trattasse di una bravata finita con una piccola ferita di striscio: “È successo venerdì sera all’imbrunire – spiega -. Mi stavo recando da Largo Trionfale verso Piazzale Clodio”, proprio nel punto dove è stata colpita anche Cristina Scillitano. “Mentre camminavo ho sentito uno ‘spostamento d’aria’ all’altezza della vita, che mi ha spaventata; poi un colpo sul polpaccio, che mi ha preso di striscio, nella parte interna della gamba. Davanti a me c’era una signora che si è girata per via dello spostamento d’aria che ci ha colte all’improvviso. Eravamo entrambe spaventate. Poi ho sentito questo colpo sordo, senza rumore, sul polpaccio e sono rimasta un po’ imbambolata. Al ché la signora mi ha detto ‘attraversiamo di corsa perché magari ci riprovano’. E quindi siamo fuggite sull’altro lato”.

La prima impressione, ricorda la commercialista, è stata quella di “un colpo di cerbottana, di una bravata. Non ho assolutamente pensato a un’arma, altrimenti avrei denunciato subito l’accaduto”. Di quell’episodio le è rimasto un livido, “piccolino, un po’ come una nocciolina”, quindi “non c’era bisogno di medicazioni, di nulla. Mi sono solo spaventata, ecco, quello sì. Però poi, lunedì mattina, quando ho letto i giornali e ho capito che quello che era successo era accaduto anche a me ho ricollegato. E mi sembrava corretto dare la mia testimonianza per le forze dell’ordine, affinché potesse essere utile alle indagini”.

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