Francia, si estende la protesta nei licei: incendi e violenze, gravi incidenti a Marsiglia

Francia, si estende la protesta nei licei: incendi e violenze, gravi incidenti a Marsiglia

K metro 0 – Parigi – Si estende in Francia la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori, con blocchi degli istituti e manifestazioni in diverse città. Alla protesta si sono accompagnati episodi di violenza, incendi e scontri, particolarmente gravi a Marsiglia, mentre il governo ha convocato una riunione interministeriale di crisi. Al liceo Victor-Hugo di

K metro 0 – Parigi – Si estende in Francia la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori, con blocchi degli istituti e manifestazioni in diverse città. Alla protesta si sono accompagnati episodi di violenza, incendi e scontri, particolarmente gravi a Marsiglia, mentre il governo ha convocato una riunione interministeriale di crisi.

Al liceo Victor-Hugo di Marsiglia, nel terzo arrondissement, si sono verificati gravi incidenti. Secondo le informazioni riferite dal rectorat, il proviseur adjoint e altri due membri del personale sono stati raggiunti da schizzi di benzina mentre alcuni individui stavano travasando carburante in contenitori. Nell’istituto è stato inoltre appiccato un incendio alla porta d’ingresso.

Pesanti le conseguenze anche sui trasporti pubblici marsigliesi. La rete RTM è stata sospesa nel corso della mattinata a causa delle tensioni e dei problemi di sicurezza legati alla mobilitazione. La misura ha interessato metro, tram e autobus.

Sempre a Marsiglia si sono verificati gravi incidenti nei pressi del liceo Saint-Exupéry. Un mezzo dei vigili del fuoco, intervenuto per spegnere un incendio, è stato circondato da numerosi giovani e successivamente dato alle fiamme dopo che i pompieri erano stati costretti ad allontanarsi. Tensioni sono state segnalate anche nelle Alpi Marittime, nella zona di Nizza e Antibes, mentre la mobilitazione ha interessato numerose altre città francesi.

A Nantes un incendio ha colpito il liceo Nelson-Mandela. Secondo quanto riferito dalla direzione dell’istituto, il rogo nell’atrio è stato di origine dolosa e ha provocato gravi danni. Non risultano feriti: l’edificio è stato evacuato e agli studenti in arrivo è stato impedito l’accesso.

Incidenti anche nel Pas-de-Calais. Ad Auchel, il preside del liceo professionale Fernand-Degrugillier è rimasto ferito a un orecchio dopo essere stato raggiunto dall’esplosione di un dispositivo pirotecnico durante il blocco dell’istituto. Nel dipartimento le autorità hanno riferito di 37 fermi. 

La protesta ha avuto ripercussioni anche a Grenoble, dove per ragioni di sicurezza è stata sospesa la circolazione della rete di autobus e tram. La mobilitazione, iniziata nei giorni precedenti e progressivamente estesasi a numerosi istituti del Paese, riguarda diverse rivendicazioni. Tra quelle indicate dalle organizzazioni studentesche figurano la carenza di insegnanti e altro personale, le condizioni degli edifici scolastici, le classi sovraffollate, gli orari e lo stress legato al sistema di accesso all’università Parcoursup.

L’Union syndicale lycéenne ha definito questa nuova giornata di mobilitazione un “atto due”. 

Lecornu convoca una riunione di crisi

Di fronte all’estensione della protesta e agli episodi di violenza, il primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato una riunione interministeriale di crisi al ministero dell’Interno.

Lecornu ha inoltre chiesto ai membri del governo di annullare o rinviare gli spostamenti ufficiali programmati nei prossimi giorni, in modo da consentire alle prefetture di concentrare uomini e risorse sulla gestione della mobilitazione.

Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha parlato di un’estensione del movimento e ha riferito di centinaia di fermi. Le autorità hanno sottolineato inoltre come, in alcune località, individui intenzionati a provocare disordini si siano inseriti nella mobilitazione e spostati da un istituto all’altro. Mentre, il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha denunciato episodi di “estrema gravità”, sottolineando che nessuna rivendicazione può giustificare atti di violenza. Il ministro ha espresso sostegno ai dirigenti scolastici, alcuni dei quali sono stati direttamente presi di mira, e ha annunciato la possibilità di ricorrere alla didattica a distanza, valutandola caso per caso negli istituti in cui non sia possibile garantire le lezioni in presenza. 

“La violenza non priverà i nostri studenti del loro diritto fondamentale all’istruzione”, ha affermato Geffray.

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Nizar Ramadan
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