Barcellona, 128 arresti dopo i disordini organizzati sui social: 72 sono minorenni

Barcellona, 128 arresti dopo i disordini organizzati sui social: 72 sono minorenni

K metro 0 – Madrid – Sono 128 le persone arrestate, tra cui 72 minorenni, dopo la notte di violenze che sabato 24 ottobre ha investito il centro di Barcellona. Il bilancio comprende 14 agenti dei Mossos d’Esquadra feriti, quattro dei quali gravemente, 23 esercizi commerciali danneggiati e decine di incendi appiccati a cassonetti e

K metro 0 – Madrid – Sono 128 le persone arrestate, tra cui 72 minorenni, dopo la notte di violenze che sabato 24 ottobre ha investito il centro di Barcellona. Il bilancio comprende 14 agenti dei Mossos d’Esquadra feriti, quattro dei quali gravemente, 23 esercizi commerciali danneggiati e decine di incendi appiccati a cassonetti e arredi urbani. La polizia catalana indaga ora sull’origine di una mobilitazione nata sui social network, che ha sorpreso le forze dell’ordine per la rapidità con cui si è trasformata in saccheggi e scontri.

Gli incidenti si sono concentrati attorno a Plaça de Catalunya, dove centinaia di giovani erano stati convocati attraverso TikTok da profili anonimi riconducibili alla sigla «Blocus». L’appello chiedeva di manifestare per migliorare la qualità dell’istruzione, richiamandosi alle proteste studentesche che nelle ultime settimane hanno attraversato la Francia. Ma nei gruppi privati utilizzati per organizzare l’iniziativa circolavano anche indicazioni per presentarsi vestiti di nero, con il volto coperto e materiale pirotecnico.

Secondo gli investigatori, la convocazione pubblica è stata diffusa soprattutto su TikTok, mentre le istruzioni più dettagliate sono passate attraverso canali WhatsApp e Telegram. La polizia sta esaminando questi messaggi per identificare gli eventuali organizzatori. Dopo gli incidenti, alcuni account collegati alla mobilitazione sono stati cancellati.

La commissaria capo dei Mossos d’Esquadra, Sílvia Catà, ha ammesso che le autorità non si aspettavano un livello di violenza così elevato. Le informazioni raccolte prima della manifestazione facevano prevedere una partecipazione limitata e possibili episodi di vandalismo, ma non assalti sistematici ai negozi.

Intorno alle 18, gruppi di giovani incappucciati hanno cominciato a lanciare oggetti contro gli agenti, incendiare contenitori dei rifiuti e colpire esercizi commerciali. Alcuni grandi magazzini hanno abbassato le serrande per proteggere i clienti. I vigili del fuoco sono intervenuti su 33 focolai, mentre la polizia ha identificato circa 450 persone nel corso dell’operazione.

Il dispositivo di sicurezza ha coinvolto complessivamente 524 agenti dei Mossos e della Guardia Urbana. Tra gli arrestati figurano 122 uomini e sei donne. Soltanto due persone fermate risultavano avere precedenti per disordini pubblici, secondo i dati diffusi dalla polizia.

Catà ha descritto i responsabili degli incidenti come gruppi poco strutturati, formati soprattutto da adolescenti e giovanissimi, alcuni dei quali di età inferiore ai 14 anni. Per gli investigatori, il riferimento alle rivendicazioni scolastiche non basta a spiegare quanto accaduto: in diversi canali erano stati discussi esplicitamente furti e saccheggi.

Il sindaco Jaume Collboni ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nei procedimenti giudiziari per ottenere il risarcimento dei danni, valutando anche le responsabilità dei genitori o dei tutori dei minorenni coinvolti. Il presidente della Generalitat, Salvador Illa, ha condannato le violenze.

Le autorità hanno inoltre chiarito che i disordini non sono collegati all’accampamento per il diritto alla casa presente da settimane nella stessa piazza. Gli attivisti hanno anzi cercato di proteggere l’area e di offrire riparo ad alcune famiglie durante gli scontri.

L’inchiesta prosegue anche con il supporto di altre polizie europee. La principale questione ancora aperta è capire chi abbia promosso la convocazione e come un appello diffuso online sia riuscito a mobilitare così rapidamente centinaia di giovani.

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