K metro 0 – Bruxelles – Una nuova ondata di allarmi bomba ha investito oggi il traffico aereo europeo, coinvolgendo almeno 27 voli e provocando deviazioni, atterraggi precauzionali, controlli straordinari e l’intervento delle forze aeree di diversi Paesi. Il bilancio, riportato da Reuters e dalle altre maggiori agenzie, è ancora provvisorio, ma conferma la dimensione
K metro 0 – Bruxelles – Una nuova ondata di allarmi bomba ha investito oggi il traffico aereo europeo, coinvolgendo almeno 27 voli e provocando deviazioni, atterraggi precauzionali, controlli straordinari e l’intervento delle forze aeree di diversi Paesi. Il bilancio, riportato da Reuters e dalle altre maggiori agenzie, è ancora provvisorio, ma conferma la dimensione di un’emergenza che, nell’arco di pochi giorni, ha interessato numerosi aeroporti europei.
Dall’Italia alla Francia, dalla Bulgaria alla Repubblica Ceca, passando per Austria, Spagna, Belgio e Polonia, le autorità hanno dovuto attivare i protocolli di sicurezza in seguito a minacce ricevute attraverso comunicazioni anonime. Nessuno dei controlli finora comunicati ha portato al ritrovamento di ordigni esplosivi.
L’episodio più significativo ha riguardato stamattina, un volo Aer Lingus partito da Dublino e diretto a Roma, costretto a modificare la rotta e ad atterrare nella base militare francese di Évreux, in Normandia. A bordo si trovavano 151 passeggeri e sei membri dell’equipaggio, tutti messi in sicurezza.
Due caccia francesi hanno accompagnato il velivolo fino all’atterraggio. La Procura competente ha avviato accertamenti anche sulla condotta dei piloti, interrogati dopo che il comandante avrebbe inizialmente rifiutato le indicazioni delle autorità francesi.
In Italia, due Eurofighter dell’Aeronautica militare sono decollati da Grosseto per scortare un volo Finnair proveniente da Helsinki e diretto a Fiumicino. L’aereo è atterrato regolarmente e gli artificieri hanno effettuato le verifiche previste, senza conseguenze per l’operatività dello scalo romano.
Particolarmente intensa anche l’attività all’aeroporto di Milano Malpensa. Un volo Wizz Air diretto a Varsavia è stato deviato su Vienna dopo una minaccia ricevuta durante il viaggio. Altri allarmi hanno interessato un collegamento Wizz Air per Bucarest e due voli in arrivo a Milano, rispettivamente da Salonicco e Porto, operati da Aegean Airlines e Ryanair.
In Bulgaria, tre collegamenti Ryanair provenienti da Madrid, Copenaghen e Londra Stansted sono stati sottoposti a procedure straordinarie di sicurezza. Due aerei sono atterrati a Sofia, mentre quello proveniente da Londra è stato deviato su Plovdiv. Le autorità bulgare hanno confermato l’esito negativo delle ispezioni.
Quattro voli diretti a Praga sono stati controllati dalla polizia ceca, che ha affidato le indagini sulle minacce all’organismo nazionale competente per terrorismo, estremismo e criminalità informatica. Analoghi episodi sono stati segnalati in Spagna, Belgio e Austria.
A suscitare particolare attenzione sono soprattutto le comunicazioni arrivate agli aeroporti italiani. Secondo le ricostruzioni di ANSA e AFP, alcune email erano firmate dai sedicenti «Combattenti dello Stato Maschile», denominazione riconducibile a un movimento ultranazionalista e misogino di origine russa, noto come Muzhskoye Gosudarstvo e bandito dalle autorità di Mosca.
I messaggi, scritti in italiano e caratterizzati da contenuti estremisti, annunciavano la presenza di esplosivi a bordo di alcuni voli. Gli investigatori stanno cercando di stabilire chi li abbia inviati e se esistano collegamenti con altre minacce analoghe.
La firma utilizzata nelle email non costituisce tuttavia una prova dell’identità degli autori. Né è stato accertato che gli episodi siano riconducibili a un’unica organizzazione.
Il contesto internazionale alimenta interrogativi sulla possibile natura coordinata delle minacce. Reuters ricorda che diversi governi europei hanno denunciato negli ultimi anni attività di sabotaggio e operazioni ibride attribuite alla Russia, accuse che Mosca respinge. Non esistono però, allo stato delle informazioni pubblicamente disponibili, elementi sufficienti per collegare direttamente gli allarmi di questi giorni a operazioni promosse da uno Stato.
Anche il governo britannico invita a distinguere le conseguenze concrete delle minacce dalla loro effettiva pericolosità. La ministra dei Trasporti Heidi Alexander ha definito gli episodi falsi allarmi dolosi, ricordando l’esistenza di procedure consolidate per affrontare simili situazioni.
La Commissione europea dal canto suo, segue l’evoluzione dell’emergenza attraverso i contatti con gli Stati membri e con l’Agenzia europea per la sicurezza aerea. Il commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha sottolineato la necessità di proseguire le indagini, osservando che è ancora prematuro stabilire se tutti gli episodi siano collegati.
In Italia, intanto, polizia aeroportuale e polizia postale stanno predisponendo le informative da trasmettere alle Procure competenti. Gli accertamenti riguardano anche possibili analogie con altre email minatorie inviate nei giorni precedenti.
La questione centrale non riguarda soltanto l’identificazione degli autori. La successione degli allarmi dimostra infatti come comunicazioni anonime, anche quando prive di un’effettiva minaccia esplosiva, possano provocare deviazioni di aerei, mobilitare caccia militari e impegnare contemporaneamente gli apparati di sicurezza di numerosi Paesi.
È questo il dato che preoccupa maggiormente: senza che sia stato trovato un solo ordigno, una serie di minacce è riuscita a mettere sotto pressione il sistema europeo del trasporto aereo.
Resta da chiarire se si tratti di episodi imitativi, di un’azione coordinata di disturbo oppure di una campagna deliberata per verificare la capacità di risposta delle autorità. Per il momento sono ipotesi investigative e analitiche, non conclusioni accertate.













