Tenerife. Arona, la comunità che capeggia è quella italiana
- Speciale, Diritti e integrazione
- 4 Ottobre 2020

K metro 0 – Ankara – La Siria è diventata uno dei principali terreni di confronto strategico tra Israele e Turchia, due potenze regionali che, pur evitando uno scontro diretto, perseguono obiettivi sempre più difficili da conciliare. La competizione si inserisce nella ridefinizione degli equilibri mediorientali, accelerata dall’indebolimento della rete di alleanze costruita dall’Iran nella
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K metro 0 – Gaza – Nuove vittime a Gaza e in Cisgiordania, mentre le forze israeliane continuano a operare anche nel sud della Siria. A tre anni dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, il ministero della Salute di Gaza ha portato a 74.250 morti e 175.278 feriti il bilancio delle operazioni israeliane nell’enclave
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K metro 0 – Ankara – La Turchia continua ad essere in primo piano soprattutto per la crescente tensione attorno alla Siria e per il ruolo sempre più delicato che Ankara sta assumendo nel nuovo equilibrio mediorientale. Negli ultimi giorni il confronto con Israele si è fatto più duro dopo l’attacco israeliano alla base di Abu al-Duhur, in
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K metro 0 – Washington – Gli Stati Uniti hanno formalmente rimosso la Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, dopo 47 anni, eliminando un importante ostacolo agli investimenti e agli scambi commerciali statunitensi con il Paese devastato dalla guerra. La decisione è diventata ufficiale dopo la scadenza, venerdì, del periodo di revisione da
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K metro 0 – Ankara – Israele ha condotto intensi raid contro la base aerea di Abu al-Duhur, nella provincia siriana di Idlib, colpendo pista e depositi in quello che appare come un tentativo di impedirne la riattivazione in vista di una possibile presenza militare turca. L’aggressione rappresenta un nuovo segnale della crescente competizione tra
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K metro 0 – Damasco – Bashar al-Assad, l’ex presidente siriano che ha governato il Paese per 24 anni fino alla caduta del suo regime nel dicembre 2024, è stato condannato a morte in contumacia. L’Alta Corte siriana lo ha riconosciuto colpevole di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Il verdetto è stato letto in diretta
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