Europol: “Cybercriminali in evoluzione, ora si concentrano sul guadagno”

Europol: “Cybercriminali in evoluzione, ora si concentrano sul guadagno”

K metro 0 – L’Aia – L’Europol, l’Ufficio europeo di polizia, ha rivelato in un report pubblicato nella giornata di mercoledì che i cybercriminali utilizzano al giorno d’oggi nuove tecnologie, sfruttando le vulnerabilità esistenti online, e che stanno modificando i propri obiettivi, adesso colpiscono bersagli sempre più grandi e che potrebbero portare guadagni maggiori. Dal

K metro 0 – L’Aia – L’Europol, l’Ufficio europeo di polizia, ha rivelato in un report pubblicato nella giornata di mercoledì che i cybercriminali utilizzano al giorno d’oggi nuove tecnologie, sfruttando le vulnerabilità esistenti online, e che stanno modificando i propri obiettivi, adesso colpiscono bersagli sempre più grandi e che potrebbero portare guadagni maggiori.

Dal resoconto annuale sulle minacce provenienti dalla criminalità organizzata su Internet si evince chela sicurezza dei dati e la consapevolezza degli utenti sono fondamentali per le aziende”. “Mentre è necessario anticipare le sfide che le nuove tecnologie, le leggi e l’innovazione criminale possono portare, non possiamo dimenticare ciò che ci lasciamo alle spalle”, ha spiegato Catherine De Bolle, direttrice esecutiva dell’Europol. “Nuove minacce continuano a emergere da vulnerabilità in processi e tecnologie già stabilite”, ha aggiunto. Il report, che è teso a fornire alla polizia e ai politici una panoramica sui trend del cybercrimine, fa anche riferimento al “sovraccarico di dati” nello sforzo di contrastare la diffusione di immagini riguardanti abusi su minori. Ci sono migliorie invece per quanto riguarda la tecnologia dei falsi “strutturati”, che permette di far dire o fare qualsiasi cosa a qualsiasi persona, il che potrebbe essere utilizzato proprio nei casi di “sfruttamento sessuale”sopracitati. La cooperazione tra le forze dell’ordine e i team che si occupano di sicurezza online è fondamentale per contrastare gli attacchi più comuni.

Nonostante il numero degli episodi sia in diminuzione, è cambiato il target di riferimento. Il ransomware (ricatto) rimane la minaccia più temibile ma nelle ultime campagne di sensibilizzazione il focus si è spostato sulle truffe tramite “posta aziendale”. Gli impiegati ricevono richieste di denaro da indirizzi mail dell’azienda per cui lavorano: “Lo scorso anno queste operazioni hanno fruttato circa un miliardo di dollari, sta diventando un fenomeno globale”, ha spiegato Craig Jones, direttore della sezione cybercrimini dell’Interpol.

Proprio un mese fa l’Europol ha arrestato i membri di una delle maggiori reti di contraffazione monetaria in Europa. Si tratterebbe della seconda cerchia più famosa del ‘Dark Web’, smantellata con l’arresto di cinque individui sospettati di aver falsificato denaro. L’operazione è stata condotta dalla polizia giudiziaria portoghese che ha portato al fermo dei sospetti. Ognuno di essi è stato accusato per i reati di contraffazione e criminalità organizzata. A maggio scorso, invece, era stata sgominata una delle più influenti organizzazioni cybercriminali dell’est Europa, che aveva colpito decine di migliaia di imprese tra l’America del Nord e il Vecchio continente. Gli undici individui avrebbero infettato più di 41 mila computer con un malware chiamato GozNym nel tentativo di rubare una cifra vicina ai 100 milioni di dollari da account bancari. Sono stati fermati all’interno di un’operazione congiunta tra le forze di polizia statunitensi e quelle europee, i procuratori hanno descritto la rete come “altamente strutturata”, in cui ogni membro aveva un compito specifico da eseguire.

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