K metro 0 – Washington – “Per l’Iran il tempo stringe. Farebbero meglio a decidere velocemente o di loro non rimarrà nulla”, ha scritto Donald Trump su Truth dopo aver parlato con il Premier israeliano Benjamin Netanyahu dell’Iran. “Il tempo è essenziale”, ha aggiunto il Presidente americano, con ampio uso di lettere maiuscole. Dopo il
K metro 0 – Washington – “Per l’Iran il tempo stringe. Farebbero meglio a decidere velocemente o di loro non rimarrà nulla”, ha scritto Donald Trump su Truth dopo aver parlato con il Premier israeliano Benjamin Netanyahu dell’Iran. “Il tempo è essenziale”, ha aggiunto il Presidente americano, con ampio uso di lettere maiuscole. Dopo il colloquio, Netanyahu ha riunito il gabinetto di sicurezza. Mentre Trump martedì si riunirà con il suo team di sicurezza nazionale nella ‘Situation Room’ della Casa Bianca per discutere delle opzioni per azioni militari contro l’Iran.
I media israeliani fanno trapelare che il Presidente americano e il Premier israeliano sono pronti a riprendere la guerra contro l’Iran. Ma, secondo l’emittente israeliana Channel 12, Trump continua a ritenere possibile un’intesa con l’Iran e si aspetta nei prossimi giorni una nuova proposta da Teheran. Il presidente americano non ha fissato una scadenza precisa per i negoziati, ma ha ribadito che, in caso di mancato accordo, gli Stati Uniti potrebbero ricorrere a “azioni militari dure”. “Se non verranno da noi con una offerta migliore, li colpiremo più duramente rispetto a quanto fatto finora”, ha dichiarato.
Da parte loro, i media iraniani riferiscono di nuove frizioni nei contatti indiretti tra Washington e Teheran. Secondo l’agenzia Fars, gli Stati Uniti avrebbero presentato una proposta articolata in cinque punti, chiedendo all’Iran di mantenere operativo un solo sito nucleare e di trasferire negli Usa le proprie scorte di uranio altamente arricchito. Una linea che Teheran considera irricevibile. L’agenzia Mehr parla apertamente di “stallo” nei negoziati, sostenendo che Washington starebbe cercando di ottenere al tavolo diplomatico ciò che “non è riuscita a ottenere durante la guerra”, senza offrire “alcuna concessione concreta”.
Il confronto tra Usa e Iran resta uno dei principali dossier internazionali affrontati da Trump anche durante la recente visita in Cina. Nei giorni scorsi il presidente america alla propostano ha discusso con Xi Jinping della guerra e del programma nucleare iraniano, sostenendo che Teheran “non può avere armi nucleari”.
Netanyahu continua a mantenere una linea dura sul nucleare iraniano. Negli ultimi giorni ha ribadito che l’obiettivo resta la rimozione completa del materiale arricchito e lo smantellamento delle capacità di arricchimento di Teheran.
Intanto si rafforzano anche gli equilibri diplomatici regionali. A Teheran il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato il presidente iraniano, in un colloquio durato quasi tre ore al palazzo presidenziale. All’incontro hanno partecipato anche il ministro dell’Interno e il ministro degli Esteri iraniani, a conferma dell’intensificarsi dei contatti tra Islamabad e Teheran.
Sul fronte interno iraniano, i media locali riferiscono inoltre che Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento e figura sempre più centrale nei colloqui con Washington, è stato nominato rappresentante speciale della Repubblica islamica per gli affari cinesi. Secondo l’agenzia Tasnim, avrà il compito di coordinare i rapporti strategici tra Iran e Cina, segnale del crescente peso di Pechino nella crisi regionale.













