K metro 0 – Modena – Visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni oggi all’ospedale Baggiovara di Modena dove sono ricoverati due dei feriti più gravi dell’incidente provocato ieri sabato 16 maggio da Salim El Koudri, 31 anni, che ha falciato con l’auto sette passanti, ferendone in modo grave 4. La visita
K metro 0 – Modena – Visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni oggi all’ospedale Baggiovara di Modena dove sono ricoverati due dei feriti più gravi dell’incidente provocato ieri sabato 16 maggio da Salim El Koudri, 31 anni, che ha falciato con l’auto sette passanti, ferendone in modo grave 4.
La visita è durata circa venti minuti. “Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente. Siamo consapevoli di ciò che fate ogni giorno”, ha detto il capo dello Stato all’equipe di medici che hann in cura i feriti. Mattarella e Meloni si sono poi recati a Bologna, all’ospedale Maggiore, per fare visita ad altri due feriti: si sono trattenuti circa 30 minuti nella struttura dove sono ricoverati una coppia di 55enni. Nel ringraziare i medici e il personale ospedaliero il capo dello Stato si è anche congratulato per “l’immediatezza dei soccorsi” e il “coordinamento tra ospedali”. Sempre con riferimento ai soccorsi, il presidente della Repubblica ha aggiunto: “È stata una prova di integrazione di diversi comportamenti – numerosi, ma tutti perfettamente integrati e coordinati”.
Meloni, dal canto suo, ha modificato il proprio viaggio istituzionale annullando la visita a Cipro per fare rientro in Italia e recarsi a Modena insieme a Mattarella. “Ciò che rende eroica una persona normale è l’istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio. Gli eroi, in fondo, non sono persone straordinarie: sono uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi. Ed è proprio in quella scelta, così umana e così luminosa, che una vita normale diventa esempio e lascia un segno destinato a restare. Grazie Luca”, ha scritto sui social, Meloni, postando le foto del suo abbraccio con Luca Signorelli, l’uomo intervenuto ieri per bloccare il giovane autore dell’investimento.
Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi “è giusto che l’autorità giudiziaria finisca di fare i suoi accertamenti, ma la componente psichiatrica di Salim El Koudri è storicamente molto evidente”. A gli chiede se si può totalmente escludere la matrice terroristica replica: “questo lo dirà l’autorità giudiziaria, ad oggi quello che è di maggiore evidenza è questa condizione personale di carattere psichiatrico”. Tra il 2022 e il 2024 l’uomo si sarebbe rivolto a strutture sanitarie locali per problemi psichici. Una precisazione che “non è un minimizzare” perché “quello che è successo non è certo tranquillizzante e non è certo bello. Però lasciamo che lavorare gli inquirenti, oggi c’è questa situazione di un disagio psichiatrico che è evidente” conclude il ministro Piantedosi.
Salim El Koudri non risponde a pm, il legale: “E’ confuso e frastornato”
“Confuso e frastornato”. Viene descritto così, dal suo legale Francesco Cottafava, Salim El Koudri. “Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ieri era confuso e frastornato e ha preferito non parlare davanti agli agenti, alla pm Monica Bombana e al procuratore Luca Masini”, spiega l’avvocato all’Adnkronos. Il legale è ancora in attesa degli atti e della fissazione dell’udienza di convalida che probabilmente sarà martedì mattina.
El Koudri “è nato a Bergamo nel ’95. Possiede una laurea in Economia aziendale e allo stato attuale è disoccupato: da anni vive a Ravarino. Al momento dell’arresto non era sotto sostanze psicotrope, quindi aveva una parvenza di lucidità. Già nel 2022 si era evidenziato per questa persona uno stato di alterazione psichica perché era stato attenzionato dal centro di salute mentale per disturbi schizoidi. E dopo questo primo periodo di osservazione presso il centro sanitario, però poi se ne erano perdute le tracce”, ha detto la prefetta di Modena Fabrizia Triolo in conferenza stampa.
“E’ stato in cura nei nostri centri di salute mentale perché aveva problemi di malattia schizoide, dopodiché è sparito dai radar e purtroppo si è ripresentato in queste forme, in modo drammatico e sciagurato” ha spiegato il sindaco Mezzetti.
Le telecamere fisse della zona a traffico limitato che corrono sopra il centro di Modena hanno immortalato in modo chiaro quanto accaduto nel pomeriggio di ieri. I frame mostrano l’utilitaria che arriva a velocità sostenuta e che colpisce i primi passanti che camminano accanto ai negozi sulla sinistra di via Emilia, quindi la marcia che prosegue per qualche metro prima dell’impatto contro altri pedoni e la vetrina di un negozio di abbigliamento. E’ qui che l’auto si è fermata ed è iniziata la breve fuga del guidatore, prima bloccato da due uomini, poi da altri cittadini.
Cosa è successo sabato a Modena
L‘auto è piombata all’improvviso sulla folla, falciando le persone che sabato pomeriggio poco prima delle 17 si trovavano in quel momento in via Emilia, nel centro di Modena. Sette persone sono state investite: i feriti gravi sono 4. Alla guida della Citroen C3 c’era Salim El Koudri, un 31enne italiano di origini marocchine, in passato è stato sottoposto a cure psichiatriche. I pm del gruppo antiterrorismo della Dda di Bologna stanno seguendo quanto avvenuto. I magistrati attendono gli esiti dei primi accertamenti delegati alla Digos dai quali si attendono chiarimenti sulle ragioni del gesto compiuto dall’uomo che ora è in stato di fermo ora e accusato di strage e lesioni aggravate.
L’auto ha finito la sua corsa contro una vetrina. Uscito dall’auto, il 31enne ha tirato fuori un coltello con cui ha ferito una delle persone che tentavano di bloccarlo. “E’ partita una collutazione. Mi sono arrivati due fendenti, uno al cuore e l’altro alla testa”, ha raccontato Luca Signorelli, spiegando di essere riuscito a evitare solo uno dei due colpi mentre ha riportato una ferita alla testa. Ha raccontato poi di avergli bloccato “il polso e l’ho neutralizzato”. In “4-5” persone hanno immobilizzato El Koudri, ha raccontato.
Sindaco Modena: “Non dava segnali di squilibrio evidenti”
Di recente “non aveva dato segno di squilibrio visibile e conviveva tranquillamente in paese”, ha affermato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti su Salim El Koudri. “Sentendo il sindaco e la comunità di Ravarino, tutti mi dicono che era un ragazzo normale, non so se aveva la patente o meno ma non sembrava ci fossero motivi. Adesso indagheranno e ci diranno nei prossimi giorni”, ha aggiunto il primo cittadino, presente all’ospedale di Baggiovara. Nel passato del 31enne non risulterebbero interventi di Tso.
Sindaca Ravarino: “Non era una persona nota”
“Il ragazzo non era noto né a me e neanche alle altre strutture: una famiglia che quindi ha condotto la propria esistenza personale, lavorativa e di crescita dei ragazzi come tante altre famiglie che non si affacciano alle istituzioni per qualche bisogno”, afferma all’Adnkronos Maurizia Rebecchi, sindaca di Ravarino, spiegando di non averlo conosciuto “neppure personalmente”.
“Fece un accesso al Centro di salute mentale nel 2022 è stato seguito dal Centro di salute mentale fino al 2024 poi si è allontanato dal percorso”, riferisce la prima cittadina aggiungendo di non aver avuto contatti, tra ieri e oggi, con la famiglia dell’uomo: “Non sarebbe stato opportuno – spiega – essendoci un’indagine ancora in corso e in evoluzione”.
“Ciò che ci sentiamo di esprimere, come comunità di Ravarino, è la vicinanza davvero più affettuosa e più sincera alle vittime di questo episodio che è stato di una gravità estrema e mai vista. Speriamo che possano superare queste ore così critiche soprattutto i feriti più gravi – continua – per il resto il ringraziamento va ai cittadini che sono intervenuti: ci danno la speranza che nella società ci sia ancora attenzione al prossimo e che la solidarietà sia ancora viva. Ovviamente un ringraziamento adesso va alle forze dell’ordine, al lavoro che stanno mettendo in campo perché vorremmo capire: è importante anche per dare giustizia e risposta a chi, in questo momento, si trova nei nosocomi a lottare con tra la vita e la morte”.
Le indagini
A quanto si apprende, nell’ambito delle indagini sono stati sequestrati diversi dispositivi elettronici e il cellulare ma al momento non sono stati ancora analizzati dagli investigatori. Al momento non ci sarebbe nessuna evidenza che possa far ricondurre il gesto ad un atto di matrice terroristica o di radicalizzazione e per questo motivo la competenza dell’indagine resta alla procura di Modena.
Sono “chiare ed evidenti le precise volontà di porre in pericolo l’incolumità pubblica e non solo la vita delle singole persone offese, in una via del centro cittadino e in un ambito spazio-temporale privo di soluzione di continuità”, ha detto il procuratore di Modena Luca Masini. “L’orario scelto era di massima presenza per cittadini, avventori di esercizi commerciali e pertanto colpiti in maniera indiscriminata, indeterminata e deliberata dal prevenuto”, ha aggiunto.
“Sono in corso indagini al fine di individuare il movente della condotta”.
“All’esito dei primi accertamenti e in particolare dell’acquisizione delle telecamere di sorveglianza cittadine e private, delle dichiarazioni rese dai testimoni presenti sul luogo dell’investimento e dell’esito delle perquisizioni effettuate presso l’abitazione dell’indagato, nonché dell’acquisizione della documentazione sanitaria trasmessa dai nosocomi”, il pm titolare con il procuratore del fascicolo ha disposto il decreto di fermo nei confronti del 31enne contestando i delitti di strage e lesioni aggravate dall’uso di arma.
I feriti
Una donna in pericolo di vita e altri tre passanti ricoverati in prognosi riservata. E’ l’ultimo bollettino medico. La paziente, una donna di 55 anni presenta diversi traumi: le sue condizioni sono in lieve miglioramento “ma restano critiche e resta il pericolo di vita”. L’uomo, anche lui di 55 anni con diversi traumi, è stabile, “non più in immediato pericolo di vita”. La direzione ospedaliera del Maggiore ha attivato immediatamente una equipe di psicologi a supporto dei familiari.
Ancora ricoverati all’Ospedale civile di Baggiovara (Modena) una donna di 69 anni, operata nelle scorse ore, definita “grave ma stabile”; una donna di 53 anni sottoposta “a plurimi interventi chirurgici, le cui condizioni sono gravi”. Per entrambe la prognosi resta riservata. Un italiano di 59 anni, con trauma facciale, ha passato la notte in osservazione in Medicina d’Urgenza, per lui la prognosi è di 30 giorni. Sono stati invece tutti dimessi dal Pronto soccorso del Policlinico di Modena: una ragazza di 22 anni con trauma cranico (10 giorni di prognosi), un uomo di 30 anni con attacco di panico (2 giorni di prognosi) e un uomo di 47 anni con ferita da taglio (7 giorni di prognosi). L’equipe di psicologi è stata attivata non solo per feriti e familiari, ma anche per chi ha assistito all’incidente.













