Banca d’Italia: “Cresce l’economia della Lombardia, ma pesa l’incertezza geopolitica”

Banca d’Italia: “Cresce l’economia della Lombardia, ma pesa l’incertezza geopolitica”

K metro 0 – Milano – Nel 2025 e nei primi mesi del 2026 l’economia della Lombardia ha continuato a crescere (0,7 per cento) appena sopra la media nazionale, così come cresce l’occupazione, ma l’incertezza geopolitica pesa sulle prospettive a breve termine. Sia per le famiglie sia per le imprese. E malgrado le retribuzioni in

K metro 0 – Milano – Nel 2025 e nei primi mesi del 2026 l’economia della Lombardia ha continuato a crescere (0,7 per cento) appena sopra la media nazionale, così come cresce l’occupazione, ma l’incertezza geopolitica pesa sulle prospettive a breve termine. Sia per le famiglie sia per le imprese. E malgrado le retribuzioni in Lombardia siano più elevate rispetto alla media italiana, sia per il maggiore numero di ore lavorate sia per le retribuzioni orarie più alte il gap del maggior costo della vita vanifica questa situazione di primazia. Nonostante un reddito pro capite più elevato della media italiana, infatti, l’incidenza delle situazioni di disagio economico e le disparità nei livelli di consumo delle famiglie sono simili a quelle delle altre regioni. E nel 2023 le retribuzioni reali dei lavoratori dipendenti erano ancora inferiori a quelle del 2008. È quanto emerge dal rapporto “L’economia della Lombardia” presentato dalla Banca d’Italia a Milano che sottolinea come il costo della vita in regione sia più elevato che nel resto del Paese.

In questo periodo è inoltre aumentata la dispersione tra le retribuzioni reali delle imprese della regione: le retribuzioni reali più elevate sono cresciute, mentre quelle delle fasce bassa e intermedia sono diminuite. Comunque i mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni hanno accelerato (3,8 per cento), in connessione con l’incremento delle compravendite di immobili residenziali. Anche il credito al consumo ha continuato a espandersi (+ 6,1 per cento). Sul tema casa, il rapporto della Banca d’Italia ha acceso anche una luce su Milano, in particolare per quanto riguarda gli affitti. Nell’ultimo decennio, in Europa, la crescita dei canoni di locazione è risultata particolarmente accentuata nei grandi centri urbani, in seguito sia alla pressione della domanda generata dalla concentrazione dell’occupazione in queste città. In Italia, Milano si distingue per una crescita dei canoni di locazione più rapida rispetto alle altre aree metropolitane, seppure allineata a quella di alcune città europee come Londra, Dublino e Lisbona. Tra il 2019 e il 2024 il canone medio mensile delle nuove locazioni è aumentato del 33 per cento a Milano, contro incrementi di circa il 20 per cento a Roma, Napoli e Torino.

Per quanto riguarda gli occupati, il loro numero è cresciuto di circa 30 mila unità (0,6 per cento) e il tasso di disoccupazione è sceso al tre per cento, ma anche in questo caso, è una situazione di luci ed ombre: tra il 2009 e il 2025 il numero di persone in età lavorativa è cresciuto complessivamente dell’1,7 per cento, a fronte di un calo per l’Italia. Vi hanno contribuito i flussi di lavoratori provenienti dall’estero, occupati soprattutto in professioni non qualificate. Inoltre la composizione della forza lavoro si è spostata verso le coorti più anziane, riflettendo l’invecchiamento della popolazione e l’allungamento dell’età lavorativa. L’occupazione giovanile è cresciuta soprattutto nei servizi ad alta intensità di conoscenza. Il tasso di occupazione tra i laureati è stato dell’86,0 per cento, un valore notevolmente più elevato rispetto a quello di chi possiede un diploma o la sola licenza media (rispettivamente 74,4 e 52,6 per cento).

Tra i residenti con cittadinanza straniera il tasso di occupazione è stato pari al 65,3 per cento, a fronte del 70,3 per cento per quelli con cittadinanza italiana. Le ore lavorate per addetto sono aumentate dell’1,8 per cento, anche per la riduzione della quota di occupati in part-time, scesa al 15,4 per cento. Il 6,5 per cento del totale degli occupati ha svolto un’attività a tempo parziale non avendo trovato un’alternativa a tempo pieno (part-time involontario). Nella media del 2025 il tasso di occupazione in Lombardia è salito al 69,6 per cento (62,5 in Italia). Il divario di genere è aumentato lievemente (da 14 a 14,6 punti percentuali nel 2025), pur rimanendo inferiore a quello italiano (17,4).

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