K metro 0 – Cagliari – Un viaggio dove il tempo sembra fermarsi e ogni luogo diventa una pagina di storia. È il racconto dell’esperienza vissuta alla scoperta dell’Anglona-Coros, un territorio della Sardegna nord-occidentale capace di custodire un patrimonio culturale straordinario fatto di archeologia, tradizioni, paesaggi e memoria. L’itinerario ci ha condotto tra i borghi
K metro 0 – Cagliari – Un viaggio dove il tempo sembra fermarsi e ogni luogo diventa una pagina di storia. È il racconto dell’esperienza vissuta alla scoperta dell’Anglona-Coros, un territorio della Sardegna nord-occidentale capace di custodire un patrimonio culturale straordinario fatto di archeologia, tradizioni, paesaggi e memoria.
L’itinerario ci ha condotto tra i borghi di Sedini, Perfugas e Ossi, comuni in provincia di Sassari, seguendo il fascino delle Domus de Janas, (letteralmente casa delle fate), le antiche tombe scolpite nella roccia con oltre 5.000 anni di storia.
Il progetto si inserisce nelle attività di promozione e comunicazione dello sviluppo territoriale “Anglona-Coros. Terre di tradizioni”, nato con l’obiettivo di valorizzare e rendere sempre più accessibile un patrimonio culturale unico attraverso un sistema integrato di luoghi, racconti e strumenti innovativi.
La prima tappa del viaggio è Sedini, dove il passato emerge dalla pietra con la straordinaria Domus de Janas “La Rocca”, uno dei monumenti più suggestivi della regione. Un enorme masso calcareo scavato dall’uomo nel Neolitico recente per realizzare una necropoli, trasformato nei secoli in spazio abitativo e oggi custode di una memoria millenaria.

Originariamente l’accesso all’ipogeo avveniva a sud attraverso un altro masso calcareo, ora rotolato più a valle e ancora visibile. Nel medioevo la tomba è stata modificata con vari interventi, sono stati scavati altri ambienti e un focolare. Nell’Ottocento sono stati fatti interventi più radicali e invasivi: la roccia è stata utilizzata come cava da cui trarre mattoni e da tale attività di sventramento sono rimasti ambienti ampi e perfettamente abitabili, sia scavati totalmente nella roccia sia integrati con murature e solai; tali ambienti sono disposti su due piani. Il complesso si presenta quindi, oggi, come una serie di ambienti di varie epoche ricavati nella roccia viva per un totale di 129 mq distribuiti su tre livelli. Tutte le trasformazioni che ha subito nel corso dei secoli l’hanno resa parte viva del paese: è stata prigione, luogo di ricovero per animali, negozio, sede di partito e abitazione privata fino al 1985. La Domus ospita il Museo Etnografico “Tradizioni popolari dell’Anglona”, un percorso che racconta la vita quotidiana delle comunità locali attraverso strumenti, oggetti, utensili e testimonianze del mondo agro-pastorale.
Il viaggio prosegue alla scoperta delle testimonianze medievali di Sedini. Nella vallata del rio Silanis si trova la chiesa di San Nicola, una delle più importanti espressioni dell’architettura romanica in Sardegna.

Costruita prima del 1122, colpisce per la straordinaria lavorazione della pietra e per la purezza delle forme architettoniche. La chiesa di San Pancrazio conserva invece la memoria di un antico monastero del XII secolo e rappresenta un’altra preziosa testimonianza della storia religiosa del territorio.
Il cammino prosegue ad Ossi, alla necropoli di Mesu e Montes (patrimonio Unesco), situata nel nord Sardegna, un sito archeologico straordinario che ci riporta all’età del bronzo. Comprende 18 tombe ipogeiche pluricellulari scavate nella roccia, celebri per le complesse strutture architettoniche e per la presenza di decorazioni come protomi taurine. Queste camere sepolcrali erano spesso utilizzate per accompagnare i defunti nel loro viaggio nell’aldilà e contenevano anche i loro beni.
A pochi passi dalla storia più antica si incontra la civiltà nuragica con il sito di Sa Mandra ’e Sa Giua, dove il nuraghe e il villaggio di capanne raccontano la vita di una delle culture più affascinanti del Mediterraneo. Tra gli ambienti più suggestivi spicca la “Casa del pane”, una struttura che testimonia il ruolo centrale del pane nella vita comunitaria, non solo come alimento ma come elemento culturale e identitario. È stato trovato un antico forno utilizzato per la produzione del pane, con una valenza sia alimentare sia rituale. Il racconto continua nel Museo Etnografico del Palazzo Baronale, dove strumenti di lavoro, antichi mestieri, come panificazione, tessitura e attività artigianali restituiscono la memoria quotidiana della comunità.

Ultima, ma non per importanza è Perfugas con la visita al MAP, Museo Archeologico Paleobotanico. Dai fossili della foresta pietrificata, risalente a circa 18 milioni di anni fa, fino ai reperti delle prime comunità umane, il museo accompagna il visitatore attraverso le diverse epoche del territorio. Tra le testimonianze più importanti la Dea Madre con Bambino, simbolo della spiritualità delle comunità preistoriche, e il Pozzo Sacro Predio Canopoli, uno dei più importanti luoghi di culto nuragici dedicati all’acqua.
La visita si conclude con il Retablo di San Giorgio, custodito nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Un’opera monumentale del XVI secolo, alta oltre otto metri e composta da 52 tavole lignee dipinte, straordinaria testimonianza dell’arte gotico-aragonese in Sardegna.
Giunti alla fine di questo straordinario viaggio nell’Anglona-Coros, un doveroso ringraziamento va all’agenzia Prima Idea di Cagliari, realtà che opera nel mondo dei servizi rivolti al pubblico e al privato, con attività che spaziano dalla progettazione tecnica alla comunicazione, contribuendo alla valorizzazione e alla promozione di territori, progetti e patrimoni culturali.
Che dire, un viaggio che lascia il segno e che racconta una terra dove la storia non è solo memoria, ma anche futuro.














