K metro 0 – Astana – È entrata in vigore oggi, primo luglio, la nuova Costituzione del Kazakhstan, approvata con referendum popolare il 15 marzo scorso. Il nuovo testo, alla cui stesura ha personalmente contribuito il presidente Kassym-Jomart Tokayev, è stato approvato dall’87,15 per cento dei votanti. Si tratta della prima Costituzione nella storia del Paese
K metro 0 – Astana – È entrata in vigore oggi, primo luglio, la nuova Costituzione del Kazakhstan, approvata con referendum popolare il 15 marzo scorso. Il nuovo testo, alla cui stesura ha personalmente contribuito il presidente Kassym-Jomart Tokayev, è stato approvato dall’87,15 per cento dei votanti. Si tratta della prima Costituzione nella storia del Paese adottata tramite consultazione referendaria diretta. Il documento è composto da un preambolo, undici sezioni e centoquattro articoli, e introduce un impianto imperniato sui diritti dei cittadini, sui principi di giustizia e fiducia e sullo sviluppo di quello che viene definito un “Kazakhstan giusto”. Per attuare la riforma sono state adottate diverse leggi costituzionali, tra cui quelle sul presidente della Repubblica, sul Congresso (Qurultay) e sullo status dei suoi deputati, sul Consiglio del popolo del Kazakhstan, sullo status della capitale e sulla struttura amministrativo-territoriale, oltre a modifiche alla legge costituzionale sulle elezioni. La riforma più rilevante riguarda il potere legislativo: da oggi il parlamento bicamerale, composto da Senato e Majilis, cessa di esistere e viene sostituito dal Congresso, massimo organo rappresentativo dello Stato, formato da 145 deputati eletti per cinque anni con sistema proporzionale in un unico collegio nazionale.
L’organo sarà guidato da un presidente affiancato da tre vicepresidenti eletti dai deputati stessi. Può candidarsi a deputato qualsiasi cittadino kazakho di almeno venticinque anni residente nel Paese negli ultimi dieci anni. Al Congresso sono attribuiti poteri più ampi rispetto al precedente parlamento, tra cui le consultazioni sui candidati al governo, la relazione annuale del primo ministro sull’attività dell’esecutivo e la facoltà di promuovere una mozione di sfiducia all’esecutivo, oltre al consenso su nomine quali il vicepresidente, il primo ministro, i giudici della Corte costituzionale, i membri della Commissione elettorale centrale e della Camera suprema di controllo. La legge sul presidente della Repubblica introduce inoltre la nuova carica di vicepresidente, il cui candidato è nominato dal capo dello Stato con il consenso del Congresso. Restano invariati i vincoli già in vigore sulla presidenza, incluso il mandato unico di sette anni senza possibilità di rielezione.
Viene infine istituito il Consiglio del popolo del Kazakhstan, nuovo organo consultivo supremo composto da 126 membri in rappresentanza della società civile, delle organizzazioni non governative, delle associazioni etno-culturali e dei consigli pubblici, che assorbe le funzioni della disciolta Assemblea del popolo del Kazakhstan e dispone del diritto di iniziativa legislativa. Le elezioni per il primo Congresso si terranno il 23 agosto, come stabilito con decreto dal presidente Tokayev, che ha definito la nuova Costituzione un pilastro della statualità e della sovranità del Paese. L’entrata in vigore della Costituzione avvia formalmente la campagna elettorale. I partiti si stanno adeguando al nuovo quadro costituzionale: il partito Amanat ha deciso di fondersi con Adilet, mentre Ak Zhol ha eletto Daniya Yespayeva alla presidenza dopo le dimissioni di Azat Peruashev.













