L’impegno per un’acqua più pulita in Danimarca mobilita gli agricoltori

L’impegno per un’acqua più pulita in Danimarca mobilita gli agricoltori

K metro 0 – Copenaghen – Il settore agricolo si mobilita dopo che Copenaghen ha introdotto nuove norme su azoto e pesticidi. La principale organizzazione degli agricoltori danesi convocherà infatti in giornata un’assemblea generale per discutere delle proposte di regolamentazione relative ai fertilizzanti e ai pesticidi, che secondo l’organizzazione sono state elaborate in modo affrettato

K metro 0 – Copenaghen – Il settore agricolo si mobilita dopo che Copenaghen ha introdotto nuove norme su azoto e pesticidi. La principale organizzazione degli agricoltori danesi convocherà infatti in giornata un’assemblea generale per discutere delle proposte di regolamentazione relative ai fertilizzanti e ai pesticidi, che secondo l’organizzazione sono state elaborate in modo affrettato e potrebbero causare perdite economiche agli agricoltori.

Il Consiglio danese per l’agricoltura e l’alimentazione contesta così ai politici i due progetti di legge. Il primo modificherebbe il modo in cui sono misurate le emissioni di azoto. Anziché essere regolamentati in base alla quantità di fertilizzante applicata ai propri campi, gli agricoltori dovrebbero rispettare un limite fisso sulla quantità di azoto che raggiunge effettivamente i corsi d’acqua, basato su una quota annuale di emissioni e su un limite di lisciviazione di base. Tutto questo per bonificare le acque del Paese scandinavo e adempiere agli obblighi previsti dalla Direttiva quadro sulle acque dell’UE, come si legge sul sito web del governo. Le norme entreranno in vigore a gennaio 2027.

Si tratta in dettaglio di limiti alle emissioni di azoto nei corsi d’acqua e del divieto d’irrorazione di pesticidi nelle aree vulnerabili di ricarica delle falde acquifere. Il Parlamento voterà giovedì 3 settembre sulle nuove norme relative all’azoto. La controversia sta così facendo incrinare il consenso raggiunto dallo storico “Accordo 2024 per una Danimarca verde”, che ha riunito agricoltori, governo, industria e gruppi ambientalisti attorno all’obiettivo comune di rendere l’agricoltura danese più sostenibile.

Una controversia che arriva inoltre dopo che, a giugno, la Danimarca è diventata l’unico paese dell’UE senza un ministero dedicato all’agricoltura, lasciando il settore senza un ministro specifico al tavolo del Consiglio dei ministri. Al suo posto è stato istituito un Ministero per la natura e il benessere degli animali, segnalando così una svolta ecologica e un approccio più rigoroso nei confronti dell’importante settore suinicolo del Paese. Il cambiamento ha fatto seguito a una campagna elettorale in cui l’impatto ambientale della grande industria suinicola del paese è stato uno dei temi principali.

Tornando alla controversia in ballo, il Consiglio danese per l’agricoltura e l’alimentazione sostiene che la scadenza sia troppo ravvicinata. “Gli agricoltori stanno attualmente seminando colture che incideranno direttamente sulla loro capacità di conformarsi alle norme a partire da gennaio”, ha dichiarato un portavoce a Euractiv. Sulla seconda legge, inoltre, l’organizzazione degli agricoltori sostiene che gli strumenti esistenti siano sufficienti, e sottolinea che la mappatura delle aree interessate dalla legge non è ancora completa. Il ché solleva preoccupazioni riguardo al risarcimento per i coltivatori. L’ONG ambientalista con sede a Bruxelles, l’Ufficio europeo per l’ambiente, ha elogiato la Danimarca come esempio di politica ambiziosa basata su un dialogo costruttivo tra agricoltori ed esperti ambientali.

Un portavoce ha affermato che questo approccio è stato “reso possibile grazie a un dialogo costruttivo e inclusivo tra agricoltori ed esperti ambientali, dal quale è emerso che tutti noi vogliamo la stessa cosa: affrontare l’inquinamento da azoto”. L’organizzazione spera che il conflitto non modifichi questa rotta. “Data la portata del problema, non c’è da stupirsi che lungo il percorso sorgano delle difficoltà, ma è fondamentale che la Danimarca mantenga la rotta” ha affermato.

L’ONG ha così sottolineato che l’inquinamento da azoto è stato descritto dall’ONU come uno dei problemi più urgenti a livello mondiale, in quanto danneggia la qualità dell’aria e dell’acqua, altera gli ecosistemi e

contribuisce alle emissioni di gas serra. “Gli agricoltori danesi hanno contribuito a definire l’Accordo tripartito proprio perché hanno riconosciuto questa realtà”, ha sottolineato il portavoce. “Ora contiamo su di loro per mantenere questo approccio pragmatico e costruttivo al fine di trovare soluzioni per la sua attuazione”.

di Sandro Doria

Condividi su:
Condividi:

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa



Condividi su: