Ucraina, Putin: “Sforzi in atto per porre fine al conflitto”

Ucraina, Putin: “Sforzi in atto per porre fine al conflitto”

K metro 0 – Mosca – La Russia è impegnata in sforzi per portare a conclusione alla guerra in Ucraina, parola di Vladimir Putin. Il presidente russo si è espresso così nel suo incontro a Bishek con il Premier indiano Narendra Modi. In risposta alla richiesta di Modi di risolvere in modo pacifico tutti i

K metro 0 – Mosca – La Russia è impegnata in sforzi per portare a conclusione alla guerra in Ucraina, parola di Vladimir Putin. Il presidente russo si è espresso così nel suo incontro a Bishek con il Premier indiano Narendra Modi. In risposta alla richiesta di Modi di risolvere in modo pacifico tutti i problemi, Putin ha detto: “stiamo andando esattamente in questa direzione”. Nelle stesse ore, esplosioni sono state udite nella capitale ucraina Kiev durante un attacco di droni, come riferiscono fonti locali. Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato su Telegram che le forze di difesa aerea sono impegnate nella capitale per contrastare l’attacco, invitando la popolazione a rimanere al sicuro.

Zelensky sente Witkoff e Kushner

Da parte sua il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato di aver avuto una conversazione telefonica “approfondita e costruttiva” con i due inviati americani, Steve Witkoff e Jared Kushner. “È importante sottolineare che il dialogo tra le squadre negoziali degli Stati Uniti e dell’Ucraina prosegue senza sosta e ora stiamo discutendo per fissare le date della visita in Ucraina”, ha spiegato Zelensky in un post su X, precisando che la missione di Witkoff e Kushner sarebbe “estremamente utile per mettere a punto soluzioni per la pace”.

L’analisi dell’Economist

Diversa l’analisi dell’Economist, secondo il quale Putin ha deciso, dopo aver riflettuto alcune settimane, di procedere con una escalation degli attacchi contro l’Ucraina. Ma solamente “per ragioni interne, per mantenere il potere e anche la vita”. Il presidente russo “cerca di spiegare i suoi obiettivi usando il linguaggio della geopolitica ma di fatto è guidato dalla logica criminale del suo regime: mai mostrare debolezza. Il sistema ha una elevata tolleranza per la violenza, ma non perdona il fallimento”, come sarebbe considerato in Russia porre fine alla guerra senza aver raggiunto neanche l’obiettivo minimale della conquista del Donbass. Putin aveva confessato al suo entourage, già a operazione speciale in corso, che “lo avrebbero impiccato” se non avesse concluso la guerra con un risultato positivo.

La visita di John Ratcliffe a Mosca è stata considerata, proprio come quella del suo predecessore al vertice della Cia, Bill Burns nel novembre del 2021, come un segno di debolezza da parte degli Stati Uniti, spiegano le fonti del settimanale britannico. Il problema del Cremlino è semmai l’erodersi del sostegno pubblico, in particolare quello non espresso, per la guerra, la fiducia nella propaganda in tv, l’aumento dei commenti anti guerra sui social da parte dei giovani (il 57 per cento dei russi considera la situazione come “tesa”, è emerso da un sondaggio di Levada) e l’ancora più pronunciata acrimonia delle élite per il prolungarsi della guerra.

Si ritiene sempre di più che lo zar sia nudo“, ha riassunto una fonte della nomenklatura politica ed economica del Paese. E in questa situazione, andare avanti con lo status quo non funziona. “Scenari trascinati dall’inerzia sono svantaggiosi per il Cremlino. Consumano risorse economiche e sprecano capitale politico”. Per questo, l’escalation del conflitto è considerata da Putin come l’unica alternativa in questo momento. Come per l’orca predare l’orso, che è però solo il frutto della fantasia del presidente russo.

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