K metro 0 – Kabul – Le condizioni sanitarie dei bambini afghani continuano a sollevare preoccupazione a causa anzitutto della drastica diminuzione degli aiuti esteri, dovuta anche alla distanza dei governi occidentali dal nuovo governo talebano dopo la presa del potere nel 2021, che ha colpito soprattutto la fascia più fragile della popolazione. Malnutrizione e
K metro 0 – Kabul – Le condizioni sanitarie dei bambini afghani continuano a sollevare preoccupazione a causa anzitutto della drastica diminuzione degli aiuti esteri, dovuta anche alla distanza dei governi occidentali dal nuovo governo talebano dopo la presa del potere nel 2021, che ha colpito soprattutto la fascia più fragile della popolazione. Malnutrizione e carenza di assistenza medica si sono aggravate, mettendo a rischio la salute dei più giovani. Secondo un rapporto dell’UNICEF, in Afghanistan circa 3,7 milioni di bambini sotto i 5 anni sono esposti a un rischio maggiore di malnutrizione.
Un reportage dell’emittente britannica ITV News racconta la storia di Hasanat, una bambina di sei mesi in condizioni di salute gravemente precarie. Il servizio mostra il corpicino di Hasanat sdraiato immobile sul cuscino, mentre respira con fatica accanto alla madre, Zainab. La bambina era appena uscita dall’ospedale perché la sua famiglia poteva permettersi solo cinque dei 21 giorni di cure di cui aveva bisogno. I medici avevano avvertito la madre che quella decisione avrebbe potuto costare la vita alla figlia.
Zainab racconta di aver lavorato per Save the Children, dove offriva consulenze alle famiglie su come crescere figli sani. Quando i Talebani hanno preso il potere nel 2021, la donna ha perso il lavoro e ora anche suo marito è disoccupato. “Allora insegnavo ai bambini e avevo un reddito, c’erano aiuti stranieri e assistenza governativa e sono riuscita a salvare i figli di molte persone”, ha raccontato la madre di Hasanat. “Ora non ho più nulla per salvare mia figlia.”
La situazione di Zainab mostra alcuni degli aspetti che hanno contribuito al peggioramento delle condizioni della società afghana. Gli aiuti esteri sono diminuiti di oltre il 70%, passando da circa 7 miliardi di dollari a meno di 2 miliardi. La diffidenza dei governi occidentali verso i Talebani ha infatti contribuito alla diminuzione degli aiuti e all’allontanamento di organizzazioni benefiche e imprese internazionali, che offrivano posti di lavoro agli afghani.
La disoccupazione è aumentata enormemente nel Paese. Inoltre, terremoti, alluvioni e siccità hanno fatto salire i prezzi dei generi alimentari, rendendo la malnutrizione ancora più diffusa. In Afghanistan la maternità è una delle condizioni più rischiose al mondo a causa di un tasso di mortalità materno-infantile tra i più alti del pianeta, aggravato da crisi umanitaria, restrizioni e carenza di personale medico femminile. Le donne in Afghanistan comunque, continuano a incontrare gravi ostacoli nell’accesso alle cure durante gravidanza, parto e periodo postnatale.
L’UNICEF continua a operare in Afghanistan, fornendo assistenza attraverso 15.500 centri sanitari per contrastare la malnutrizione. Il loro lavoro è fondamentale. Nonostante ciò, 100 centri sono stati chiusi per mancanza di fondi.
Tajudeen Oyewale, Rappresentante dell’UNICEF in Afghanistan, ha dichiarato che “quasi il 40% dei bambini ricoverati in ospedale con grave deperimento e complicazioni mediche ha meno di sei mesi”. Oyewale ha affermato: “I bambini sotto i due anni rappresentano oltre l’80% dei casi di malnutrizione acuta grave che stiamo registrando in tutto il Paese”.
“Non dobbiamo dimenticare che i bambini dell’Afghanistan non hanno alcun ruolo nella situazione politica di questo Paese”, ha dichiarato invece Daniel Timme, responsabile delle attività di sensibilizzazione e comunicazione per conto dell’UNICEF. “Stanno soffrendo, hanno bisogno del nostro aiuto e chiediamo alla comunità internazionale di non dimenticare i bambini dell’Afghanistan”.













