Ad agosto il prestito pubblico sale a 18,3 miliardi di sterline. Lo scostamento dai piani pesa sulle scelte di ottobre, anche se il totale dell’anno resta inferiore a quello del 2025. K metro 0 – Londra – Il margine di manovra del governo britannico si è ristretto ancora prima della presentazione del bilancio. Ad agosto
Ad agosto il prestito pubblico sale a 18,3 miliardi di sterline. Lo scostamento dai piani pesa sulle scelte di ottobre, anche se il totale dell’anno resta inferiore a quello del 2025.
K metro 0 – Londra – Il margine di manovra del governo britannico si è ristretto ancora prima della presentazione del bilancio. Ad agosto il settore pubblico ha preso in prestito 18,3 miliardi di sterline: 2,9 miliardi più di un anno fa e 3,5 miliardi oltre quanto previsto dall’Office for Budget Responsibility. I numeri, pubblicati il 22 settembre dall’Office for National Statistics (ONS), arrivano mentre il cancelliere dello Scacchiere John Healey prepara le decisioni da annunciare il 28 ottobre.
Il dato del mese non racconta però tutta la storia. Nei primi cinque mesi dell’anno finanziario, da aprile ad agosto, il prestito accumulato ammonta a 77,3 miliardi di sterline. È superiore di 8,1 miliardi alla previsione ufficiale, ma inferiore di 2,2 miliardi al totale registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. I conti stanno quindi andando peggio del percorso programmato, senza aver ancora superato il livello complessivo di un anno fa. Sono due fatti da tenere insieme per capire la pressione sul bilancio senza ingigantirla.
L’ONS stima che a fine agosto il debito pubblico netto fosse pari al 93,8% del prodotto interno lordo. Il rapporto è sceso rispetto a dodici mesi prima, pur restando su livelli che l’istituto paragona a quelli dei primi anni Sessanta. Le statistiche possono inoltre cambiare con l’arrivo di nuovi dati: nella stessa pubblicazione, l’ONS ha rivisto verso l’alto di 2,3 miliardi il prestito stimato fino a luglio. È un promemoria utile quando si cercano conclusioni definitive in una singola rilevazione mensile.
La difficoltà per Healey sarà tradurre questi numeri in un bilancio credibile. Reuters riferisce che i rendimenti dei titoli di Stato sono saliti moderatamente all’apertura dopo i dati. La viceministra Emma Reynolds ha ribadito l’impegno a rispettare le regole fiscali. Fra quell’impegno e le misure necessarie per mantenerlo c’è però una scelta politica che il governo deve ancora comunicare. Parlare già di aumenti delle imposte o tagli decisi sarebbe anticipare fatti che non ci sono.
La pubblicazione dell’ONS rende più chiara la domanda alla quale il bilancio di ottobre dovrà rispondere: come finanziare le priorità del governo se le entrate e le uscite continuano ad allontanarsi dalle previsioni? Il dato di agosto non fornisce la risposta. Rende soltanto più difficile rimandarla.













