Somalia, allarme fame: migliaia di sfollati rischiano la carestia entro fine anno

Somalia, allarme fame: migliaia di sfollati rischiano la carestia entro fine anno

L’IPC avverte sul deterioramento della crisi alimentare. Inondazioni, conflitti e riduzione degli aiuti minacciano soprattutto gli sfollati di Baidoa. K metro 0 – Mogadiscio – La crisi alimentare in Somalia rischia di aggravarsi ulteriormente negli ultimi mesi dell’anno, con migliaia di sfollati nel sud-ovest del Paese esposti, nello scenario peggiore, al rischio di carestia. L’allarme

L’IPC avverte sul deterioramento della crisi alimentare. Inondazioni, conflitti e riduzione degli aiuti minacciano soprattutto gli sfollati di Baidoa.

K metro 0 – Mogadiscio – La crisi alimentare in Somalia rischia di aggravarsi ulteriormente negli ultimi mesi dell’anno, con migliaia di sfollati nel sud-ovest del Paese esposti, nello scenario peggiore, al rischio di carestia. L’allarme arriva dall’ultimo rapporto dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), pubblicato il 23 settembre.

Secondo l’analisi, circa 5,1 milioni di persone si trovano attualmente in condizioni di insicurezza alimentare acuta di livello “Crisis” o superiore. Tra ottobre e dicembre il numero potrebbe salire a 5,4 milioni, mentre circa 1,5 milioni di persone sono previste nella fase “Emergency”. Particolarmente critica la situazione a Baidoa, nella regione di Bay, dove quasi 26.000 sfollati interni potrebbero raggiungere la fase IPC 5, definita “Catastrophe”.

L’IPC precisa tuttavia che questo non equivale a una dichiarazione di carestia. Il rischio emergerebbe nello scenario peggiore, qualora le piogge associate a El Niño provocassero inondazioni più gravi del previsto, nuovi sfollamenti e ulteriori difficoltà nell’accesso agli aiuti umanitari.

Baidoa ospita centinaia di migliaia di persone costrette ad abbandonare le proprie case a causa dei conflitti e della fame. La situazione è aggravata dalla combinazione di siccità precedenti, precipitazioni irregolari, insicurezza, prezzi elevati degli alimenti e riduzione dei finanziamenti umanitari.

Preoccupa anche la malnutrizione. L’IPC stima che tra luglio 2026 e giugno 2027 circa 1,92 milioni di bambini tra sei mesi e cinque anni soffriranno o rischieranno di soffrire di malnutrizione acuta, insieme a 157.000 donne incinte o in allattamento.

L’organizzazione chiede un immediato rafforzamento degli interventi alimentari, sanitari e nutrizionali e delle forniture di acqua potabile nelle aree più vulnerabili, oltre a misure preventive nelle zone esposte alle inondazioni.

La Somalia aveva già sperimentato una devastante carestia nel 2011. Oggi l’allarme dell’IPC punta soprattutto a evitare che l’attuale deterioramento raggiunga nuovamente quella soglia.

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