K metro 0 – Bruxelles – L’Unione europea prepara nuove restrizioni all’ingresso dei cittadini russi, mentre resta aperta la questione dei cosiddetti «passaporti d’oro», le cittadinanze ottenute in passato attraverso programmi di investimento. La differenza tra le regole applicate ai titolari di passaporto russo e quelle riservate a chi possiede una seconda cittadinanza alimenta il
K metro 0 – Bruxelles – L’Unione europea prepara nuove restrizioni all’ingresso dei cittadini russi, mentre resta aperta la questione dei cosiddetti «passaporti d’oro», le cittadinanze ottenute in passato attraverso programmi di investimento. La differenza tra le regole applicate ai titolari di passaporto russo e quelle riservate a chi possiede una seconda cittadinanza alimenta il dibattito sull’efficacia delle misure adottate da Bruxelles.
Oggi, la Commissione europea ha confermato che sono allo studio ulteriori interventi sui visti. Il portavoce Markus Lammert ha ricordato che l’Unione ha già limitato il rilascio dei permessi di ingresso multipli e sta preparando nuovi provvedimenti.
La stretta risale al novembre 2025, quando Bruxelles ha stabilito che i cittadini russi non possono più ottenere, in via ordinaria, visti Schengen per ingressi multipli. Devono quindi presentare una nuova domanda per ogni viaggio, sottoponendosi a controlli più frequenti. Non si tratta, tuttavia, di un divieto generale di ingresso.
Undici Paesi dell’area Schengen hanno chiesto un ulteriore irrigidimento delle regole. Il 12 ottobre la ministra degli Esteri finlandese Elina Valtonen ha sollecitato il blocco dei visti turistici ai cittadini russi fino alla conclusione della guerra in Ucraina.
La questione dei passaporti d’oro introduce un elemento diverso. In passato alcuni Stati europei hanno concesso la cittadinanza a investitori stranieri, compresi cittadini russi, attraverso programmi che prevedevano contributi economici e investimenti immobiliari. Chi ha acquisito validamente la cittadinanza di uno Stato membro gode, in linea generale, dei diritti di circolazione riconosciuti ai cittadini dell’Unione.
Il sistema è però finito sotto esame. Nell’aprile 2025 la Corte di giustizia europea ha dichiarato contrario al diritto dell’Ue il programma maltese di cittadinanza in cambio di investimenti, ritenendo incompatibile con i Trattati la commercializzazione della cittadinanza europea.
Un’inchiesta del Financial Times aveva inoltre individuato cittadini russi destinatari di sanzioni che avevano ottenuto passaporti maltesi. Il possesso di una cittadinanza europea, tuttavia, non elimina automaticamente gli effetti delle sanzioni individuali, comprese eventuali restrizioni agli spostamenti.
La distinzione è dunque sostanziale: le nuove regole sui visti riguardano i cittadini russi che viaggiano con passaporto russo, mentre i titolari di un’altra cittadinanza possono trovarsi in una situazione giuridica differente. È questa asimmetria a riaprire il confronto sulla trasparenza dei programmi di investimento e sui controlli di sicurezza nell’Unione.













