K metro 0 – Tirana – Non si ferma la protesta antigovernativa in Albania, giunta al settimo giorno consecutivo di manifestazioni e scontri con la polizia. Il primo ministro Edi Rama ha rinnovato l’offerta di un dialogo senza condizioni, ma ha escluso le dimissioni chieste dai manifestanti, mentre la mobilitazione studentesca continua a estendersi oltre
K metro 0 – Tirana – Non si ferma la protesta antigovernativa in Albania, giunta al settimo giorno consecutivo di manifestazioni e scontri con la polizia. Il primo ministro Edi Rama ha rinnovato l’offerta di un dialogo senza condizioni, ma ha escluso le dimissioni chieste dai manifestanti, mentre la mobilitazione studentesca continua a estendersi oltre la capitale.
Lunedì centinaia di persone si sono radunate davanti al ministero dell’Istruzione a Tirana, chiedendo le dimissioni del premier e del suo governo. La situazione è degenerata nei pressi della Corte d’Appello, dove gruppi di manifestanti hanno lanciato pietre e artifici pirotecnici contro le forze dell’ordine, danneggiando alcune finestre.
La polizia ha risposto con gas lacrimogeni e idranti nella zona del parco Rinia. Altri scontri sono stati segnalati nei pressi del ministero dell’Interno, bersagliato da pietre, petardi e bottiglie incendiarie. Secondo le autorità, cinque persone sono state arrestate e altre quindici risultano ricercate in relazione agli ultimi incidenti.
Le proteste sono proseguite anche a Lezhë, Valona, Elbasan e Scutari, dove gruppi di studenti hanno boicottato le lezioni e organizzato cortei.
La nuova ondata di mobilitazioni, iniziata il 13 ottobre, è stata alimentata inizialmente dalle contestazioni studentesche contro l’aumento dei costi dell’istruzione, le condizioni delle università e la mancanza di prospettive occupazionali. Le rivendicazioni si sono poi allargate alla corruzione, al costo della vita e alla gestione delle risorse pubbliche.
Alle tensioni si aggiunge la controversia su un progetto turistico di lusso lungo la costa albanese, sostenuto da Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, già al centro di precedenti manifestazioni.
Rama ha dichiarato che il governo è disponibile a incontrare i rappresentanti della protesta «ovunque, in qualsiasi momento, senza condizioni», invitando tuttavia gli organizzatori a prendere le distanze dagli episodi di violenza e dal coinvolgimento dei minorenni negli scontri.
Il premier ha ribadito che manifestare pacificamente è un diritto, mentre gli attacchi contro persone e istituzioni costituiscono reati. Ha inoltre escluso trattative con chi partecipa alle violenze.
La Commissione europea ha condannato gli scontri, sottolineando che anche la risposta delle forze dell’ordine deve essere conforme alla legge e proporzionata. Bruxelles ha invitato le parti a risolvere le controversie attraverso il confronto pacifico, ricordando l’importanza della stabilità democratica per il percorso di adesione dell’Albania all’Unione europea.
Le proteste rappresentano una delle sfide più difficili per Rama, al quarto mandato consecutivo, che ha fatto dell’ingresso del Paese nell’Ue uno degli obiettivi centrali della propria azione di governo.













