Messico, 1 universitario su 4 studia a distanza: oltre 1,3 milioni di iscritti fuori dalle aule tradizionali

Messico, 1 universitario su 4 studia a distanza: oltre 1,3 milioni di iscritti fuori dalle aule tradizionali

K metro 0 – Città del Messico – La formazione universitaria a distanza si afferma sempre più in Messico, dove circa uno studente su quattro frequenta corsi che non prevedono la tradizionale presenza quotidiana in aula. Un cambiamento che riguarda oltre 1,3 milioni di iscritti e riflette la crescente domanda di percorsi accademici compatibili con

K metro 0 – Città del Messico – La formazione universitaria a distanza si afferma sempre più in Messico, dove circa uno studente su quattro frequenta corsi che non prevedono la tradizionale presenza quotidiana in aula. Un cambiamento che riguarda oltre 1,3 milioni di iscritti e riflette la crescente domanda di percorsi accademici compatibili con il lavoro, gli impegni familiari e la necessità di aggiornare le proprie competenze professionali.

Secondo i dati dell’Associazione nazionale delle università e degli istituti di istruzione superiore, ANUIES, ripresi dalla stampa messicana, nel ciclo accademico 2023–2024 gli studenti iscritti a programmi non scolastici tradizionali erano 1.341.387. Nel 2019–2020 erano 871.305: un aumento di circa il 54 per cento nell’arco di quattro anni.

Nello stesso periodo, la quota di studenti inseriti in queste modalità è passata dal 17,7 al 24,6 per cento del totale. La crescita indica che la formazione a distanza non rappresenta più soltanto un’alternativa per una minoranza di iscritti, ma una componente strutturale del sistema universitario messicano.

La pandemia di Covid-19 ha contribuito ad accelerare il processo, costringendo atenei, docenti e studenti a familiarizzare con piattaforme digitali, lezioni da remoto e strumenti di valutazione online. Terminata l’emergenza sanitaria, una parte di queste soluzioni è rimasta nell’offerta formativa, rispondendo a esigenze che precedevano la pandemia ma che negli ultimi anni sono diventate più evidenti.

Per molti studenti, la possibilità di seguire un corso senza recarsi ogni giorno in un campus consente di conciliare l’università con un impiego. La flessibilità interessa anche chi vive lontano dai principali centri accademici, chi deve occuparsi della famiglia e chi intende riprendere gli studi dopo un’interruzione.

Il fenomeno riguarda in particolare la formazione successiva alla laurea. Secondo i dati citati dalle cronache messicane, una quota vicina alla metà degli iscritti ai programmi postuniversitari segue percorsi a distanza. I master costituiscono una parte importante di questa domanda, alimentata dall’esigenza di acquisire nuove qualifiche senza interrompere l’attività professionale.

La trasformazione del mercato del lavoro contribuisce a spiegare questa evoluzione. La diffusione dell’intelligenza artificiale, l’automazione e la digitalizzazione dei servizi stanno modificando le competenze richieste dalle imprese. Per i lavoratori già occupati, l’università può diventare così uno strumento di aggiornamento continuo, non necessariamente legato ai primi anni dell’età adulta.

La crescita dell’istruzione a distanza pone però anche questioni di qualità e accessibilità. La disponibilità di una connessione affidabile, di dispositivi adeguati e di spazi per studiare non è uniforme sul territorio messicano. Inoltre, la flessibilità dei corsi non garantisce automaticamente risultati migliori: restano centrali il sostegno agli studenti, la preparazione dei docenti e la qualità della valutazione.

È necessario distinguere, inoltre, tra le diverse categorie utilizzate dalle statistiche nazionali. Le modalità non scolastiche tradizionali non coincidono sempre con corsi svolti esclusivamente su internet: possono comprendere differenti forme di apprendimento a distanza. Per questo il dato di uno studente su quattro descrive soprattutto il peso crescente della formazione fuori dal modello universitario convenzionale.

La tendenza ha trovato un’espressione anche nella cerimonia di laurea 2026 dell’Università internazionale della Rioja in Messico, UNIR México, alla quale hanno partecipato in presenza oltre 700 diplomati, mentre altri studenti hanno seguito l’evento online. L’istituzione, specializzata nella formazione digitale, è una delle realtà interessate dall’espansione di questo mercato.

Il cambiamento non significa che i campus tradizionali siano destinati a scomparire. Indica piuttosto che il sistema universitario messicano sta diversificando i propri modelli, cercando di raggiungere studenti con esigenze e percorsi personali differenti. La sfida sarà accompagnare l’espansione dell’offerta con standard formativi verificabili e condizioni di accesso più eque.

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