K metro 0 – Taipei – Il ministero della Difesa di Taiwan ha rilevato sei aerei militari, sei navi della Marina e un’imbarcazione del governo cinese nello Stretto nelle ultime 24 ore. In un comunicato su X, il dicastero ha reso noto che Taipei ha dispiegato velivoli, unità navali e attivato sistemi missilistici costieri. Dall’inizio
K metro 0 – Taipei – Il ministero della Difesa di Taiwan ha rilevato sei aerei militari, sei navi della Marina e un’imbarcazione del governo cinese nello Stretto nelle ultime 24 ore. In un comunicato su X, il dicastero ha reso noto che Taipei ha dispiegato velivoli, unità navali e attivato sistemi missilistici costieri. Dall’inizio di ottobre, Taiwan ha rilevato complessivamente 175 aerei militari e 329 unità navali cinesi. Pechino, che considera l’isola “parte inalienabile” del suo territorio, organizza sortite a cadenza quotidiana nello Stretto per affermare il suo controllo. Taipei, da parte sua, riconduce queste manovre alle cosiddette tattiche da “zona grigia”, ovvero azioni di pressione che mirano a perseguire obiettivi strategici senza ricorrere a un impiego diretto e su larga scala della forza militare. La definizione comprende operazioni che vanno oltre le normali attività di deterrenza, ma restano al di sotto della soglia di un conflitto armato aperto. Il rafforzamento della presenza militare cinese attorno a Taiwan si inserisce in un contesto di crescente pressione sulle capacità di difesa dell’isola.
In questo quadro, Taipei punta a trattenere personale esperto: il governo intende innalzare da circa 48-52 a 58 anni l’età pensionabile dei piloti militari, mentre l’Aeronautica riceve dagli Stati Uniti i nuovi caccia F-16V Block 70. Come riferito dal ministro della Difesa, Wellington Koo, durante una sessione parlamentare tenuta il 12 ottobre, il progetto punta a convincere i piloti più esperti a rimanere nelle forze armate anziché passare all’aviazione civile, dove possono proseguire l’attività di volo fino a 65 anni e ottenere retribuzioni potenzialmente più elevate. La proposta prevede la creazione di 72 posti aggiuntivi destinati a piloti con il grado di tenente colonnello o colonnello e almeno 14 anni di servizio. Questi ufficiali potranno mantenere il proprio grado e concentrarsi sull’attività di volo, senza dover assumere incarichi di comando o amministrativi. Saranno inoltre coinvolti nell’addestramento e nel tutoraggio dei piloti più giovani, continuando a ricevere le indennità di volo e i bonus per la permanenza in servizio, purché rispettino i requisiti fisici previsti.
Il piano, presentato al governo il 4 settembre per l’approvazione, richiederebbe finanziamenti per circa 1,3 milioni di dollari. Secondo Koo, 57 piloti dell’Aeronautica si sono ritirati dall’inizio dell’anno, un numero in linea con gli anni precedenti e inferiore a quello registrato nel 2025. La difficoltà di trattenere personale esperto si è accentuata con la ripresa del trasporto aereo commerciale dopo la pandemia di coronavirus, che ha aumentato la domanda di piloti qualificati. La questione è particolarmente urgente per Taiwan, che deve assegnare oltre 100 piloti alle nuove unità necessarie a operare 66 F-16V Block 70 acquistati dagli Stati Uniti. I primi due caccia della commessa sono atterrati il 2 ottobre alla base aerea di Chihhang, nella contea orientale di Taitung, dopo mesi di ritardi nelle consegne. Gli aerei dovrebbero essere assegnati al Settimo stormo tattico, attualmente in fase di organizzazione in squadroni operativi.
Koo ha riferito che 63 dei 66 velivoli sono entrati in produzione e che sei hanno raggiunto la fase dei test di volo. Oltre ai due già arrivati a Taiwan, due resteranno negli Stati Uniti per attività di addestramento e altri due sono sottoposti alle procedure di accettazione. Il ministro ha auspicato l’arrivo di ulteriori aerei entro la fine di ottobre, ma non ha garantito che l’intero ordine sarà consegnato entro la fine del prossimo anno, sottolineando la necessità di continuare a coordinarsi con Washington. Restano inoltre questioni tecniche da risolvere sul sistema di guerra elettronica AN/ALQ-254 Viper Shield, progettato per rilevare e contrastare radar ostili e altre minacce elettromagnetiche. Il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, il tenente generale Lee Ching-jan, ha riferito che alcune componenti hardware sono già state installate sui primi due velivoli, mentre il software è ancora in fase di sviluppo. Koo ha aggiunto che il sistema deve essere integrato con gli altri apparati dei caccia e che i lavori procedono secondo il calendario previsto. I nuovi velivoli si aggiungeranno ai circa 140 F-16A/B più vecchi già aggiornati allo standard F-16V, aumentando ulteriormente il fabbisogno di personale in un contesto di carenze più ampie nelle forze armate taiwanesi.
Le forze armate locali ricorrono attualmente a una combinazione di caccia già in pattugliamento, unità navali e sistemi missilistici terrestri per monitorare e contrastare le attività militari cinesi, riducendo la pressione sia sui piloti sia sui velivoli. A quanto si evince da un rapporto presentato il 27 ottobre al parlamento dell’isola dal ministero della Difesa, Taiwan riceverà entro la fine di dicembre quattro sistemi di ricognizione multispettrale aerotrasportati MS-110 di produzione statunitense, destinati a potenziare le capacità di sorveglianza della flotta di caccia F-16V e ad accelerare l’accesso alle informazioni sul campo di battaglia. Il programma di acquisizione, dal valore complessivo di 302 milioni di dollari, prevede la fornitura di sei pod da ricognizione: due sono già stati consegnati, mentre i restanti quattro arriveranno entro la fine dell’anno. L’Aeronautica ha avviato a giugno le prove di installazione e l’addestramento del personale alla conversione sul nuovo sistema. Ad agosto, gli F-16V della base aerea di Chiashan, nella contea orientale di Hualien, hanno effettuato i primi voli con i due pod, completando la fase iniziale delle valutazioni delle prestazioni in volo.
Secondo il quotidiano “Liberty Times”, l’MS-110 dovrebbe raddoppiare le capacità di acquisizione delle immagini rispetto agli attuali sistemi di ricognizione tattica dell’Aeronautica, noti come Phoenix Eye. Il pod utilizza sette bande spettrali, dal visibile all’infrarosso, per acquisire immagini multispettrali utili all’identificazione degli obiettivi e alla sorveglianza. Fonti militari citate dal quotidiano riferiscono che il sistema ha una portata effettiva superiore a 148 chilometri e può acquisire immagini ad alta risoluzione su una superficie fino a 26 mila chilometri quadrati all’ora. La tecnologia consentirebbe agli F-16V di monitorare gli schieramenti militari e i movimenti delle truppe cinesi lungo la costa continentale anche operando a est della linea mediana dello Stretto di Taiwan (il confine non ufficiale con la Cina), senza penetrare in profondità nello spazio aereo conteso.
Il sistema permette inoltre di trasmettere le immagini di ricognizione alle stazioni terrestri in tempo reale, senza attendere il rientro degli aerei per recuperare le registrazioni. In caso di interruzione del collegamento, ad esempio a causa del terreno o del volo a bassa quota, il pod conserva i dati nella memoria interna e li trasmette automaticamente quando il segnale viene ripristinato. L’Aeronautica ha predisposto quattro stazioni terrestri di ricezione, collegate attraverso le reti militari di trasmissione dati e connessioni in fibra ottica al centro di comando militare di Heng Shan e ai comandi operativi dei diversi teatri.













