Spagna, Corte suprema chiede parere Ue su regolarizzazione migranti

Spagna, Corte suprema chiede parere Ue su regolarizzazione migranti

K metro 0 – Madrid – La Corte suprema spagnola ha proposto di sottoporre alla Corte di giustizia dell’Ue la regolarizzazione straordinaria dei migranti promossa dal governo, ritenendo che possano sussistere dubbi sulla sua compatibilità con il diritto dell’Ue. Secondo i giudici, alcune disposizioni del decreto che disciplina la regolarizzazione potrebbero entrare in conflitto con

K metro 0 – Madrid – La Corte suprema spagnola ha proposto di sottoporre alla Corte di giustizia dell’Ue la regolarizzazione straordinaria dei migranti promossa dal governo, ritenendo che possano sussistere dubbi sulla sua compatibilità con il diritto dell’Ue.

Secondo i giudici, alcune disposizioni del decreto che disciplina la regolarizzazione potrebbero entrare in conflitto con il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e con la normativa comunitaria in materia di rimpatrio degli stranieri irregolari. In particolare, la Corte si interroga sulla compatibilità con la direttiva rimpatri, che prevede, salvo specifiche eccezioni, l’adozione di un provvedimento di rimpatrio nei confronti dei cittadini di Paesi terzi soggiornanti irregolarmente nell’Unione. Il dubbio riguarda la possibilità che la normativa spagnola riconosca, in via generale, un permesso di soggiorno temporaneo alle persone presenti irregolarmente sul territorio, senza che venga previamente adottato un ordine di rimpatrio, come invece previsto dal diritto europeo.

La decisione della Corte suprema non sospende, per il momento, il processo di regolarizzazione. Si tratta esclusivamente dell’avvio di una procedura volta a valutare se sia necessario chiedere un’interpretazione alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Solo dopo aver ascoltato le osservazioni delle parti, la Corte suprema deciderà se presentare formalmente il rinvio pregiudiziale.

Il governo spagnolo ha invitato alla calma, ribadendo di aver elaborato il decreto nel pieno rispetto della normativa europea e di stare lavorando, insieme all’Avvocatura dello Stato, per rispondere ai quesiti sollevati dalla Corte. L’esecutivo sottolinea inoltre che il permesso di soggiorno e di lavoro previsto dalla regolarizzazione produce effetti esclusivamente sul territorio spagnolo.

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