K metro 0 – Madrid – Migliaia di persone sono scese in piazza sabato nel centro di Madrid per difendere il sistema pensionistico pubblico spagnolo e chiedere maggiori garanzie sul futuro delle prestazioni previdenziali. Una mobilitazione nazionale che ha riunito pensionati, lavoratori e giovani, portando al centro del dibattito politico il costo della vita, la
K metro 0 – Madrid – Migliaia di persone sono scese in piazza sabato nel centro di Madrid per difendere il sistema pensionistico pubblico spagnolo e chiedere maggiori garanzie sul futuro delle prestazioni previdenziali. Una mobilitazione nazionale che ha riunito pensionati, lavoratori e giovani, portando al centro del dibattito politico il costo della vita, la sicurezza economica e il rischio di una progressiva privatizzazione delle pensioni.
La manifestazione, convocata dalla Coordinadora Estatal por la Defensa del Sistema Público de Pensiones (COESPE) e sostenuta da diverse organizzazioni sindacali, tra cui la Confederación General del Trabajo (CGT), è partita a mezzogiorno dalla zona di Atocha, attraversando le strade della capitale. La manifestazione arriva in una fase particolarmente delicata per la politica spagnola. Con le elezioni generali fissate per il 29 novembre, il futuro delle pensioni è diventato uno dei principali terreni di confronto tra le forze politiche.
Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di garantire pensioni pubbliche sufficienti a sostenere il crescente costo della vita. I manifestanti chiedono che gli assegni pensionistici siano rivalutati sulla base dell’inflazione reale, in modo da evitare che l’aumento dei prezzi riduca progressivamente il potere d’acquisto dei pensionati. Tra le principali rivendicazioni figurano anche l’equiparazione della pensione minima al salario minimo, la riduzione del divario pensionistico tra uomini e donne e l’eliminazione delle penalizzazioni per chi accede alla pensione anticipata dopo una lunga carriera contributiva.
La CGT ha inoltre chiesto che lo Stato garantisca per legge risorse sufficienti al finanziamento delle pensioni minime, opponendosi all’espansione dei fondi pensione privati e sollecitando una revisione delle riforme previdenziali introdotte negli ultimi anni.
Le organizzazioni promotrici considerano queste misure essenziali per evitare che la pensione diventi una prestazione insufficiente a garantire condizioni di vita dignitose.
Secondo la Delegazione del Governo a Madrid, i manifestanti sono stati circa 25.000, mentre gli organizzatori parlano di 50.000 presenze. L’agenzia AFP ha riportato una stima di 250.000 partecipanti attribuita alle autorità madrilene, un dato sensibilmente superiore a quello diffuso dalle altre fonti.
Al di là delle differenze numeriche, la protesta testimonia la centralità della questione pensionistica nella società spagnola, soprattutto in vista delle elezioni generali del prossimo 29 novembre.













