Flotilla: Israele intercetta le imbarcazioni al largo delle coste di Cipro, arrestati 100 attivisti

Flotilla: Israele intercetta le imbarcazioni al largo delle coste di Cipro, arrestati 100 attivisti

K metro 0 – Tel Aviv – La Marina militare israeliana ha intercettato e iniziato ad abbordare, al largo delle coste di Cipro, le navi della Global Sumud Flotilla (Gsf) dirette verso la Striscia di Gaza con lo scopo dichiarato di rompere il blocco navale israeliano. Lo riferiscono i media israeliani e lo conferma la

K metro 0 – Tel Aviv – La Marina militare israeliana ha intercettato e iniziato ad abbordare, al largo delle coste di Cipro, le navi della Global Sumud Flotilla (Gsf) dirette verso la Striscia di Gaza con lo scopo dichiarato di rompere il blocco navale israeliano. Lo riferiscono i media israeliani e lo conferma la stessa Gsf in una nota su X. Nelle ultime ore, Israele aveva avvertito i “partecipanti a questa provocazione a cambiare rotta e tornare immediatamente indietro”.

Le imbarcazioni intercettate risultano essere dieci: Cactus, Zio Faster, Holy Blue, Furleto, Kyriakos, Amanda, Blue Toys, Barbaris, Isobella e Tenaz. Le immagini diffuse sui canali social mostrano attivisti intenti a registrare le fasi dell’operazione mentre i militari israeliani salgono a bordo delle imbarcazioni armi in pugno.

Secondo quanto riferito dai media israeliani, circa 100 partecipanti alla Flotilla – proveniente dalla Turchia – sono già stati arrestati. Si prevede che l’operazione per prendere il controllo di tutte le imbarcazioni richiederà diverse ore e potrebbe continuare fino a domani. Gli attivisti arrestati dovrebbero poi essere trasferiti nel porto israeliano di Ashdod. Secondo fonti citate dall’emittente panaraba “Al Jazeera”, quattro navi da guerra israeliane che hanno effettuato gli arresti hanno ordinato alle persone a bordo della Flotilla di spegnere i motori.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha effettuato anche oggi passi diplomatici con il governo israeliano per chiedere rassicurazioni sulle condizioni di trattamento degli attivisti italiani che potrebbero essere fermati dalle Forze di difesa israeliane (Idf). Secondo una nota della Farnesina, Tajani ha chiesto all’Unità di crisi, alle ambasciate d’Italia a Tel Aviv, Ankara e Nicosia di effettuare tutti i passi necessari per tutelare l’incolumità degli italiani e assisterli in caso di sbarco. L’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv ha avuto un ulteriore contatto con le autorità israeliane questa mattina per garantire la sicurezza degli italiani.

La Farnesina continua a seguire l’evoluzione della situazione. “Stiamo seguendo minuto per minuto l’evoluzione di tutte le vicende della Flottiglia attraverso l’Unità di crisi del ministero degli Esteri e le nostre ambasciate in Israele, Turchia e Cipro. A Tel Aviv hanno già svolto, su mia indicazione, tutti gli ulteriori passi necessari per chiedere alle autorità israeliane di garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini italiani coinvolti”, ha aggiunto Tajani. “Abbiamo dato un messaggio chiaro a Israele sul fatto che le autorità devono fare in modo di rispettare le regole e il diritto internazionale e, anche qualora dovessero essere fermati cittadini italiani, devono essere sempre trattati nel massimo rispetto della dignità della persona”, ha proseguito.

Il ministero degli Esteri della Turchia ha condannato “l’intervento delle forze israeliane contro la Global Sumud Flotilla, costituita con l’obiettivo di fornire aiuti umanitari a Gaza, avvenuto in acque internazionali e che costituisce un nuovo atto di pirateria”. Lo si legge in un comunicato dello stesso ministero, pubblicato dopo che la Marina militare israeliana ha iniziato a intercettare e abbordare, in acque internazionali al largo di Cipro, le 57 imbarcazioni della Flotilla partite dalla Turchia. “A bordo della flotta in questione si trovano cittadini di circa 40 Paesi. Gli attacchi e le politiche di intimidazione di Israele non riusciranno in alcun modo a ostacolare la ricerca di giustizia da parte della comunità internazionale e la sua solidarietà con il popolo palestinese”, ha commentato la diplomazia turca.

Nella dichiarazione, in cui si sottolinea che Israele deve porre immediatamente fine all’operazione e rilasciare incondizionatamente gli attivisti trattenuti, si precisa che sono state intraprese le iniziative necessarie affinché i cittadini turchi presenti sulle navi possano tornare in Turchia in sicurezza. Il ministero degli Esteri ha anche sottolineato che gli sviluppi vengono seguiti da vicino in collaborazione con altri Paesi. Nel comunicato, Ankara ha invitato la comunità internazionale ad “assumere senza indugio una posizione comune e risoluta contro le azioni illegali di Israele”.

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