K metro 0 – Roma – Una giornata di forti disagi attraversa oggi l’Italia per lo sciopero generale nazionale proclamato dall’Unione Sindacale di Base insieme ad altre sigle sindacali. La mobilitazione, della durata di 24 ore, coinvolge trasporti pubblici e ferroviari, scuola, sanità e numerosi servizi pubblici e privati, con ripercussioni in tutto il Paese.
K metro 0 – Roma – Una giornata di forti disagi attraversa oggi l’Italia per lo sciopero generale nazionale proclamato dall’Unione Sindacale di Base insieme ad altre sigle sindacali. La mobilitazione, della durata di 24 ore, coinvolge trasporti pubblici e ferroviari, scuola, sanità e numerosi servizi pubblici e privati, con ripercussioni in tutto il Paese.
Il settore più colpito è quello dei trasporti. Lo stop dei treni è iniziato alle 21 di domenica 17 maggio e proseguirà fino alle 20:59 di oggi. Coinvolti il personale del Gruppo FS, i regionali, l’alta velocità e diversi operatori privati. Restano garantiti soltanto alcuni collegamenti essenziali nelle fasce protette previste dalla legge. Anche bus, tram e metropolitane stanno registrando cancellazioni e rallentamenti nelle principali città italiane. Disagi segnalati anche sulle autostrade, dove lo sciopero del personale ai caselli è partito già nella serata del 17 maggio. Coinvolti inoltre taxi e trasporto marittimo, con possibili ritardi nei collegamenti verso le isole maggiori e minori. A Roma la Metro A prosegue il servizio con possibile riduzione di corse; la Metro B/B1 prosegue servizio con possibile riduzione di corse; mentre è chiusa la Metro C. Servizio di superficie possibili riduzioni di corse o sospensioni di servizio intera rete. Lo comunica in una nota Roma servizi per la mobilità.
Lo sciopero interessa anche il comparto dell’istruzione. In molte scuole si registrano assenze di docenti e personale ATA, con lezioni ridotte o sospese. Nella sanità, invece, sono garantiti i servizi essenziali e le emergenze, mentre visite specialistiche ed esami non urgenti potrebbero subire rinvii. Alla base della protesta vi sono rivendicazioni salariali, critiche al riarmo e richieste di maggiori investimenti nei servizi pubblici. In una nota diffusa dai promotori, la mobilitazione viene descritta come una protesta “contro la guerra che entra nelle nostre vite”, con riferimento all’aumento del costo della vita, alla crisi del welfare e alle spese militari.













