K metro 0 – Parigi – Una galassia di siti internet, profili social all’apparenza fittizi e contenuti costruiti per screditare alcuni candidati politici. È il quadro che emerge dall’ultimo rapporto di Viginum, l’organismo francese incaricato di monitorare le interferenze straniere nello spazio digitale, che ha ricostruito una serie di operazioni online condotte durante la campagna
K metro 0 – Parigi – Una galassia di siti internet, profili social all’apparenza fittizi e contenuti costruiti per screditare alcuni candidati politici. È il quadro che emerge dall’ultimo rapporto di Viginum, l’organismo francese incaricato di monitorare le interferenze straniere nello spazio digitale, che ha ricostruito una serie di operazioni online condotte durante la campagna per le elezioni comunali.
L’indagine, pubblicata l’11 giugno e attesa da settimane da La France Insoumise, prende in esame una rete di account attivi su diverse piattaforme social e collegati a siti web creati appositamente per diffondere messaggi politici e informazioni fuorvianti. Secondo gli investigatori, l’obiettivo era influenzare il dibattito pubblico e danneggiare l’immagine di alcuni candidati del movimento fondato da Jean-Luc Mélenchon.
Tra i casi analizzati figura quello di “L’Alternative 2026”, un sito apparso online all’inizio di febbraio e presentato come un’iniziativa civica. Il portale sosteneva posizioni estremamente controverse sul ruolo della religione nella società francese e pubblicava, accanto a tali rivendicazioni, i nomi e le fotografie di numerosi candidati della sinistra. Per Viginum, il messaggio implicito era chiaro: associare quei candidati a idee che non avevano mai sostenuto pubblicamente.
Pochi giorni più tardi è entrato in scena un account TikTok che denunciava proprio i contenuti del sito. Un’apparente contrapposizione che, secondo il rapporto, potrebbe invece aver fatto parte della stessa strategia: creare uno scontro artificiale per amplificare la visibilità del tema e alimentare la polarizzazione online.
Non si è trattato soltanto di campagne generiche contro il partito. Alcuni candidati sono stati bersaglio di attacchi personali. A Marsiglia, Sébastien Delogu è stato associato da un sito internet a gravi accuse di natura sessuale. A Tolosa, François Piquemal è stato coinvolto da una falsa pagina Facebook che riprendeva nome e immagine di una vera associazione impegnata nella tutela dei minori. Attraverso quella pagina venivano diffuse informazioni false su presunte indagini giudiziarie nei suoi confronti.
Secondo gli accertamenti condotti dagli esperti francesi, questi contenuti hanno avuto una diffusione limitata e non sono riusciti a raggiungere un pubblico particolarmente vasto. Tuttavia, il metodo utilizzato ha attirato l’attenzione delle autorità.
Viginum ha individuato oltre cento profili sospetti impegnati nella condivisione e nella promozione dei contenuti. Molti presentavano caratteristiche simili: fotografie generate artificialmente, identità poco verificabili e comportamenti quasi identici nella pubblicazione di commenti e messaggi. In diversi casi le attività risultavano sincronizzate al minuto, elemento che fa pensare a una gestione coordinata.
L’indagine ha inoltre rilevato tracce che collegano alcuni di questi account ad altre campagne digitali condotte all’estero negli ultimi mesi. Alcuni profili avrebbero partecipato alla diffusione di contenuti durante le elezioni locali di New York nel 2025, mentre altri risultano collegati a operazioni informative rivolte al pubblico angolano.
Sul fronte delle responsabilità, il rapporto non attribuisce formalmente l’operazione a uno Stato o a un soggetto specifico. Gli investigatori segnalano però una serie di elementi tecnici che portano verso una struttura nota con il nome di Blackcore, già citata in precedenti inchieste giornalistiche pubblicate da Libération, Haaretz e Reuters. Tra gli indizi figurano riferimenti in ebraico presenti nei file informatici utilizzati per costruire alcuni siti e collegamenti con reti di account già monitorate in passato.
Pur sottolineando che l’impatto della campagna è stato relativamente modesto, le autorità francesi considerano il caso un esempio significativo delle nuove forme di interferenza politica che sfruttano gli strumenti digitali per influenzare il confronto democratico.
La vicenda è arrivata anche sul piano diplomatico. Il ministro delle Forze Armate Sébastien Lecornu ha confermato di aver chiesto chiarimenti alle autorità israeliane, precisando che le verifiche sono ancora in corso per stabilire eventuali responsabilità e comprendere l’origine effettiva dell’operazione.













